Coldiretti : i pomodori dalla Cina fanno crollare la produzione a Reggio del 67%

Dall’oriente arriva ormai il 10% del prodotto concentrato calano i prezzi ma resta buona la qualità della coltura locale.

REGGIO EMILIA. Aumento record delle importazioni, riduzioni dei prezzi pagati agli agricoltori e taglio delle superfici. Si è aperta la campagna di raccolta del pomodoro da industria anche a Reggio Emilia, dove la produzione è però crollata del 67% nel giro di appena tre anni.

La qualità della produzione – commenta la Coldiretti reggiana – è ottima e la quantità è discreta anche grazie alla professionalità degli imprenditori nel confrontare le avversità climatiche di fine maggio e giugno caratterizzate da un’alta percentuale di umidità che ha colpito alcune piante, principalmente le varietà precoci.

«L’alta professionalità degli imprenditori e gli investimenti in mezzi agricoli tecnologicamente avanzati – commenta il direttore di Coldiretti Reggio Emilia Assuero Zampini – garantisce un’eccellente gestione del prodotto sia in fase di coltivazione che di raccolta. Questo è motivo di garanzia anche per i consumatori che possono contare sul un prodotto italiano di qualitativamente elevato soprattutto se confrontato con il concentrato di importazione cinese, aumentate del 680% nel 2015, pari a circa il 10% della produzione nazionale in pomodoro fresco equivalente».

A Reggio Emilia la resa si attesta in media sui 70 tonnellate/ettaro con un grado brix, cioè la misura della quantità di zuccheri presenti, che si aggira tra i 4,8 e i 5,2, quindi buono, addirittura con picchi di 5,3 – 5,4. Se le condizioni meteo si preservano si stima un’ottima raccolta. «L’unica nota dolente – commenta il direttore Zampini – è il prezzo riconosciuto di 85,2 euro alla tonnellata e ulteriormente sceso rispetto allo scorso anno quando era di 95. Il boom delle importazioni, il calo dei prezzi agli agricoltori e quello delle superfici – continua Zampini – prefigurano uno scenario preoccupante per il prodotto simbolo della dieta mediterranea. Un prodotto che va reso trasparente con l’obbligo ad indicare in etichetta l’origine che attualmente vale, in Italia, solo per la passata di pomodoro ma non per il concentrato o per i sughi pronti». Il pomodoro è il condimento maggiormente acquistato dagli italiani. Nel settore del pomodoro da industria, sostiene la Coldiretti, sono impegnati in Italia oltre 8mila imprenditori agricoli che coltivano su circa 72.000 ettari, 120 industrie di trasformazione in cui trovano lavoro ben 10mila persone, con un valore della produzione superiore ai 3,3 miliardi di euro. La domanda dei produttori locali sarà anche influenzata dall’andamento del meteo in Italia. In Puglia, ad esempio, è stato diramato un bollettino di guerra in campagna, a causa dell’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito in particolare le provincie di Foggia e Bari con un danno pari al 30/50% a seconda delle aree.

Gazzetta di Reggio,13/08/2016

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