Cloud storage, possibile risorsa contro censura del regime cinese

Matthew Robertson, Epoch Times01.02.2014

Collateral Freedom potrebbe sembrare il nome di un’operazione militare, ma secondo i suoi sostenitori è esattamente il contrario. Si riferisce a un nuovo tentativo diliberare l’internet cinese censurato dal regime comunista che vuole proteggersi da fastidiose influenze esterne.

Uno screenshot del sito web di GreatFire.org che mira a rompere la censura di internet in Cina reindirizzando i siti bloccati su piattaforme globali di cloud computing

«La libertà di parola è presente nella Costituzione cinese», afferma Charlie Smith, uno degli attivisti dietro il progetto. Se lui e i suoi colleghi di GreatFire.org riusciranno a farsi strada, allora la nuova iniziativa scioglierà il controllo di internet da parte del Partito Comunista Cinese.

In Cina quando si tenta di accedere a un sito web che il Partito Comunista non vuole farvi vedere, la pagina internet non verrà caricata. Uno dei metodi più utilizzati per aggirare questo problema è quello di installare i software FreeGate o UltraSurf, che vi apriranno un varco nel Grande Firewall.

Questo nuovo metodo di GreatFire.org, un gruppo no-profit che si dedica alla lotta contro la censura cinese, consiste nel replicare l’intero sito web e renderlo «impossibile da bloccare». La libertà è una garanzia.

In questo scenario, la strada verso un internet più libero in Cina potrebbe cominciare con un link simile a questo: https://s3.amazonaws.com/ dove ‘S3’ si riferisce al servizio di cloud storage di Amazon, mentre ‘Aws’ sta per Amazon Web Services.

Su quella piattaforma GreatFire ospita siti web che altrimenti in Cina sarebbero bloccati. Finora la censura cinese non ha osato bloccare questi siti mirror, copie dei siti originali.

CLOUD HOSTING

L’idea di ospitare interi siti web e renderli impossibili da bloccare è venuta in mente alla squadra di Greatfire a seguito delle loro esperienze con la censura.

L’anno scorso hanno creatoun’applicazione per iPhone che consentiva l’accesso a internet senza censura; gli utenti in Cina potevano scaricarla tramite l’App Store.

Tuttavia una volta che le autorità l’hanno scoperta, hanno costretto Apple a interrompere il servizio. Molte aziende occidentali hanno scoperto che collaborare con la censura delle autorità del regime cinese è una delle condizioni per poter fare affari in Cina. (Un fatto che potrebbe diventare rilevante per la nuova avventura di GreatFire)

Poco dopo la squadra di GreatFire ha osservato come Github, un repository o ripostiglio per i codici informatici è stato bloccato dalle autorità cinesi.

Dato che il loro stesso browser era stato bloccato, così come un sito importante al di fuori della Cina, «ci siamo resi conto che avremmo potuto sfruttare il cloud per fornire mirror di siti web in Cina rendendoli così impossibili da bloccare», ha riferito Charlie Smith, attivista e impiegato part-time per GreatFire, in un’intervista telefonica.

«Abbiamo sbloccato il nostro Weibo gratuito, poi il sito cinese Reuters (due giorni dopo che era stato bloccato) e anche China Digital Times. Abbiamo messo la teoria in pratica», ha riferito. «Finora sta funzionando».

Smith dice che risulterebbe enormemente scomodo per le imprese in Cina se le autorità dovessero bloccare interamente i servizi cloud di Amazon. «Si verificherebbero gravi ricadute economiche per moltissima gente». Tra gli utenti di Awa in Cina troviamo Qihoo 360, che gestisce un browser principale, Xiaomi, una nota società di smartphone, e Funplus Game, che crea videogiochi socialmente utili.

Comunque non abbiamo garanzie che non lo faccia. Ma se il Partito finisce con il bloccare Awa, ha spiegato Smith, passerebbero semplicemente al server successivo.

«Passeremo allora a Google, ma potrebbe accadere la stessa cosa, allora passeremo a Microsoft, poi Rackspace e così via con mille altre società di cloud computing.

UNA SUITE DI SERVIZI

GreatFire è in piedi dal 2011 circa, quando un gruppo di amici online con legami con la Cina ‒ Smith dice che non si sono incontrati nel mondo reale ‒ si sono riuniti per cercare di monitorare e sconfiggere il Grande Firewall del regime cinese.

GreatFire offre una varietà di servizi per aggirare la censura dell’internet cinese: un servizio di monitoraggio in grado di verificare ciò che è bloccato e ciò che non lo è (così come la misura in cui è bloccato), un servizio gratuito di Weibo che ‘ruba’ i messaggi a Weibo ‒ un popolare social media cinese simile a Twitter ‒ e li visualizza anche dopo che sono stati censurati dalle autorità e ora il progetto Collateral Freedom.

La società no-profit è, comprensibilmente, strettamente riservata sugli aspetti delle sue operazioni. Charlie Smith è uno pseudonimo. Smith ha detto di aver lavorato part-time per GreatFire, ma a parte questo non ha voluto rivelare la sua posizione o fornire informazioni personali.
Smith ha riferito che non hanno molto personale e che tra loro solo uno è a tempo pieno. Ha detto che dal 2011 l’organizzazione si è autofinanziata e che lo scorso anno ha ricevuto una sovvenzione da parte del Dipartimento di Stato.

Smith non ha fornito alcun dettaglio circa la concessione, né riguardo a come e quando è stata data, o la quantità. Il Dipartimento di Stato sul proprio sito internet pubblicizza delle sovvenzioni che supportano lo sviluppo di strumenti per la libertà di internet. Il contributo minimo per il 2013 era di 370 mila euro e il sito riferiva che «i premi al di sopra di un milione di euro sono rari».

Il Dipartimento di Stato non ha risposto a una richiesta di commento sul suo rapporto con GreatFire, la richiesta è rimasta in attesa.
Smith dice che gli strumenti di GreatFire sono un tentativo del gruppo di fare qualche soldo per finanziare le loro operazioni.

LIMITI DEL MIRROR

Se è fattibile utilizzare il metodo dei siti mirror per replicare e sbloccare praticamente tutti i siti web che le autorità cinesi potrebbero voler bloccare non è ancora completamente chiaro.

Potrebbe essere una questione economica anche se Smith non ha fornito i dettagli finanziari, ma i costi di hosting di Aws non sono particolarmente elevati.

Se un sito web dovesse ricevere centomila accessi unici al giorno, costerebbe solamente circa 300 euro per l’hosting (calcolando uno scatto per ogni 1,5 megabyte).

I banner pubblicitari non sono influenzati dall’operazione di mirroring.

GreatFire si sta offrendo alle organizzazioni di notizie e media che hanno interesse a far apparire il loro contenuto davanti agli occhi dei cinesi.
«Stiamo bussando a tantissime porte», ha riferito Smith. «Ad esempio il New York Times ha fatto investimenti nel mercato cinese e penso che se sanno che esiste un modo per far arrivare quelle informazioni in Cina, dovrebbero insistere affinché l’informazione arrivi, solo considerando il punto di vista economico».

Ironia della sorte, uno degli ostacoli al successo del piano sarà l’autocensura da parte delle società occidentali che cercano di finanziare le loro piattaforme per ampliare la libertà di internet in Cina.

Apple rimuove dal suo AppStore il software ritenuto in conflitto con la legge cinese svolgendo in questo modo un’efficace censura per conto delle autorità cinesi.

Amazon afferma che sta «collaborando con le organizzazioni del Governo cinese per promuovere il cloud computing in Cina». Se questo significa che possono anche essere messi sotto pressione per chiudere i siti web mirror di GreatFire, e come essi possano rispondere a tale pressione, non è chiaro. Amazon non ha risposto a una richiesta via mail di commentare la sua dichiarazione.

Un altro ostacolo è semplicemente la natura del meccanismo: è statica.

Bill Xia, responsabile della Dynamic Internet Technology, i creatori di FreeGate, ha detto: «Penso che qualsiasi indirizzo statico può essere bloccato. Aws è statico. Si dovrebbe avere un IP dinamico». Poi ha aggiunto: «Aws è una valida soluzione alternativa a breve termine per visitare i siti web di notizie».

Tralasciando questi problemi, Smith è convinto che i siti web mirror serviranno almeno ad aprire un nuovo fronte nella battaglia contro la censura del Partito Comunista Cinese. Se Amazon dovesse tagliar loro il servizio, si muoveranno semplicemente su un altro sistema di cloud.
«Che vorrebbe fare la Cina? Tagliarsi fuori dall’internet globale?», è stata la domanda retorica posta da Smith. «Non succederà».

Ha poi concluso: «Sono ottimista. Altri non la penserebbero con me su questo punto».

Fonte-EpochTimes:http://www.epochtimes.it/news/cloud-storage-possibile-risorsa-contro-censura-del-regime-cinese—125312

English Version, click here:
Internet Freedom For China May Be in the Clouds

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.