Clinton sbaglia sull’aborto forzato in Cina

Ne dibattito presidenziale contro Donal Trump questa sera, Hillary Clinton ha dichiarato: “Sono stata in paesi in cui i governi obbligavano le donne ad abortire, come facevano una volta in Cina…!” Il presidente di Women’s Rights Without Frontiers, Reggie Littlejohn, ha dichiarato: “Con tutta la sua esperienza come ex presidente di Stato è falso e profondamente deludente che Hillary Clinton abbia parlato della comune pratica di aborto forzato da parte del governo cinese come qualcosa che appartiene al passato.

Se lei pensa davvero che la Cina non impone più l’aborto alle donne, lo dovrebbe spiegare ad una coppia, i Zhong, che quest’anno ad Agosto ha dovuto scegliere tra abortire all’ottavo mese di gravidanza o perdere i loro lavori statali. O ancora, potrebbe parlare con He Liping che si è trovata a scegliere tra l’aborto al sesto mese di gravidanza o una multa di 39.000$ soprannominata “multa del terrore”.
“Potrebbe anche leggere l’articolo della BBC del 4 Maggio 2016 intitolato “Reinventing China’s Abortion Police” (“Reinventando la vigilanza per l’aborto in Cina”) che tratta di un piccolo progetto di collaborazione tra l’Università di Stanford e l’Università Normale dello Shaanxi di recuperare 69 funzionari per la pianificazione familiare, che si pensava non fossero più necessari al momento con la nuova politica dei due figli.

L’articolo segue uno degli ufficiali per la pianificazione familiare , Li Bo, che è stato “reinventato” passando dal “dare la caccia alle famiglie sospettate di violare le regole draconiane del paese sul numero dei bambini consentiti” in una sorta di paperella di gomma strizzata che canta filastrocche d’asilo su “Babbo Natale cinese” perfezionata con “una sacca piena di giochi e libri illustrati”
Il suo lavoro è stato veramente reinventato o in realtà è un membro delle “polizia dell’utero” camuffato da “Babbo Natale cinese”, nuovo volto della polizia per la pianificazione familiare cinese? Nascosto da qualche parte in fondo all’articolo c’è il seguente rapporto sul lato oscuro del lavoro di Li Bo, un importante pezzo originale della BBC.

Sin dall’inizio del 2016, tutte le coppie cinesi hanno ricevuto il permesso di avere due figli ma non possono averne più di due a meno che non fanno parte di una qualche minorità etnica – quindi Li Bo passa ancora parte del suo tempo a controllare nascite.
Nella clinica della città occupa il suo tempo controllando le donne locali. Tutte le donne in età fertile devono sottoporsi a controlli quattro volte all’anno per assicurarsi di essere in salute… e per vedere se sono incinta. Ma Li, che è anche un fidato ufficiale del partito comunista, crede che lo stato sa quello che fa e i bisogni della società sono più di quelli delle singole persone.
Quindi di fatto lui ha lo spiacevole compito di informare le donne che non possono permettersi una tale multa di fermare la loro gravidanza. “Le persone non ci insultano ma probabilmente lo fanno alle nostre spalle, ha detto. “semplicemente perché stiamo facendo rispettare la legge e loro la stanno infrangendo! È semplicemente come uno scontro tra un ladro e un poliziotto”. Ha inoltre aggiunto che fin quando ci sono certe restrizioni, gli scontri continueranno.

Da queste parole pronunciate da un ufficiale comunista per la pianificazione familiare abbiamo imparato che:
1) I controlli coercitive sulle gravidanze continuano. Con la nuova politica dei due figli, la polizia per la pianificazione familiare continua a controllare le donne in età fertile quattro volte all’anno.
2) Aborti forzati continuano. È proibito per donne single in Cina di avere bambini e per le coppie di avere un terzo figlio. Forse qualcuno ha l’opportunità di pagare una multa, ma le parole di Li Bo sono “quelli che non possono permettersi di terminare la loro gravidanza”. In altre parole, se una donna è illegalmente incinta e non può pagare la multa che ne deriva, che può corrispondere a 10 volte la somma di uno stipendio annuale, è obbligata ad abortire. Questo significa che gli aborti forzati continuano anche con la politica dei due figli.
3) Le donne che rimangono incinta senza permesso sono considerate criminali. Le parole di Li Bo a proposito delle donne incinta senza permesso che “stavano infrangendo la legge quindi è semplicemente come uno scontro tra un ladro e un poliziotto” dimostra come tali gravidanze sono ancora considerate illegali e le donne illegalmente incinta sono viste come criminali fuorilegge e meritano una punizione esattamente come per i ladri.
4) Gli aborti forzati continuano a creare malcontento. Li Bo ha ragione nell’aggiungere che finche tali restrizioni esistono questi scontri continuano. Questa affermazione è ammettere che questi scontri, che spesso risultano in aborti forzati, continuano tutt’oggi a causa delle restrizioni legate alla politica dei due figli.

Littlejohn conclude: “Il partito comunista cinese non vuole ancora uscire dalle camere da letto dei cinesi ed i candidati presidenti non dovrebbero assumere che invece lo stia facendo. Bisogna continuare a esercitare la pressione internazionale sul partito comunista Cinese fino alla totale eradicazione del controllo forzato della popolazione.

Traduzione di E.R. Laogai Research Foundation Italia ONLUS


Fonte: Women’s Rights Without Frontiers, 21 ott 16

English article: Clinton WRONG on Forced Abortion in China

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