Cinesi cattolici, da tutta Italia a Prato per chiedere libertà

La loro situazione in qualche caso può essere difficile anche in Italia, come molto difficile lo è nella madre patria. Solo qualche mese fa, proprio su Toscana Oggi, si sottolineava come, a Prato, chi decida di partecipare alla messa o alle attività della comunità cattolica, a volte, rischi anche il posto di lavoro. Perché quando il tuo datore di lavoro pretende da te anche dodici ore alla macchina da cucire, sette giorni su sette, persino assentarsi un’oretta per partecipare alla messa può essere un problema. Una situazione che non è cambiata e che resta complessa. Sono i cinesi cattolici italiani, un migliaio secondo alcune stime. Per una buona parte di essi – se ne attendono fra i 4 e i 500 – questo finesettimana a Prato si terrà un appuntamento importante: la quinta convocazione delle comunità cinesi cattoliche in Italia. Cinesi cattolici che vivono nel nostro Paese – a Roma, Milano, Napoli, Rimini, Treviso, Padova e Firenze, principalmente – verranno nella città toscana, dove la presenza cinese ha una delle più alte concentrazioni. I dati ufficiali Istat parlano di quasi 12mila residenti cinesi a Prato, 13.200 nell’intera provincia. Ma le stime sul numero reale degli orientali in città (fra irregolari e residenti in altre parti che in realtà vivono qua) sono molto superiori, dalle più prudenti che parlano di 20mila, alle più alte che li attestano anche sui 50mila. È rispetto alla popolazione residente totale che la presenza dei cinesi a Prato risulta particolarmente alta, fra il 10 e addirittura il 25%, a seconda delle stime. In Cina i cattolici sono stimati in 53 milioni, circa il 4% della popolazione, ma tradizionalmente sono proprio le comunità religiose minoritarie quelle con i tassi di emigrazione più elevati. Nella città sul Bisenzio i cinesi cattolici italiani si incontreranno con i connazionali della comunità cattolica di Prato (circa 150 persone), con l’Arcivescovo cinese Savio Hon Tai Fai, segretario di Propaganda Fide, la Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, e con il Vescovo di Prato Gastone Simoni. Ci saranno preti, seminaristi e suore, ma non solo: sarà un’occasione di incontro per tanti fedeli. E anche un momento di testimonianza: sono previste due importanti uscite per le strade della Chinatown, il quartiere ad alta densità orientale della città laniera, uno nel pomeriggio di sabato 5 – con i cinesi cattolici che andranno a portare la loro testimonianza per le strade, fra i connazionali – e una processione domenica 6. «Cinque anni fa il Papa indisse la grande preghiera per la Cina. E da allora ogni anno è stato fatto in una città italiana questo incontro dei cinesi cattolici: prima a Roma, poi a Napoli, Macerata, Rimini. Quest’anno a Prato», sottolinea mons. Santino Brunetti, vicario episcopale per gli immigrati della diocesi di Prato. «La nostra città ha un valore altamente simbolico per l’alta concentrazione di cinesi, ovviamente. La Cina rappresenta una delle più grosse sfide per la Chiesa cattolica nel mondo moderno. È una Chiesa martire, che soffre la persecuzione. Eppure rappresenta anche una Chiesa feconda: lo scorso anno a Pasqua sono stati 3mila i battezzati solo a Hong Kong: c’è bisogno di più libertà per loro». Anche a casa nostra, evidentemente, come testimoniano i licenziamenti. La parrocchia dell’Ascensione al Pino – cui fa capo la comunità cattolica cinese di Prato – sarà il punto centrale dell’incontro dei cinesi cattolici italiani. I momenti forti prevedono, come detto, l’uscita per le vie di China Town («Sarà una testimonianza e un annuncio della fede nelle strade a maggiore presenza di cinesi», spiega don Francesco Saverio Wang, cappellano della comunità cinese cattolica a Prato). E, ancora la messa del sabato pomeriggio, presieduta dall’arcivescovo cinese Savio Hon Tai Fai, dove verranno battezzati alcuni cinesi di Prato che, così, entreranno a far parte a tutti gli effetti della comunità cattolica. Il giorno seguente, la domenica, nel duomo di Prato, il Vescovo Simoni, insieme a Hon Tai Fai, celebrerà un’Ostensione straordinaria della Cintola, la reliquia della cintura della Vergine, cara ai pratesi che solo in un numero limitato di occasioni all’anno viene mostrata. Dopo la messa, di nuovo, una testimonianza pubblica, come detto: la processione sempre per le strade di Chinatown. «Ringrazio la Diocesi per questa opportunità. Faremo una testimonianza ai cinesi non cristiani di Prato anche per aiutare o sferzare la fede dei non credenti», conclude don Wang.

Damiano Fedeli

Fonte: Toscana Oggi, 2 maggio 2012

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