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Cinese a processo: carne di maiale fra escrementi di topi

PADOVA. Escrementi di topo sugli imballaggi di spaghetti venduti sfusi. E poi blatte, altri insetti e polvere con sporcizia di vario tipo.

Ecco il panorama che si è presentato di fronte agli agenti della Polizia municipale quando si sono presentati per un controllo nel deposito gestito da una coppia di cinesi nel centro Ingrosso Cina in corso Stati Uniti. Alcuni giorni prima, il 20 novembre 2014, il sopralluogo nell’abitazione a Camin in via Valli, una laterale di via Vigonovese. Sorpresa: la cucina di casa era stata trasformata in un essicatoio artigianale di carni di maiale importate illecitamente dalla Cina, con “fettine” esposte davanti al focolare alimentato con legna di tutti i tipi, compresi vecchi mobili fatti a pezzi nonostante le vernici e il trattamento con solventi tossici. Conclusa l’indagine, il pm Benedetto Roberti ha sollecitato il rinvio a giudizio per marito e moglie. Il gup Domenica Gambardella ha mandato a processo lui, Dongqi Zhao, 53 anni: l’udienza è prevista il 22 febbraio.

La moglie, Jincui Yu, 41, ha chiesto di beneficiare della cosiddetta messa alla prova ovvero di svolgere un lavoro di pubblica utilità, così da ottenere la sospensione del processo: solo in caso di positivo superamento della “prova”, il reato potrà essere azzerato. Nel magazzino della coppia, abidito ad attività commerciale (la società è denominata Sheng Xing Long sas), era confezionata la carne custodita in violazione di ogni regola sanitaria tra escrementi di ratti e sporcizia di ogni genere. Nel deposito sono state trovate etichette di prodotti alimentari da utilizzare a piacimento e altre incollate su confezioni “di alghe”, in realtà

fungine di basomiceti privi di tracciabilità. Utilizzando la posta elettronica di alcuni fornitopri, i due sono accusati di aver inviato all’Usl 16 atti falsi per giustificare la tracciabilità di alcuni cibi venduti come filetto di pesce arrostito e radice angelica cinese

Il Mattino di Padova,11/11/2016