Cina,bimbi avvelenati dal piombo: genitori irrompono in fonderia

Manifestanti cinesi oggi sono entrati a forza in una fonderia che ritengono abbia provocato l’avvelenamento da piombo di centinaia di bambini, fracassando camion e abbattendo le recinzioni, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa di stato Xinhua.

Oltre 600 bambini che vivono vicino alla fonderia Dongling, nella provincia nordoccidentale di Shaanxi, hanno livelli allarmanti di metallo pesante nel sangue e 154 sono stati ricoverati, aggiunge l’agenzia.

Le proteste contro l’inquinamento sono sempre più comuni in Cina, anche se la polizia normalmente le tronca sul nascere. In altri casi, le autorità ammorbidiscono i residenti con promesse di aiuti finanziari o di altro tipo.

Le proteste odierne sono iniziate dopo che tra i residenti si era diffusa la notizia che l’avvelenamento aveva provocato un tentato suicidio da parte di una studentessa 19enne, come riferisce Xinhua.

La studentessa ha ingerito del pesticida dopo il rifiuto dei genitori di pagarle un esame del sangue, dice l’agenzia.

Il governo sta offrendo analisi gratuite solo ai ragazzi sotto i 14 anni, e non ci sono state indagini per capire se anche gli adulti possano essere stati avvelenati dal piombo della fonderia.

Sono stati mobilitati un centinaio di poliziotti, e il sindaco della vicina città di Baoji, a capo di una squadra appena formata per il controllo dell’inquinamento, è arrivato per chiedere ai manifestanti di calmarsi.

A metà pomeriggio la maggior parte dei manifestanti, secondo Xinhua, erano rientrati a casa.

Lo scandalo dell’inquinamento da piombo è esploso la settimana scorsa, dopo che i genitori preoccupati hanno portato i figli a fare delle analisi.

Tutte le famiglie interessate vivono vicino al parco industriale Changqing nella provincia di Shaanxi. Il governo avrebbe dovuto spostare chi vive nelle vicinanze entro il 2006, ma ci sono ritardi nella realizzazione del progetto.

L’impianto che produce 100.000 tonnellate di piombo e zinco considerato la fonte dell’inquinamento è gestito da Dongling Group, il quarto produttore di zinco della Cina.

Una fonte della società ha detto a Reuters che l’impianto è chiuso per riparazioni dalla fine di luglio e che non è chiaro quando la produzione potrà riprendere. Secondo Xinhua, le operazioni sono state sospese lo scorso 6 agosto.

Fonte: Reuters, 18 agosto 2009

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