Cina-Xinjiang: Funzionari cinesi forzano a lasciare casa famiglia povera di giovani Uighuri

Radio Free Asia (RFA), 2013/09/26

Le autorità della capitale della regione dello Xinjiang nella Cina nord-occidentale, hanno ordinato al proprietario di una abitazione di sfrattare una famiglia uigura dal suo immobile dove vivevano in affitto. Motivo di tale provvedimento è quello di aver messo in discussione l’operato delle autorità preposte alla ricerca del loro figlio scomparso durante gli scontri cruenti etnici che hanno scosso la città quattro anni fa. Dopo l’azione drastica, ad altri proprietari a Urumqi è stato proibito affittare alla famiglia, lasciandoli senza un alloggio.

(Nella foto alcuni membri della famiglia Abdukerim)

Helaji Abdukerim , padre del ragazzo scomparso Alimjan, di 17 anni, durante l’arco di questa settimana ha dichiarato in un servizio a Radio Free Asia (RFA) sugli Uighuri:

“ Tutto questo è accaduto perché abbiamo tentato di far luce sulla scomparsa di nostro figlio”
“ La nostra famiglia è composta da sei persone, ed ora siamo in mezzo ad una strada”

Il figlio Alimjan è uno dei migliaia di Uighuri segnalati come dispersi dopo i sanguinosi tumulti che sono scoppiati tra cinesi di etnia Han e gli Uighuri, il 5 luglio 2009. Viene ritenuto che il giovane è stato preso in custodia dalle autorità durante le operazioni su ampia scala.

I genitori del ragazzo scomparso sono stati oggetto di insistenti interrogativi da parte delle autorità e quando la famiglia si rifiutò di rinunciare alla sua ricerca, sono stati costretti a lasciare la casa.

Il padre continua:

“ Il 29 Marzo scorso il proprietario dell’immobile dai noi preso in affitto, è stato chiamato dalla polizia e quando mi sono presentato con la mia famiglia per parlare con loro, siamo stati tutti trattenuti per 24 ore compreso l’ultimo mio bimbo di pochi mesi di vita”. “Il giorno dopo, mi hanno trasferito in un centro di detenzione e li richiuso per 12 giorni”. “Il capo di etnia Han della locale stazione di polizia Bahuliang, aveva ordinato la mia detenzione”.

Pressioni sui titolari del fabbricato

Helaji Abdukerim aggiunge:

Subito dopo il mio rilascio, ho iniziato la ricerca di una nuova abitazione. Nel frattempo apprendo che un “ordine segreto” era stato emesso con la sua foto, e quella di suo figlio , ed enunciava che: ” Chiunque affitta a queste persone sarà punito “. Questa ordinanza era stata consegnata al proprietario dell’immobile con un avvertimento di “non farlo vedere a nessuno”, Tuttavia sono riuscito ad averne una copia. Successivamente ho mostrato il documento alla segretaria dell’Ufficio Comunale del Diritto Politico del Urumqi. Appena visionato dalla segretaria mi ha riferito che: “ la causa dei miei guai ero solo io e che è stata rilasciata perché hai tentato di avere notizie su tuo figlio”. “ Se tu avessi abbandonato le ricerche tutto questo non sarebbe accaduto”.

.Le ho chiesto se lei era una madre , mi ha risposto di  “si”,  aggiungendo di lasciare Urumqi, ma non ho casa a Kashgar Beshkeram, la mia città natale. Non ho nessun posto dove andare. Mantengo la mia famiglia vendendo frutta qui a Urumqi, ma tutto è stato sempre molto difficile “Helaji Abdukerim ha detto di aver cercato negli ultimi sei mesi di contattare RFA per informare l’opinione pubblica della sua situazione famigliare.

“Non c’è posto al mondo in cui possiamo parlare delle nostre rimostranze, tranne che a voi di RFA

I timori per la famiglia

La Signora Qurbangul Turdi moglie di Helaji Abdukerim, riferisce a RFA che ha non ha mai divulgato la notizia ai media per salvaguardare l’incolumità del marito e della sua famiglia.

“Non ho parlato a voi perché ho avuto paura per la vita di mio marito e per la vita dei miei figli”. Stiamo lottando per mantenere i nostri altri quattro figli. Non abbandoneremo la ricerca di nostro figlio scomparso e non sappiamo più che cosa fare. Anche se desistiamo la ricerca, le nostra vita oramai, è diventata così ardua . Possiamo solo attendere l’evolversi della situazione.

Gli Uiguri nello Xinjiang da molto tempo sono vittime della discriminazione etnica, di oppressivi controlli religiosi, di una continua povertà e della disoccupazione. Tutto ciò è stato reso possibile in buona parte, dal massiccio afflusso di cinesi Han nella regione.

Le autorità cinesi accusano regolarmente gli Uighuri dei casi di violenza definendoci dei “separatisti” e “terroristi”. Ma organizzazioni umanitarie internazionali asseriscono che Pechino esagera nelle sue denunce e che queste sono utilizzate per giustificare l’ uso della forza contro gli Uighuri durante i disordini.

Traduzione e rielaborazione di Gianni Taeshin Da Valle
Fonte: UHRP (Uyghur Human Rights Project), 26 Settembre 2013

English Version:
https://uhrp.org/news/family-disappeared-uyghur-youth-made-homeless-officials

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