Cina-Xinjiag: Poliziotti cinesi di etnia Han aggrediscono brutalmente un giovane uighuro e lo riducono in fin di vita

La Polizia cinese nello Xinjiang aggredisce selvaggiamente un giovane uighuro riducendolo ad una stato di incoscienza, a seguito di un alterco tra il ragazzo ed un pubblico ufficiale di etnia  Han. Questo episodio violento evidenzia  le lunghe e crescenti tensioni etniche nella travagliata regione nord-occidentale della Cina.

Il padre del ragazzo Semet Yasin afferma a Radio Free Asia che il figlio Njiant di 21 anni, è stato ricoverato in ospedale in condizioni critiche dopo l’incidente verificatosi il 23 marzo nella città occidentale di Atush.

 “L’ho visto in ospedale, non era cosciente”, ricordando il momento in cui  lo ha visto la prima volta dopo essere stato picchiato a morte . “Stava sanguinando dal naso, dalla bocca e aveva  gli occhi infossati “.

Il padre, che lavora presso l’ufficio amministrazione comunale di Atush, racconta che fu inizialmente aggredito da sette poliziotti in un mercato dopo aver litigato con il pubblico ufficiale cinese di etnia Han, che gli aveva preso con la forza  le chiavi del motociclo .

“E’ stato ammanettato e trascinato via da cinque poliziotti SWAT che lo avevano  preso a calci poco prima in un vicolo e che hanno preso parte al pestaggio brutale, successivamente. Quattro ore più tardi, sono stato informato che mio figlio era in pericolo di vita e che è  stato trasportato all’ospedale. Sono svenuto quando l’ho visto in quello stato. Quando ho ripreso conoscenza, la prima cosa che mi è stata detta dai medici al mio risveglio è la richiesta di pagare in anticipo le cure mediche di mio figlio, invece di prendermi cura di lui.”

I parenti del ragazzo che accompagnavano il padre, alle richieste dei medici si sono infuriati e trascinando il padre fuori dall’unità, si sono portati di fronte agli edifici governativi, chiedendo giustizia dai funzionari .

Dopo le rassicurazioni da parte del capo della stazione di polizia della città Tursun Memet e del datore di lavoro di Semet  che avrebbero coperto le spese per le cure, il  figlio è stato riammesso in ospedale.

Nei giorni seguenti  alle percosse il padre ha chiesto udienza alle autorità competenti  di territorio  per presentare denuncia  e chiedere giustizia . In risposta gli hanno fatto comprendere che non otterrà  nessun tipo di collaborazione e di aiuto, con affermazioni: “Non possiamo trattare i casi  dove sono coinvolti il reparto SWAT, non possiamo dire nulla sul fatto che la polizia è colpevole,solo alti funzionari  possono agire al riguardo.”

Quando cercò ulteriori spiegazioni, lo trascinarono fuori dagli uffici.

Yasin  successivamente, andò al dipartimento della commissione disciplinare della polizia di Atush per chiedere aiuto, ma è stato respinto .

Violazioni dei diritti

Alcuni gruppi per i diritti umani affermano che il caso di Semet  evidenzia  le violazioni dei diritti  nei riguardi degli Uighuri nello Xinjiang.

Molti Uighuri  si lamentano che sono vittime di repressione politica, culturale e religiosa  in quanto tentano di  contrastare il dominio cinese nella regione ricca di risorse, denunciano  un afflusso di cinesi di etnia Han che li hanno privati del lavoro e di altre opportunità .

La Cina ha intensificato la repressione per spazzare gli Uighuri dallo Xinjiang, dove secondo i dati ufficiali, circa 100 persone, per lo più uiguri, si ritiene siano stati uccisi l’anno scorso per presunti legami con il terrorismo e il separatismo.

Gruppi per i diritti umani e analisti asseriscono che Pechino esagera nel ritenere gli Uighuri una minaccia terroristica e che sono responsabili di disordini così da  giustificare l’uso da parte delle autorità della forza contro di loro.

 Radio Free Asia, 28/03/2014

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