Cina, vietato usare nomi “cristiani”: chiusi il “Mulino Betlemme” e il negozio “Arca”

Più che di persecuzione in Cina, bisognerebbe cominciare a parlare di paranoia. Nella provincia dell’Henan, dove dall’inizio dell’anno vengono demolite chiese, abbattute croci ed emanate nuove restrizioni al culto per i cristiani, il partito comunista ha preso di mira tutte le aziende con nomi che possano richiamare la religione

È il caso ad esempio del “Mulino Betlemme”, azienda che produce farina fondata nel 1987 da una coppia cristiana nella città di Hebi. Come riportato da Bitter Winter, a inizio anno le autorità locali hanno informato i proprietari che la fede religiosa «non è ammessa» e che la parola “Betlemme” doveva perciò essere rimossa. Se avessero disobbedito, le autorità avrebbero revocato la licenza e i permessi. Il nome dell’azienda è stato quindi cambiato in “Mulino Qingshan” (nella foto si può vedere la vecchia scritta cancellata e la nuova insegna sulla sinistra).

Un’altra compagnia che vende prodotti elettronici e che si chiama “Arca Henan” è stata presa di mira allo stesso modo. I funzionari, secondo uno dei commercianti incriminati, «usano ormai immagini satellitari per individuare insegne con nomi religiosi e ci obbligano a sostituirle. Come possiamo resistere?».

La repressione viene portata avanti a ogni livello. I protestanti che vogliono ottenere la licenza per predicare dal Movimento delle tre autonomie, l’equivalente protestante dell’Associazione patriottica, l’organizzazione statale che supervisiona le attività della Chiesa cattolica, devono passare un esame nel quale non è richiesta la conoscenza della Bibbia, ma della «politica del partito comunista e della sinicizzazione del cristianesimo».

Come riportato da AsiaNews, a Tengqiao, nel Zhejiang, dove negli ultimi anni sono state abbattute migliaia di croci, è stata lanciata una campagna per «guidare, boicottare e prevenire» la diffusione della religione fra studenti e insegnanti. Un rappresentante del dipartimento dell’educazione ha convocato dirigenti scolastici e insegnanti per fare questa comunicazione: «Nelle nostre scuole, in genere insegnanti e studenti credono nelle religioni. Per questo, il Partito, lo Stato, e le divisioni del governo devono guidare, boicottare, prevenire. Il prossimo 5 ottobre, il Consiglio di Stato invierà un gruppo nel Zhejiang per un’ispezione. Dal 25 al 30 settembre, le autorità provinciali del Zhejiang verranno a Wenzhou come primo luogo di ispezione. Ed essi hanno detto che anche il distretto di Lucheng deve essere ispezionato».

A Tengqiao, continua il funzionario, «autorità distrettuali e del municipio hanno cominciato l’ispezione da oggi. Da oggi fino al 5 ottobre, i poliziotti staranno qui. Cosa dovrebbero fare le scuole? Le scuole non predicano. Gli insegnanti non predicano, non si coinvolgono nelle religioni. Gli studenti non devono credere nelle religioni. Alle persone religiose è vietato entrare in università. Agli insegnanti, compresi i precari temporanei non è permesso predicare agli studenti. Agli insegnanti non è permesso di credere e di predicare»


Fonte: Tempi.it, 27/09/2018

Versione inglese: Companies Forbidden to use names with religious connotations

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