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Cina vieta ingresso al numero uno di Human Rights Watch. Pechino: “Un nostro diritto”

Kenneth Roth avrebbe dovuto presentare il rapporto mondiale 2020 dell’organizzazione sull’attacco “deliberato e crescente del governo cinese al sistema internazionale dei diritti umani”. Oggi la replica del portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang: “Consentire o meno l’ingresso è un diritto di sovranità della Cina”.

 

Le autorità di Hong Kong ieri hanno negato a Kenneth Roth, direttore esecutivo di Human Rights Watch, l’ingresso a Roth, 62 anni, avvocato statunitense laureato a Yale, avrebbe dovuto presentare il rapporto mondiale 2020 dell’organizzazione che mette in evidenza l’attacco “deliberato e crescente del governo cinese al sistema internazionale dei diritti umani”.

“Il rifiuto di farmi entrare” ha spiegato il direttore con un video postato ieri Twitter, “dimostra la gravità del problema “. Ma la risposta di Pechino oggi non lascia spazio: “Consentire o meno l’ingresso è un diritto di sovranità della Cina”, ha dichiarato in conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri, Geng Shuang.

Il 2 dicembre un funzionario del ministero degli Affari Esteri cinese aveva minacciato “sanzioni” non specificate contro Human Rights Watch e altre organizzazioni pro-democrazia tra cui National Endowment for Democracy e Freedom House. “La Cina conferma ciò che sostengono i manifestanti: Xi Jinping sta schiacciando la libertà che ha reso grande Hong Kong”, ha continuato Roth. Tornato a New York, martedì farà una relazione all’Onu su quanto accaduto.

Fonte: La Repubblica, 13/01/2020 [5]

English news:

China bans entry to Human Rights Watch number one. Beijing: “Our right” [6]