Cina, una mega ferrovia per la conquista del West

Ecco la nuova “Via della Seta”: i treni per garantirsi i mercati del Medio Oriente

Trecento chilometri di alta velocità fra Eilat e Ashdod per collegare il Mar Rosso al Mar Mediterraneo ovvero l’Asia all’Europa: è il progetto «Red-Med», promosso da Pechino e varato da Gerusalemme, ad alzare il velo sulla strategia cinese per il «West Asia».

«West Asia» è il termine che la «China Shipping Container Lines» adopera per descrivere l’area di operazioni fra Hormuz, Suez e Haifa.

È la regione dove oltre trenta porti di varie dimensioni e funzioni consentono di importare in Cina il 60% del fabbisogno annuo di petrolio ed esportare beni in transito verso l’Europa, primo mercato globale per il «made in China», e l’Africa, dove la presenza di un milione di lavoratori cinesi testimonia un interscambio da 120 miliardi di dollari che sfrutta ogni tipo di risorsa naturale: dall’agricoltura alle miniere.

«Il West Asia è una regione di importanza strategica per la Cina – osserva Robert Lawrence Kuhn, banchiere internazionale con una lunga esperienza a Pechino – perché le consente di importare energia dal Golfo e al tempo stesso commerciare con Europa e Africa». Adoperare il termine di «Asia Occidentale» al posto di Medio Oriente non è casuale: significa far prevalere la dimensione del legame economico con la Cina piuttosto che quella dell’appendice geopolitica dell’Europa, frutto della stagione del colonialismo.

È questa cornice che spiega l’attivismo del ministro degli Esteri Wang Yi, protagonista di una raffica di viaggi che negli ultimi 90 giorni lo hanno portato a incontrare il premier israeliano, il principe ereditario saudita, il collega iraniano e una moltitudine di plenipotenziari del Golfo e Nord Africa.

L’agenda di Wang è assai prudente sulle crisi in atto – nucleare iraniano, Siria, negoziato sul Medio Oriente – preferendo dedicarsi a posizionare i tasselli di una vasto disegno economico: dalla realizzazione a Nanxun di un parco tecnologico israeliano alla ricostruzione del porto iraniano di Chabahar, dalla decisione della «United Arab Shipping Company» di investire 1,4 miliardi di dollari per diventare la più grande compagnia di container del mondo stringendo la cooperazione con la «China Shipping Container Lines» fino a una ferrovia egiziana ad alta velocità per collegare Hurgada, Luxor e Cairo ad Alessandria…..[…]

Maurizio Molinari, La Stampa Esteri,16/02/2014

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