Monache tibetane allontanate con la forza da Yachen Gar, picchiate dalle guardie carcerarie

Secondo fonti tibetane  monache tibetane sfrattate dalle autorità cinesi da un centro di studio buddista tibetano in Sichuan sono state scelte per un trattamento severo dalle guardie carcerarie  dopo aver mostrato segni di angoscia durante le sessioni di rieducazione.

Il complesso di Yachen Gar in una foto non datata

Le monache , fanno parte parte di un più ampio gruppo di oltre 3.000 monaci e monache allontanate con la forza quest’anno dal centro Yachen Gar nella contea di Palyul del Sichuan, e sono ora detenute nella contea di Jomda (in cinese, Jiangda) nella prefettura Chamdo (Changdu) della Regione autonoma del Tibet.

Il 5 luglio un esule tibetano ha dichiarato al servizio tibetano  di RFA che i religiosi sono stati costretti a rinunciare alle loro vesti e ora sono tenuti a indossare vestiti laici.

Durante le sessioni mattutine e pomeridiane dei loro corsi di rieducazione politica, devono cantare canzoni patriottiche cinesi e imparare a ballare.

Alla sera, sono obbligati a guardare film di propaganda cinesi che mostrano soldati cinesi che ottengono vittorie in battaglia durante la guerra tra Cina e Giappone”, aggiungendo che alcune delle monache sottoposte allo stress dei film di guerra e le sessioni  di formazione politica sono cadute in pianto.

Credendo che le lacrime delle monache fossero la prova della slealtà verso la Cina, le guardie hanno aggredito fisicamente picchiandole selvaggiamente. Causa le violente percosse le suore non riuscivano stare in piedi tanto le torture erano state cosi severe.

A quelle suore che avevano pianto fu detto che sarebbero state detenute per un anno e mezzo, mentre altre sarebbero state rilasciate dopo sei mesi, e fu negato il permesso di ricevere offerte di cibo o vestiti dai familiari in visita.

Monaci e monache ora detenuti a Jomda sono stati interrogati in merito ai loro contatti esterni e sono tenuti sotto stretta sorveglianza. E’ difficile stabilire  esattamente quanti  i detenuti.

Migliaia costretti a lasciare il centro studi

In una campagna che è iniziata a maggio, circa 3.500 monaci e monache furono costretti a lasciare Yachen Gar, che fino a pochi anni fa ospitava circa 10.000 monaci, suore e praticanti laici dediti allo studio delle Scritture e alla meditazione.

Circa 600 funzionari cinesi sono ora insediati permanentemente presso il centro buddista  per “mantenere una stretta sorveglianza” su coloro che rimangono e per controllare tutti i visitatori esterni.

Le autorità cinesi stanno demolendo le abitazioni a Yachen Gar precedentemente occupate da molti di coloro che sono stati espulsi.

Dopo aver effettuato gli sfratti dei monaci e delle monache, hanno raso al suolo circa 60-70 abitazioni di fortuna  per creare corsie antincendio  che hanno chiamato uno schema di sviluppo.

Traduzione a cura della Laogai Research Foundation Italia Onlus


Fonte: RFA,11/07/2019

English article,Phayul:

Evicted Tibetan nuns from Yachen Gar beaten by Chinese guards

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