Cina – Testimoni oculari forniscono una versione differente sugli scontri sanguinosi in Siriqbuya del 16 novembre.

L’American Association Uigura (UAA) mette in dubbio la versione dei fatti fornita dalle autorità cinesi in relazione agli scontri cruenti che hanno causato la morte di alcuni uighuri nel quartiere di Siriqbuya il 16 novembre ultimo scorso.

Secondo tre testimoni oculari che hanno desiderato mantenere l’anonimato, hanno riferito alla UAA che gli eventi di Sabato nella borgata, nei pressi di Kashgron erano iniziati per una protesta nei confronti della polizia di SIriqbuya accusata di aver adottato metodi duri e violenti durante una manifestazione precedente avvenuto nel mese di aprile 2013. I mezzi di comunicazione di massa cinesi hanno definito l’incidente come un attacco condotto da nove assalitori.

Il presidente della UAA Alim Seytoff afferma in una dichiarazione al Washington, DC che: ” Risulta chiaramente dalle nostre interviste con persone in Siriqbuya testimoni dell’intero incidente che il rapporto del governo cinese dovrebbe essere valutato con profonda diffidenza.”

Dal resoconto fornito dai testimoni oculari, la polizia cinese ha causato la morte di alcuni manifestanti in maniera extragiudiziale di manifestanti e che sono necessarie ulteriori indagini.

Non possiamo accettare la versione del governo cinese su questo evento e andare avanti. La violenza dello Stato contro gli uighuri si intensifica e solo, svelando ulteriori informazioni oltre ai scarsi dettagli forniti dalla polizia cinese, siamo in grado di porre fine a questa tragica tipologia di aggressioni “.

Secondo i tre testimoni oculari, gli uiguri in Seriqbuya erano stati sottoposti a una dura e maggiore persecuzione a seguito dei sanguinosi scontri avvenuti nel mese di aprile 2013 , dove vennero uccise 21 persone.

Le autorità cinesi avrebbero definito l’incidente di aprile come una matrice terrorista senza fornire alcuna prova che potrebbe essere confermata in modo indipendente.

Il reporter della BBC Damian Grammaticas ha visitato Seriqbuya dopo gli eventi del mese di aprile e ha intervistato alcuni uighuri residenti. Hanno confermato che gli episodi di violenza sono stati provocate da azioni di intolleranza della polizia nei confronti di una famiglia locale e ha espresso perplessità sulle dichiarazioni delle autorità. Dopo la pubblicazione della notizia le autorità cinesi lo hanno invitato ad allontanarsi da Seriqbuya.

La Polizia ha preso di mira la famiglia a causa delle loro pratiche e credenze religiose.

I tre testimoni oculari hanno spiegato come gli uiguri in Seriqbuya sono soggetti a oppressioni, indiscriminate perquisizioni e percosse gravi dopo gli avvenimenti di aprile. Per esprimere la loro terribile situazione, alcuni giovani si sono presentati alla stazione di polizia locale il 16 novembre per manifestare contro le misure di sicurezza severe.

I testimoni oculari hanno descritto come la polizia presa dal panico ha sparato sui manifestanti uccidendo un numero imprecisato di loro.

Negli gli scontri hanno perso la vita anche due degli agenti di polizia, anch’essi uighuri Nessun ulteriore dettaglio è stata fornito.

I rimanenti ufficiali si sono ritirati all’interno di uno degli edifici che compongono il complesso della stazione di polizia e molto probabilmente hanno fatto intervenire una squadra SWAT. Durante la situazione di stallo venutasi a creare all’interno dell’edificio altri uiguri si sono riuniti presso la zona degli scontri e il malcontento espresso dagli abitanti locali si sono aggiunti. L’intervento della squadra SWAT ha causato la morte degli uighuri all’interno della stazione di polizia.

In un rapporto del 16 novembre 2013,Radio Free Asia ha comunicato che un ufficiale di polizia ha visto “quattro o cinque corpi a terra” dopo il primo scontro tra i manifestanti e le forze dell’ordine.

I media di stato cinesi hanno dato scarsi dettagli in proposito, dichiarando che solo: “Nove aggressori, armati di coltelli e asce, sono stati uccisi …

Due impiegati che lavorano nella stazione di polizia sono stati uccisi e altri due sono rimasti feriti.” Le autorità statali locali si sono rifiutate di commentare l’episodio su richiesta di Global Times

Dubbi riguardanti i dati forniti dal governo cinese per i presunti episodi di violenza che coinvolgono gli uighuri sono stati espressi dai media d’oltreoceano: New York Times ‘ Ed Wong mette in dubbio le comunicazioni fornite su un episodio nel Kashgar durante la corsa verso le Olimpiadi del 2008. Inoltre, il New York Times, Andrew Jacobs , riporta un avvenimento accaduto in Hanerik, vicino Hotan nel giugno 2013.

Il diritto alla vita è tutelato dall’articolo 6 del Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR), che enuncia: “. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua vita”. La UAA ritiene che i governi e i funzionari interessati dovrebbero interrogarsi per le accuse credibili di uccisioni extragiudiziali condotte dalle forze di sicurezza cinesi nel Turkestan orientale.

La UAA asserisce che alla Repubblica popolare della Cina dovrebbe essere ricordato la sua responsabilità di rispettare le norme internazionali di comportamento e di ratificare l’ICCPR.

Uyghur Human Rights Project, 20/11/2013

English Version:
http://uhrp.org/press-release/eyewitnesses-give-alternative-account-incident-siriqbuya-november-16.html

Rapporto Radio Free Asia del 16/11/2013 in italiano, (Radio Free Asia report, November ,16,2013, English version,also)

http://www.laogai.it/persecuzione-delle-minoranze/cina-nove-giovani-uighuri-uccisi-durante-un-raid-alla-stazione-di-polizia-in-xinjiang/

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