Cina. Tempi duri anche per i cristiani

I funzionari del partito comunista cinese della provincia di Zhejiang,  nel sud-est della Cina, hanno deciso di rafforzare il divieto di ammissione al partito a nuovi membri che pratichino la religione cristiana.

Dall’anno scorso i funzionari del partito hanno costretto le chiese di Wenzhou , popoloso centro della regione, a togliere le croci in evidenza sui tetti, mentre alcuni edifici religiosi,  bollati come “strutture illegali”, sono stati demoliti completamente.

 La città di Wenzhou è  considerata una roccaforte religiosa dove circa un ottavo degli abitanti è cristiano ed è proprio da questa zona che proviene la maggior parte dei cinesi d’Italia.

Un documento, reso noto dal ‘Global Times’ , stabilisce quali siano i requisiti per essere dei buoni  membri del CPC ( Partito Comunista Cinese).

Le autorità del partito dello Zhejiang indicano che il controllo sulle credenze religiose è il primo passo per i candidati: i membri del partito che abbiano in qualche modo abbracciato credenze religiose devono “correggere” le loro convinzioni. In questa ottica si organizzeranno “corsi obbligatori” in cui verrà insegnata la visione marxista della religione ; inoltre i membri del partito dovranno presentare una” promessa scritta di rigetto delle convinzioni religiose “.

“Bisogna credere nel comunismo e l’ateismo è il requisito fondamentale per essere membro del partito”  sostiene Li Yunlong, professore presso la Scuola di Partito del Comitato Centrale del CPC, sottolineando che le autorità di Zhejiang sono state” costrette ” a prendere queste misure a causa della situazione locale e spera che questo impegno “educativo” potrà essere un esempio per altre province perchè: “Potrebbe essere parte degli sforzi contro la penetrazione di forze ostili occidentali”.

Mentre sulla carta il CPC riconosce cinque religioni ” ufficiali” : Buddismo, Cattolicesimo, Islam, Protestantesimo e Taoismo , i membri del Partito devono avere solo il marxismo come massimo ideale.

Nel mese di dicembre nelle scuole di Wenzhou sono stati proibiti eventi correlati al Natale, “Con la speranza”, riferivano i media della regione. “che le scuole cinesi possano prestare maggiore attenzione alle feste tradizionali cinesi che non alle tradizioni occidentali”.

Di fatto negli ultimi mesi le autorità dello Zhejiang che hanno ordinato la demolizione di diverse chiese a Wenzhou, una città con 1 milioni di cristiani su 8 milioni di abitanti, chiamata la “Gerusalemme della Cina “ hanno precisato che 1,3 milioni di metri quadrati di costruzioni illegali per “uso religioso” sono stati demoliti o ristrutturati nella provincia entro luglio 2014 e “solo” il 2,3 per cento degli edifici erano chiese cristiane.

Evidentemente, i cinesi,  abituati a grandi estensioni, considerano minima una percentuale corrispondente a circa 30.000 metri quadrati di chiese cristiane che per noi italiani rappresenta la superficie delle Basiliche di San Pietro a Roma  e di Santa:. Maria del Fiore di Firenze messe insieme.

Articolo Tre,03/02/2015

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