Cina, tagli export “terre rare” legati a normativa standard ambientali

Funzionari cinesi segnalano che dietro alla rarefazione dell’export di “terre rare” ci sono gli sforzi per adempiere ai più severi standard ambientali per ridurre l’inquinamento, lasciando così intendere che i problemi nella fornitura di questi elementi strategici sono destinati a continuare. Il ministero del Commercio cinese ha detto di avere intenzione di applicare delle quote all’export dei metalli per assicurarsi che vengano rispettate le pratiche migliori per l’estrazione e la lavorazione delle “terre rare”. La settimana scorsa una società di ricerche cinesi, a una conferenza industriale a Hong Kong, ha sottolineato il disagio ambientale connesso allo sfruttamento di queste miniere. Il processo produttivo porta a “intenso inquinamento dell’aria, delle acque e del terreno” ha detto Chen Zhanheng, ricercatore della Chinese Society of Rare Earth, riportato da The Wall Street Journal. I dettagli sulle direttive anti-inquinamento cinesi sono minimi. Il
rapporto del ministero del Commercio diceva solo che le società che intendono esportare il minerale “devono attenersi alle regole dei piani di sviluppo e gestione delle terre rare e ottenere la certificazione Iso 9000”. In realtà il problema esiste – spiega il Wall Street Journal – perché l’estrazione di terre rare provoca emissione di radioattività e per la separazione dei singoli componenti sono utilizzati prodotti chimici pericolosi per l’ambiente.

Fonte: Milano Finanza, 15 novembre 2010

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