La Cina sta diventando il Paradiso dei corrotti

Le campagna contro la corruzione lanciata dal 18mo Congresso del PCC non servirà a nulla, se non a colpire ancora di più lo stato di diritto. Alla Cina e al suo governo servono democrazia e bilanciamento dei poteri, non misure straordinarie. Un’analisi di Bao Tong, già collaboratore di Zhao Ziyang, per anni in prigione e ora agli arresti domiciliari per essersi schierato contro il massacro di Tiananmen.

Pechino (AsiaNews/Rfa) – La Commissione centrale per la disciplina e l’ispezione del Partito comunista cinese [al potere] ha annunciato: “Concentreremo le nostre indagini su coloro che si sono rifiutati di desistere persino dopo il 18mo Congresso del Partito. C’è stata una risposta forte dalle masse, e le denunce sono divenute più importanti e più rapide. Stiamo promuovendo funzionari di Partito talentuosi a posti importanti”.

Nella Cina contemporanea, una decisione di questo tipo è più utile di qualunque legge. Ma io ritengo che essa sia sbagliata. Se un singolo incontro di un Partito politico diventa il luogo chiave di una guerra nazionale contro la corruzione, allora esso diventa solo uno strumento per rivelare la verità sulla fusione fra Stato e Partito. Questo modo di fare è in disaccordo con un sistema repubblicano.

Quanto tempo è passato dal 18mo Congresso del Partito [nel novembre 2012]? I casi di corruzione più oscuri e più lerci come quello notissimo delle Tre Gole, il caso Luneng, tutti gli scandali legati ai terreni, la disputa sulle terre di Shanghai che continua nelle aule di tribunali da più di 10 anni grazie all’avvocato Zheng Enchong; tutti questi casi sono venuti alla luce prima del 18mo Congresso del Partito. E casi come questi non hanno bisogno di nuovi posti di potere occupati da funzionari di Partito, che vanno sul posto e trovano una soluzione ai limiti dell’illegalità per conto proprio. A questi casi serve soltanto una gestione pulita, da parte degli interessati o dei loro rappresentanti.

E quindi cosa significa davvero “concentreremo le nostre indagini su coloro che si sono rifiutati di desistere persino dopo il 18mo Congresso del Partito”? Come sapete, significa che se giochi a pallone con il 18mo Congresso del Partito, se gli mostri del rispetto, allora esso ti ricambierà. Queste vecchie “tigri” [funzionari di alto grado corrotti] sono una fonte di gioia, non trovate? Queste mosche [di basso livello] iniziano a pensare che avrebbero fatto meglio a ripulirsi in tempo, se il 18mo Congresso del Partito dovesse essere generoso sulla questione! E la stragrande maggioranza di nuove tigri e mosche hanno ricevuto nuova fiducia.

Loro possono vedere che, dopo un anno di dura battaglia contro le tigri, hanno ottenuto in totale di ferire una decina circa di “tigri” di livello provinciale. Ma anche se il bottino totale fosse composto da centinaia di tigri in un periodo di 10 anni, questo rappresenterebbe una sostanziale ripulitura del nostro governo? Sapere la media di quanti scivolano attraverso la rete o si proteggono sotto ombrelli potenti sarebbe molto bello, ma non ci sarà concesso. E questa amnistia di massa non dovrebbe essere limitata al 18mo Congresso del Partito.

Ogni sessione plenaria di un Congresso del Partito dovrebbe avere il potere di approvare un’amnistia per i funzionari corrotti. Una volta iscritto questo potere nella pietra, per farlo durare millenni, di sicuro la Cina diverrebbe un paradiso per i funzionari corrotti.

In un colpo solo

Io non conosco la provenienza di questa decisione, e non so chi ai massimi livelli se l’è inventata, ma essa è senza dubbio in linea con gli interessi del governo centrale del Partito comunista cinese. In un colpo solo, con il cambio della guardia, tutti questi casi di corruzione alti come montagne non vengono più considerati importanti.

Allo stesso tempo, l’avvocato Pu Zhiqiang che ha denunciato [l’ex capo della sicurezza nazionale] Zhou Yongkang per corruzione attraversi i canali legali – e tutti quegli attivisti che chiedono ai funzionari di rendere pubblici i propri interessi economici – sono stati arrestati dalle autorità per “aver provocato litigi e fomentato guai”.

Dietro la visibile campagna anti-corruzione, quanto peso nascosto viene dato al combattere il fenomeno e quanto al mantenere la stabilità? Le richieste di quei coraggiosi studenti patriottici del 1989 – che volevano democrazia, la fine della dittatura e una vera campagna contro la corruzione – erano tutte d’un pezzo. La corruzione in Cina è chiaramente uno degli aspetti negativi di una dittatura mono-partitica.

Se questa dittatura non viene cambiata; se la corruzione continua a essere ritenuta un affare interno e segreto del Partito in cui i cittadini non possono entrare; se chi cerca di supervisionare il governo viene perseguitato e soppresso; se tutti i controlli e i bilanciamenti di potere vengono rifiutati, allora mi chiedo: come potrà una campagna di questo tipo risolvere il problema sistemico della corruzione in Cina?

Fonte: Bao Tong, Asianews, 21/06/2014

English Version :

China, the Paradise for Corrupt Officials

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.