CINA-Sichuan: Donne abusate e torturate nella prigione di Longquan

 Sono passati diciotto anni da quando il regime comunista cinese ha iniziato la persecuzione del Falun Gong, una disciplina spirituale che è stata insegnata in pubblico a partire dal 1992, e ad oggi non è ancora diminuita.

Negli ultimi anni le torture sono state condotte in modo più segreto per evitare l’attenzione della gente. I seguenti esempi di abuso attuati nella prigione femminile di Longquan, nella provincia del Sichuan, sono stati segnalati al sito web Minghui.

1. Nel maggio del 2016 la signora Hu Xia è stata incarcerata. Poiché ha rifiutato di rinunciare alla sua fede le guardie hanno ordinato ad altre prigioniere di torturarla. Le carcerate hanno ripetutamente spinto la testa della donna in un secchio d’acqua e dopo averla portata in bagno l’hanno picchiata a turno fino a quando non è più riuscita ad alzarsi. Le hanno anche rotto un dente inserendole a forza della biancheria sporca nella bocca. Inoltre l’hanno inzuppata ripetutamente, lasciandola poi al freddo.

Il 10 febbraio di quest’anno la Hu ha protestato contro l’abuso subito rifiutando di partecipare alle sessioni di lavaggio del cervello e di scrivere dei resoconti di critica della sua fede. Le guardie hanno allora sostenuto che le avrebbero esteso la durata della sentenza. Quella notte la donna è stata portata al “piano di gestione rigorosa”, lontano dalla maggior parte delle altre prigioniere, ed è stata torturata brutalmente. Alcune testimoni hanno visto una delle prigioniere che la stava torturando tornare indietro per prenderle delle lenzuola e dei vestiti puliti, forse perché quelli che indossava erano bagnati o insanguinati.

Quando è stata trasferita in un altro reparto era sdraiata su una lettiga. Chi l’ha vista da vicino ha detto che il colletto e la parte anteriore del suo maglione erano ricoperti di sangue. Sulle sue mani e sugli avambracci c’erano molti graffi insanguinati auto-inflitti. È possibile che le fossero stati iniettati dei farmaci sconosciuti e che ciò le avesse causato del prurito. Spesso le guardie minacciano di usare tali sostanze su quei praticanti che rifiutano di rinunciare alla loro fede. Quando la Hu è stata vista l’ultima volta era sdraiata su un letto d’ospedale e aveva un occhio bendato.

2. Nel febbraio 2017 la signora Pan Xiaoping è stata portata al “piano di gestione rigorosa” per aver rifiutato di rinunciare al Falun Gong. È stata vista seduta sul pavimento con le mani legate dietro la schiena ed è stata slegata solo dopo aver fatto per due giorni lo sciopero della fame. Nel freddo di febbraio l’hanno anche lasciata all’aperto con i vestiti bagnati fradici.

3. Nel primo periodo in cui era imprigionata alla signora Lin Yue non è stato concesso alcun genere di prima necessità, inclusa la carta igienica. Dopo la tortura e la costante pressione mentale ha firmato una dichiarazione di rinuncia alla sua fede. Quando ha cambiato idea e ha chiesto che le venisse riportata la dichiarazione, una guardia l’ha schiaffeggiata e trasferita al “piano di gestione rigorosa”.

4. Quando non ha più potuto sopportare l’abuso fisico e mentale la signora Deng Deyu ha scritto una dichiarazione di rinuncia alla sua fede. Alcuni giorni prima del suo rilascio ha scritto un’altra dichiarazione per annullare quella precedente che aveva redatto contro la sua volontà. La guardia ha allora ordinato di punirla. È stata costretta a stare ogni giorno in piedi dalla mattina fino a mezzanotte, mangiando solo una piccola porzione di zuppa di verdure.

5. Anche la signora Jiang Xianfeng, della città di Panzhihua, è stata costretta a stare in piedi dalla mattina a mezzanotte per aver rifiutato di rinunciare al Falun Gong e di conseguenza le si sono gonfiate gravemente le gambe. Ogni giorno le veniva somministrata una piccola quantità di cibo. Una detenuta nella cella accanto alla sua l’ha sentita cadere sul pavimento mentre si sforzava di resistere a stare in piedi. La donna è stata portata in un ospedale e al momento non si sa dove si trovi.

Minghui.org,26 luglio 2017

English article,Minghui:

Abuse and Torture of Women in China’s Longquan Prison

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