Cina/ Sempre più ‘sobillatori’ rinchiusi in centri psichiatrici

Xu Lindong aveva più volte protestato contro le autorità locali della provincia cinese di Henan, ottenendo in risposta sei anni e mezzo di reclusione in un centro psichiatrico. Una misura che sarebbe in aumento in Cina, a fronte delle crescenti pressioni sulle autorità locali per stroncare sul nascere le proteste sociali e delle maggiori difficoltà ad arrestare persone ritenute dei sobillatori.
“La polizia sa che l’arresto arbitrario è illegale – ha detto al New York Times Huang Xuetao, legale della provincia Guangdong, specializzato sulla sanità mentale – ma i funzionari hanno scoperto questa grossa lacuna nel sistema psichiatrico e la stanno sfruttando”. Il sistema psichiatrico cinese manca infatti di tutela legale contro gli abusi psichiatrici, di un codice etico per i medici e vede spesso impiegato personale che si sente spesso obbligato ad accettare chiunque, malato o meno, venga condotto dalla polizia.
Liu Feiyue, fondatore di un’organizzazione cinese per i diritti umani, ha fatto sapere di aver registrato negli ultimi 10 anni la reclusione in istituti psichiatrici di oltre 200 persone, per aver protestato contro il governo, ma sospetta che i casi siano molti di più. “Il governo non sa dove metterle queste persone”, ha dichiarato al quotidiano americano, che oggi racconta in un lungo servizio la storia di Xu Lindong e di quanti come lui sono stati sottoposti a trattamento psichiatrico senza averne bisogno.

Fonte: Apccom, 12 novembre 2010

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