Cina: Scontri tra polizia e operai

Pechino, Cina – Cinque dipendenti di una fabbrica di seta nella contea di Tongliang (Chongqing) sono stati arrestati per avere organizzato l’occupazione di una fabbrica.

I 5 –Tang Aimin, Hu Weimin, Li Taiyuan, Ou Hongyong e Wang Yu- rappresentano circa 800 lavoratori licenziati per la chiusura della fabbrica, che chiedono la pensione e l’assicurazione medica. Per protesta hanno occupato lo stabilimento e il 15 febbraio la polizia li ha convocati per “discutere il problema”. Ora sono detenuti per “disturbo all’ordine sociale” e la pubblica sicurezza dice che rischiano anni di carcere.

La polizia ha anche ammonito gli altri dimostranti che se continuano “a creare problemi” saranno tutti arrestati. Il 16 febbraio circa 2mila funzionari hanno circondato la fabbrica ordinandone lo sgombero. Al rifiuto degli occupanti, hanno deciso di fare irruzione. Ma hanno rinunciato quando gli occupanti hanno minacciato di far esplodere bombole di ossigeno.

La fabbrica ha dichiarato bancarotta nel 1996. E’ stata venduta nel 1998 e tutti i dipendenti sono stati licenziati. Ma loro hanno studiato la legge che, in caso di fallimento e ristrutturazione di una fabbrica, stabilisce per i dipendenti cacciati il diritto a pensione e assistenza sanitaria, o, quanto meno, a una liquidazione commisurata al numero di anni di lavoro. Per questo gli operai si sono rivolti al governo locale, senza avere risposta.

Nel 2008 sono state vendute tutte le attrezzature della fabbrica e ne è stata annunciata la demolizione per realizzare un lucroso programma edilizio. Per protesta, all’inizio del 2008 gli ex dipendenti hanno occupato la fabbrica e impedito la sua distruzione. Dopo alcuni mesi, il governo di Tongliang ha chiesto ai lavoratori di nominare rappresentanti per negoziare. Ma il confronto non ha avuto esiti, quindi li ha arrestati.

Intanto, tra il 20 e il 23 febbraio, circa 1.000 dipendenti di una fabbrica tessile a Zigong (Sichuan) hanno dimostrato di fronte al municipio. La polizia è intervenuta e ci sono stati scontri, con almeno 6 lavoratori feriti.

Il gruppo Chinese Human Rights Defenders ritiene che la protesta sia proseguita e osserva che l’art. 35 della Costituzione cinese garantisce il diritto di riunirsi.

fonte: AsiaNews, 25 febbraio 2009

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