Cina: scontri per i mancati aiuti ai terremotati del Sichuan. Calma apparente

Baolin, Cina – Almeno 1000 poliziotti e gruppi di paramilitari mantengono da giorni l’ordine a Baolin, al centro della zona terremotata del Sichuan, dove giorni fa una protesta di due giorni ha causato la morte di una persona e il ferimento di altre 12. Gli scontri fra i locali e la polizia sono avvenuti perché la gente, senza casa da mesi, accusava le autorità di aver sottratto gli aiuti ai terremotati.

Centinaia di poliziotti armati e decine di camionette controllano le strade principali con posti di blocco, verificando chi entra e chi esce dalla zona. La situazione rimane tesa perché la popolazione è frustrata sull’uso che si fa dei fondi statali e delle donazioni giunte dall’estero per aiutare i terremotati.

Baolin è quasi vicino all’epicentro del terremoto che nel maggio scorso ha raso al suolo un’area grande quasi quanto la Sudcorea, uccidendo oltre 80 mila persone e lasciando più di 5 milioni senza tetto.

Il Centro per i diritti umani e la democrazia, con base ad Hong Kong afferma che la rivolta è iniziata il 18 febbraio scorso, quando i 2000 residenti del villaggio di Yongquan hanno bloccato la strada principale domandando al governo della città di dare loro 2 mila yuan (200 euro) che il governo centrale aveva promesso. Le autorità locali avevano pensato di togliere la somma per far costruire un’autostrada nella zona e ha inviato poliziotti per far sgombrare l’assembramento. Tre dei dimostranti sono stati arrestati e uno di loro è morto in custodia, facendo nascere il sospetto che la polizia lo avesse ucciso o maltrattato fino a farlo morire. Il giorno dopo migliaia di abitanti sono giunti alla stazione di polizia, distruggendo mobili e vetture. Le autorità hanno allora chiamato mille poliziotti dalle aree vicine e dopo una serie di scontri hanno sedato la rivolta, arrestando diverse persone. Dieci manifestanti sono rimasti feriti e 2 di loro sono ricoverati in ospedale.

L’ira dei terremotati è alimentata dalle notizie secondo cui il governo centrale ha stanziato più di 128 miliardi di yuan (12,8 miliardi di euro) per aiuti alla popolazione. Ma secondo informazioni ufficiali, almeno 1,4 miliardi (140 milioni di euro) sono scomparsi nelle mani delle autorità e dei burocrati. Di questi, 162 sono sotto inchiesta.

fonte: AsiaNews, 25 febbraio 2009

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