Cina, rivolta contro la diga dei record

La diga delle Tre Gole, il più grande progetto idroelettrico del mondo che ha sbarrato il corso dell’imponente Yangtze, è stato uno dei più controversi fin dalla sua progettazione. Tutto ciò che riguarda la diga, infatti, è enorme ed eccessivo: 1.4 milioni le persone spostate per lasciare spazio Lall’imponente bacino che contiene in media 22 miliardi di metri cubi d’acqua (39 miliardi di metri cubi la capienza massima) e che ha seppellito più di mille villaggi e piccole città, nonché campagne, siti archeologici e foreste. Un muro di 181 metri, 16 milioni di tonnellate di cemento, 26 gigantesche turbine, e una lunghezza di 2309 metri. E un costo (contestato) di 26 miliardi di dollari. Gli oppositori del progetto faraonico, tanto in Cina che altrove, hanno cercato per decenni di mostrare che sia la sofferenza e le difficoltà imposte agli sfollati, che le incognite ecologiche e geologiche che comportava lo sbarrare un fiume così poderoso e creare un bacino di queste dimensioni erano eccessive, ma non hanno mai ricevuto ascolto. Per le autorità centrali, era in gioco l’intera credibilità tecnologica della Cina, e le Cassandre delle Tre Gole erano considerate dei guastafeste catrastofisti e ignoranti. Dai Qing, una delle più note intellettuali cinesi, che per anni si è battuta affinché la diga non venisse completata, ha pagato con l’imprigionamento e la sorveglianza poliziesca la sua opposizione al progetto. Nulla è servito, e nel 2009 l’intero complesso legato alla diga è stato completato, e la Cina ha potuto vantarsi di aver saputo portare a termine un progetto ingegneristico di dimensioni davvero uniche al mondo. Ora, per la prima volta, ecco che i più alti livelli politici del Paese si sono ritrovati ad ammettere in un documento che non lascia spazio ad ambiguità che la diga delle Tre Gole presenta dei «problemi urgenti» di natura ecologica, geologica, umana e finanziaria, ai quali vanno trovate al più presto delle soluzioni – per quanto il Consiglio di Stato cinese abbia anche specificato che il progetto «apporta enormi benefici complessivi», fra cui quello di aver generato 84 miliardi di kilowatt di elettricità lo scorso anno, e quello di aver (probabilmente) aiutato a ridurre le periodiche, catastrofiche inondazioni estive nel delta dello Yangtze. Fra i rischi riconosciuti dal governo in precedenza c’era già quello che il peso della massa d’acqua nel bacino delle Tre Gole sia tale da aver aumentato il rischio di frane e terremoti: malgrado quest’ammissione, però, le autorità cinesi hanno dichiarato lo scorso anno che la diga non avrebbe nulla a che vedere con il terremoto del Sichuan del 2008, che ha portato alla morte di più di 87.000 persone. Il rapporto prodotto ora dal Consiglio di Stato, e approvato dallo stesso Primo Ministro cinese Wen Jiabao, per la prima volta riconosce che la diga ha anche avuto un impatto negativo sui trasporti fluviali e sull’approvvigionamento d’acqua per le regioni che si trovano nella seconda metà del fiume, e ha promesso che verrà istituito un sistema di allarme per le catastrofi, e che verranno aumentati i fondi per la protezione ambientale, al fine di mitigare i problemi dati dall’inquinamento «di qui al 2020». Il documento fornito dal Consiglio di Stato non si sofferma però sui dettagli. Ma è noto che uno dei problemi maggiori è quello dell’inquinamento che si concentra nelle acque del bacino, delle frane e dell’accumularsi di sedimenti che stanno portando a far prendere in considerazione che un numero ancora maggiore di persone (si parla di altre centinaia di migliaia) dovranno essere spostate per poter costruire barriere ancora più imponenti, e sottrarre gli abitanti alle aree più a rischio di smottamenti e terremoti. Il documento presentato dal Consiglio di Stato non è stato un fulmine a ciel sereno: le critiche, sotterranee, circolano da almeno quattro anni. Chi volesse capire in che direzione si muovono le inquietudini ufficiali, però, rimarrebbe deluso. Un comunicato dell’agenzia di stampa cinese Xinhua, diffuso ieri, per esempio, cita Sha Xianhua, vice-manager dell’azienda che gestisce le Tre Gole, che comunica come i problemi finanziari individuati da un audit governativo sarebbero trentuno, dieci dei quali già risolti. Quali fossero, e quali siano, però, non è stato rivelato. Nel frattempo, molti cambiamenti climatici e legati alla quantità delle precipitazioni nell’area dello Yangtze sono stati attribuiti da molti esperti critici della diga proprio all’enormità di tutto quello che riguarda le Tre Gole. Le ammissioni governative, del resto, sono state rese pubbliche in un momento in cui la regione dell’Hubei, dove si trovano le Tre Gole, è affetta da una siccità talmente forte da aver già compromesso l’approvvigionamento di acqua potabile per ben trecentomila persone, e lasciato i campi privi di irrigazione, con profonde crepe in un terreno assetato. Lunghi segmenti del fiume sono stati chiusi alla navigazione, per la scarsità d’acqua, e il livello dell’acqua nella diga è sceso al di sotto dei 156 metri ottimali per la produzione di energia elettrica. Dai Qing, in un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa Reuters, ha dichiarato che l’ammissione da parte del governo è «probabilmente solo un tentativo di evadere la responsabilità», e che «ormai il problema non può più essere risolto, nessun quantitativo di denaro potrà modificare le cose: i problemi legati alla diga sono della massima gravità».

Ilaria Maria Sala

Fonte: La Stampa.it, 13 giugno 2011

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