Cina, riconosciuto innocente ma fucilato 20 anni fa. Ai funzionari coinvolti solo una ammonizione

Alcuni giorni fa l’Alta corte del popolo della Mongolia interna ha finalmente riconosciuto l’innocenza di Huugjilt, un ragazzo che nel 1996, all’età di 18 anni, era stato giudicato colpevole di stupro e omicidio. Peccato che la condanna fosse stata eseguita poco dopo la fine del processo, tramite plotone d’esecuzione.

Alla famiglia di Huugjilt è stato concesso un risarcimento di 30.000 yuan, poco più di 4000 euro. Di fronte alla tomba del loro figlio, i genitori hanno dato alle fiamme il verdetto originario di colpevolezza.

In this Dec. 16, 2014 photo, brothers of Huugjilt, a wrongly executed man, hold a photo of him, at rear, while his parents, in front, hold a family photo in Hohhot in northern China's Inner Mongolia Autonomous Region. Huugjilt, who was 18 when he was convicted and executed in 1996 on charges of rape and murder, was formally exonerated by the Chinese government in Dec. 2014, and the police officer who oversaw the original case has been charged with using torture to coerce a confession. In a report released Wednesday, May 13, 2015, Human Rights Watch says that police abuse in order to extract confessions continues to be a serious problem despite measures to reform the legal system. (Chinatopix Via AP) CHINA OUT

 I 27 funzionari coinvolti nell’inchiesta che portò all’esecuzione di Huugjilt hanno ricevuto un’ammonizione e una nota di demerito.

Sotto inchiesta è andato invece Feng Zhiming, il vice commissario della polizia locale che nel 1996 ordinò che Huugjilt venisse torturato per ottenere la “confessione”.

Un caso simile è all’esame dell’Alta corte del popolo della provincia dello Shandong: si tratta del verdetto di colpevolezza emesso nel 1994 contro Nie Shubin per l’omicidio e lo stupro di una ragazza di 21 anni e messo a morte lo stesso anno.

Per due casi di “malagiustizia capitale” che vengono alla luce, chissà quanti rimangono nascosti. Anche se fosse l’unico, il motivo dell’errore giudiziario sarebbe sufficiente per chiedere ovunque l’abolizione della pena di morte.

Corriere della Sera, 26/05/2016

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