CINA: il regime cinese è incapace di definire la situazione di Hong Kong

Sun Ming Qiang,Epoch Times,14/09/2014

HONG KONG – Dopo la recente decisione di Pechino di negare a Hong Kong il vero suffragio universale, i cittadini della città-Stato hanno perso fiducia nella capacità del Partito Comunista Cinese (Pcc) di fare alcun progresso.

Il 31 Agosto in Cina, il Comitato permanente del Congresso nazionale del Popolo (Npcsc) ha deliberato mediante votazione sul metodo di selezione del prossimo capo dell’esecutivo di Hong Kong nel 2017. Hanno decretato che alla città-Stato verrà concesso il suffragio universale, ma che i candidati dovranno essere selezionati da una commissione di nomina controllata da Pechino e il numero dei candidati sarà limitato a due o tre.

Nella foto: Il primo luglio 2014 a Hong Kong le persone affollano Victoria Park per aderire alla marcia di protesta contro il regime comunista. (Poon/Epoch Times)

Nonostante l’opinione pubblica sia fortemente contraria a questa decisione, il 3 settembre l’ex capo dell’esecutivo di Hong Kong Tung Chee-hwa ha tenuto una conferenza stampa nella quale ha espresso pubblicamente il suo sostegno al metodo del Npcsc.

Tung ha affermato che il metodo è veramente democratico in quanto consente un voto per persona. Ha aggiunto che la decisione del Npcsc non è quella definitiva e che il sistema democratico di Hong Kong potrebbe migliorare ulteriormente dopo il 2017.

Tung si aspetta che il sistema di Hong Kong venga riformato gradualmente, passo dopo passo, sulla base del piano di riforma politico attuale fino al raggiungimento finale del vero suffragio universale. In altre parole sta riponendo la speranza nel Pcc e fantasticando che cambierà.

In realtà il Pcc non ha alcuna intenzione né capacità di attuare una qualunque vera riforma. Ha completamente perso la fiducia della gente ed è impotente nel salvare o nel migliorare se stesso.

Considerato che è una dittatura, è semplicemente scontato che il Pcc voglia vietare a Hong Kong il vero suffragio universale. Il Pcc sta cercando di insediare un candidato a lui favorevole nel ruolo di capo dell’esecutivo di Hong Kong così da poter attuare la sua dittatura nella città.

Questo rivela le menzogne politiche nascoste dietro la promessa del Pcc di molti anni fa, ovvero che Hong Kong avrebbe avuto autonomia dalla Cina nell’ottica della politica di ‘un Paese, due sistemi’.

PROTESTE IN AUMENTO

Nella serata, a seguito della decisione del Npcsc, si è svolta a Hong Kong una manifestazione di protesta. L’organizzatore ha annunciato l’imminenza di una serie di manifestazioni di disobbedienza civile.

Benny Tai Yiu-ting, co-organizzatore del movimento Occupy Central per il suffragio universale, ha dichiarato che Hong Kong è entrata in un’era di disobbedienza civile.

La Federazione degli Studenti di Hong Kong (Hkfs) ha in programma per la fine mese uno sciopero di una settimana per gli studenti universitari. Il 4 settembre, l’Unione degli Studenti dell’Università di Hong Kong ha rilasciato una dichiarazione con la quale si invitano tutti gli studenti a scendere in piazza per protestare contro il piano di riforma politica.

La dichiarazione ha affermato che lo sciopero è l’ultimo avvertimento alle autorità e che la campagna di disobbedienza civile è iniziata. Entro l’8 settembre gli studenti di 17 differenti istituti e università avevano confermato di aderire allo sciopero.

Joshua Wong Chi-Fung, convocatore del gruppo attivista studentesco Scholarism, ha annunciato che nei prossimi due mesi organizzerà il boicottaggio delle lezioni per gli studenti delle scuole superiori. Il Fronte Civile dei Diritti Umani ha lanciato una campagna di nastri gialli per esprimere la loro insoddisfazione, invitando il pubblico a unirsi a loro nell’inosservanza civile.

La gente di Hong Kong sta gestendo la situazione con un comportamento razionale e maturo, e questo è proprio ciò che rende nervoso il Pcc. Più pacifiche e razionali sono le proteste dei cittadini di Hong Kong, più brutale e irrazionale appare il Pcc.

Il sistema libero e indipendente di Hong Kong consente ai suoi cittadini di protestare contro il Pcc a tutti i livelli – politico, economico, sociale, giuridico, istruttivo, culturale e attraverso i media.

La campagna di disobbedienza civile può innescare nella società di Hong Kong un senso di rivoluzione e un totale rifiuto del comunismo.

Venticinque membri del Consiglio Legislativo (LegCo) hanno promesso di opporsi al pacchetto di riforme avanzato dal Governo di Hong Kong in conformità con la decisione del Npcsc. Se tutti terranno fede alle loro promesse, i voti del LegCo per respingere il pacchetto di riforme finale saranno sufficienti.
Se venisse respinto, cittadini di Hong Kong e il regime cinese si ritroveranno in una situazione di stallo politico.

Il Pcc controlla una popolazione di un miliardo e trecento milioni della Cina continentale ma non può fare molto con i sette milioni di persone che vivono a Hong Kong. Questo metterà il Pcc in una posizione molto imbarazzante.

Il Pcc si trova di fronte al dilemma di come affrontare il movimento Occupy Central. Inoltre è smarrito riguardo a come gestire efficientemente e a lungo termine Hong Kong per garantire la prosperità della città.

‘HONG-KONGHIZZARE LA CINA CONTINENTALE’

Li Fei, vice segretario del Npcsc ha detto in una conferenza stampa che se il capo dell’esecutivo di Hong Kong dovesse confrontarsi con il governo centrale di Pechino, la politica di ‘un Paese, due sistemi’, andrebbe a monte. Se questo accade, il Pcc prenderebbe il controllo di Hong Kong.

Tuttavia, indipendentemente da ciò che dovesse accadere nel confronto tra Hong Kong e il Pcc, questo indurrebbe i cinesi della Cina continentale a porsi a questa domanda: Come possiamo ‘Hong-Konghizzare’ il nostro Paese?

‘Hong-Konghizzare la Cina continentale’ significherebbe istituire un sistema libero nel Paese, un vero e proprio sistema giudiziario indipendente. Significherebbe la protezione di tutti i tipi di diritti umani, compresa la libertà di credo.

Come può essere fatto? La storia ha fornito la risposta: con la disobbedienza civile.

I cittadini di Hong Kong stanno adesso stabilendo un modello e le persone della Cina continentale dovranno interpretare lo spirito ‘disobbedienza civile’ a modo loro.

Quando i cittadini raggiungeranno un certo grado di tacito accordo e daranno vita a un fenomeno di risonanza sociale su una vasta area, il Pcc uscirà dalla scena della storia.

Il primo luglio 2014 a Londra, i cittadini di Hong Kong all’estero manifestano a Trafalgar Square per sostenere la marcia di protesta di Hong Kong. Due giovani donne espongono il loro striscioni, in quello di sinistra si legge «La speranza viene dalla gente, il cambiamento viene dalla protesta»; in quello di destra si legge «Non riesco a mantenere la calma perché Hong Kong sta morendo». (Li Jingheng/Epoch Times)

ORMAI DIFFIDATO

Il popolo cinese non si fida più del Pcc. I crimini commessi nel corso della storia hanno ripetutamente dimostrato che tutta la sua retorica e il suo comportamento hanno l’unico scopo di favorire i propri interessi, ottenere potere e accumulare ricchezza.

Durante il periodo di Mao, il Pcc ha perseguitato il suo popolo in nome della rivoluzione. Dopo che Deng Xiaoping è entrato in carica, il Pcc ha accumulato ricchezze in nome della riforma. Al tempo di Jiang Zemin, ha ingannato il popolo in nome del patriottismo.

Sempre più persone cinesi hanno ormai capito che la Cina e il Pcc non sono la stessa cosa. Se il Pcc non viene abbandonato, le sue riforme non porteranno alcun beneficio alla Cina o a Hong Kong e non ci saranno cambiamenti nell’ingiustizia all’interno della struttura sociale o nella situazione attuale.

Liao Shiming, esperto di affari della Cina residente negli Usa, ha detto che è impossibile che il Pcc possa cambiare e che chiunque si schiera al suo fianco subirà la sua tragica fine. Ha aggiunto che coloro che adesso faranno la scelta giusta saranno ricordati, mentre coloro che sosterranno la decisione della Npcsc favoriranno il Pcc e ignoreranno l’opinione pubblica.

Fonte,EpochTimes,http://www.epochtimes.it/news/il-regime-cinese-e-incapace-di-definire-la-situazione-di-hong-kong—127069

Articolo in inglese: Chinese Regime Powerless to Fix Hong Kong’s Situation

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