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Cina: rapporto USA sulle violazioni dei diritti di religione

In un nuovo rapporto pubblicato dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, la Cina è stata nominata negli otto “paesi di particolare preoccupazione” per le gravi violazioni della libertà religiosa.

La Commissione USA sulla libertà religiosa internazionale, nella sua relazione annuale 2013 pubblicata Lunedi, ha detto che il rispetto del governo cinese e la tutela delle libertà religiosa tibetana erano “carenti” per la diffusa ingerenza ufficiale nella pratica religiosa nei monasteri e nei conventi tibetani.

“I generali interessi nei monasteri del TAR (Tibet Autonomous Region), che in passato erano gestiti principalmente dai monaci, ora sono sorvegliati dai “Monastery Management Committees” (MMC) e dai “Monastic Government Working Groups” (MGWGs), entrambi i quali sono composti principalmente da funzionari governativi e membri del PCC, insieme ad alcuni monaci accuratamente selezionati”; afferma il rapporto.

La relazione ha inoltre rilevato che, nonostante la Costituzione cinese garantisca “la libertà di credo religioso”; il governo ha limitato ai suoi cittadini la pratica religiosa e la libertà religiosa.

Ha inoltre sottolineato che i monaci tibetani e le suore erano costretti a partecipare all’ “educazione patriottica” e la “formazione giuridica” e forzati a denunciare il leader spirituale tibetano, il Dalai Lama.

Questo ha un impatto significativo sulla qualità della formazione monastica su un certo numero di di monaci e monache in diversi monasteri e nei conventi. Il governo cinese, continua il rapporto, sostiene che l’autorità del riconoscimento della reincarnazione dei lama tibetani spetterà esclusivamente a loro e che nessuna organizzazione straniera o individuo può interferire nel processo di selezione.

Il governo statunitense ha inoltre esortato il governo cinese a rispettare la libertà religiosa e di impegnarsi in un dialogo costruttivo con il Dalai Lama o con i suoi rappresentanti.

La relazione solleva anche la preoccupazione per la sorte del 11° Panchen Rinpoche Gedun Choekyi Nyima. Il governo cinese ha rapito il Panchen Lama, quando aveva solo sei anni, poco dopo essere stato riconosciuto da Sua Santità il 14° Dalai Lama come l’incarnazione legittima del Panchen Lama. Anche dopo 19 anni di detenzione, le autorità cinesi hanno rifiutato di fornire qualsiasi informazione verificabile o la prova del benessere fisico e mentale del 11° Panchen Lama.

Secondo il rapporto un certo numero di tibetani si sono auto-immolati e sono stati incarcerati in Tibet per il loro coinvolgimento in attività religiose. Nel 2013, 26 tibetani si sono dati fuoco chiedendo il ritorno di Sua Santità il Dalai Lama.

“Un numero imprecisato di tibetani sono detenuti, arrestati e/o condannati a causa della loro attività religiosa. Molti prigionieri sono trattenuti in rieducazione stragiudiziale attraverso campi di lavoro (RTL) e non sono mai apparsi in tribunale pubblico”; dice il rapporto.

La Commissione USA sulla libertà religiosa internazionale è un organo consultivo federale indipendente creata dal “Religious Freedom Act International” (IRFA) per monitorare gli abusi della libertà religiosa.

Traduzione di Flavio Brilli, Laogai Research Foundation

Fonte: di Phuntsok Yangchen, phayul.com [1], 30/07/2014


English version:

The United States has named China among the eight “countries of particular concern” for severe violations of religious freedom in a new report released by U.S. Department of State.

The United States Commission on International Religious Freedom, in its 2013 Annual Report released on Monday, said that Chinese government’s respect for and protection of Tibetan religious freedom were “poor” with widespread official interference in religious practice in Tibetan monasteries and nunneries.

“General affairs in TAR monasteries, which in the past had been managed primarily by monks, are now overseen by Monastery Management Committees (MMCs) and Monastic Government Working Groups (MGWGs), both of which are composed primarily of government officials and CCP members, together with a few carefully selected monks,” the report says.

The report further noted that despite China’s constitution which ensures “freedom of religious belief”; the government restricted its citizen from religious practice and religious freedom.

It further stressed that Tibetan monks and nuns were forced to participate in “Patriotic education” and “Legal education” and forced denunciations of the Tibetan spiritual leader the Dalai Lama. 

This has significantly impacted on the quality of monastic education and a dipping number of monks and nuns in various monasteries and nunneries, the report said. a

The Chinese government, said the report, maintains that the authority of recognition of the reincarnation of Tibetan lamas will lie solely with them and that no foreign organization or individual may interfere in the selection process.

The U.S. government also urged the Chinese government to respect religious freedom and engage in a constructive dialogue with the Dalai Lama or his representatives.

The report also raises concern about the whereabouts of the 11th Panchen Rinpoche Gedun Choekyi Nyima. Chinese government abducted Panchen Lama, when he was only six years old, shortly after he was recognized by His Holiness the 14th Dalai Lama as the rightful incarnate of the Panchen Lama. Even after 19 years in custody, the Chinese authorities have refused to provide any verifiable information or proof of the physical and mental well being of the 11th Panchen Lama.

A number of Tibetans have self-immolated and were jailed in Tibet for their involvement in religious activities, according to the report. In 2013, 26 Tibetans have set themselves on fire calling for the return of His Holiness the Dalai Lama.

“An unknown number of Tibetans were detained, arrested, and/or sentenced as a result of their religious activity. Many prisoners were held in extrajudicial reeducation through labor (RTL) prisons and never appeared in public court,” said the report. 

The U.S. Commission on International Religious Freedom is an independent federal advisory body created by the International Religious Freedom Act (IRFA) to monitor religious freedom abuses.