Cina, rapporto Ong: tortura diffusa in tutto il Paese

“La tortura in Cina non è scomparsa ed è diffusa in tutto il Paese, dove le autorità aggirano le leggi e agiscono impunemente”. L’accusa, pesantissima, arriva da un rapporto reso pubblico oggi da diverse Ong cinesi in collaborazione con l’osservatorio Chinese Human Rights Defenders (Chrd)

“La tortura in Cina non è scomparsa ed è diffusa in tutto il Paese, dove le autorità aggirano le leggi e agiscono impunemente”. L’accusa, pesantissima, arriva in un rapporto reso pubblico oggi da diverse Ong cinesi. Secondo il documento il governo negli ultimi anni ha dimostrato diverse lacune “nel prevenire la tortura e rispettare i diritti delle vittime”. “L’impunità, la radice del problema, persiste in Cina”, si legge nel testo pubblicato oggi dall’osservatorio Chinese Human Rights Defenders (Chrd) in collaborazione con le ong asiatiche. Il documento parte da testimonianze e dati di oltre 2300 casi di privazione della libertà dal gennaio 2012 al giugno 2015 ed stata trasmessa al Comitato contro la tortura delle Nazioni Unite, che esaminerà la condizione di Pechino nella prossima settimana.
In Cina le indagini contro le torture sono “inusuali” e le vittime che chiedono risarcimento o giustizia vengono ostacolate in tutti i modi.

L’abuso può assumere varie forme, Può andare dalla detenzione eccessivamente prolungata senza processo, come nel caso dell’avvocato Pu Zhiqiang, che ha trascorso più di un anno in carcere ad attacchi contro attivisti per i diritti umani fino alla privazione delle cure mediche che in alcuni casi, come per l’attivista Cao Shunli, ha portato alla morte del detenuto. Ma si arriva fino alla tortura fisica e psicologica. La firmataria di una petizione per i cittadini che viaggiavano a Pechino per rivendicare migliori condizioni è stata tenuta in una prigione buia per due settimane con temporanee privazioni di cibo.

La polizia cinese, secondo il rapporto, si spinge a detenere attivisti in luoghi non meglio specificati come prigioni senza finestre e luce e ospedali psichiatrici. Xing Shiku rimase otto anni in un istituto psichiatrico senza nessuna malattia diagnosticata. Nonostante una legge introdotta nel 2009 rimangono alcune scappatoie nelle leggi cinesi per evitare pene dopo aver commesso le torture. Rimane ad esempio legale per i tribunali estorcere confessioni con la tortura per arrivare ad un verdetto. Ma non è tutto. Il National Security Act, approvato da poco, dà più potere alla polizia e rimangono delle “eccezioni” rispetto alle leggi che proteggono detenuti e sospettati di reati.

Tiscali News,10/11/2015

English version, CHRD (Chinese Human Rights Defenders):

 

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