CINA: Al-Qaeda vuole il califfato nella provincia cinese del Xinjiang

Joshua Philipp,Epoch Times,28/10/14

Un nuovo giornale di reclutamento di Al-Qaeda ha due pagine aperte che elencano gli abusi della Cina verso gli Uiguri, nella regione ad Ovest del Xinjiang che gli Uiguri chiamano il Turkestan orientale.

La rivista Resurgence è stata appena avviata dall’organizzazione mediatica Al-Sahab facente parte del ramo di propaganda di Al-Qaeda.

Le caratteristiche infografiche ’10 Facts’ [Dieci fatti, ndt] sul Xinjiang dichiara che la regione «è rimasta indipendente dalla Cina per più di 1800 anni» eppure negli ultimi 237 anni si è trovata «sotto l’occupazione cinese durante vari intervalli».

Nella foto d’archivio la polizia antisommossa cinese osserva una donna musulmana dell’etnia degli Uiguri protestare a Urumqi, nella provincia a Ovest del Xinjiang, il 7 luglio 2009. (Peter Parks / AFP / Getty Images)

Poi continua, rilevando come, dopo che il Partito Comunista cinese si è impossessato della regione nel 1949, più di 4,5 milioni di musulmani sono stati uccisi dal regime cinese. Dichiara che il regime ha bruciato circa 30.700 testi religiosi musulmani, ha sbarrato 28 mila moschee, fatto diventare magazzini 18 mila mudrase e giustiziato più di 120 mila studenti e imam musulmani.

La lista dei crimini della Cina contro gli Uiguri potrebbe andare avanti, includendo i suoitest con le armi nucleari vicino alle aree popolate e la sua – spesso violenta – soppressione del popolo degli Uiguri.

Il giornale si trattiene dalla richiesta di attaccare la Cina, ma dichiara in un’altra sezione che la rivolta islamica porterà una «amara sconfitta all’America, all’Iran, alla Russia, alla Cina e a coloro che hanno combattuto questa guerra per procura contro i musulmani».

Dichiara anche che se l’Accordo Sykes-Pikot venisse abolito, le persone del Pakistan, del Xinjiang e di altri Paesi musulmani vivranno sotto il califfato islamico. L’Accordo Sykes-Pikot è stato approvato nel 1916 e divide le province arabe dell’Impero Ottomano.

La rivista è la prima del genere in lingua inglese dall’organizzazione centrale di Al-Qaeda, secondo il Diplomat. Sembra essere stata influenzata da ‘Inspire’, una rivista simile in inglese pubblicata da Al-Qaeda nella penisola Araba. Entrambi i giornali sembrano condividere lo stesso obiettivo: reclutare terroristi ‘lupi solitari’ per lanciare i loro attacchi.

L’articolo si concentra sul fatto che la Cina potrebbe essere parte dei tentativi di Al-Qaeda di riconquistare una qualche autorità, visto che l’attenzione si è spostata sull’Isis, o lo Stato Islamico.

A luglio di quest’anno Abu Bakr al-Baghdadi,il leader dell’Isis, ha chiesto vendetta contro diversi Paesi, inclusa la Cina; il suo discorso ha fatto il giro delle notizie all’inizio di agosto, secondo il Foreign Policy.

Baghdadi avrebbe riferito che «i diritti dei musulmani sono calpestati con la forza in Cina, in India e in Palestina». I media cinesi hanno fatto circolare una mappa, di origini ignote, che mostrerebbe i piani di conquista dei Paesi dell’Isis per i prossimi cinque anni. Includono lo Xinjiang.

Come ha suggerito il Foreign Policy le minacce dei gruppi terroristici contro la Cina «potrebbero costituire un benvenuto per le autorità cinesi». Il regime cinese potrebbe, dichiara, usare le minacce per aiutare a legittimare la soppressione dei musulmani nel Xinjiang.

«In ogni caso Pechino è allarmato dalla critica dell’Isis sul trattamento degli Uiguri musulmani e dal presunto piano del gruppo di impadronirsi del Xinjiang, non importa quanto azzardata possa essere l’idea», dichiara il Foreign Policy. «Ma quanto attivamente le autorità affronteranno qualunque minaccia [con l’Isis, ndt] rimane da vedere».

Fonte,Epoch Times, http://www.epochtimes.it/news/al-qaeda-vuole-il-califfato-nella-provincia-cinese-del-xinjiang—127362

English version,Epoch Times: Al-qaeda Calls for Caliphate in China’s Xinjiang

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