Punita la critica sulla leadership di Pechino: sospeso il docente di diritto

“Mi stavo preparando a questo da molto tempo. Alla peggio, posso finire in prigione”, ha detto Xu Zhangrun, a cui il regime ha tolto la cattedra, al New York Times.”

 

PECHINO – Una delle università più prestigiose della Cina ha sospeso un professore di diritto e lo ha messo sotto inchiesta dopo aver pubblicato una serie di saggi che mettevano in guardia contro l’aumento  della repressione sotto il presidente Xi Jinping .“Vorrei solo sapere: che articolo della Costituzione il professor Xu ha violato?”. Il professore è Xu Zhangrun, 56 anni, celebre docente di Giurisprudenza dell’Università Tsinghua di Pechino.” Chi scrive invece è Guo Yuhua, una delle sociologhe più conosciute del Paese, anche lei insegnante della Tsinghua, che ha preso in mano la penna per difendere “l’amico, il collega, modello e orgoglio dell’ateneo”.  Vero e proprie “accuse” pubblicate (e per il momento non ancora censurato) dalla versione cinese del Financial Times, destinato ad alimentare lo scontro in atto tra la leadership comunista e i pochi intellettuali, per lo più di scuola liberale, che ancora hanno il coraggio di contestare il regime ad alta voce.

È un anno delicatissimo per il Partito, pieno di “rischi” come lo stesso Xi Jinping ha detto. Il prossimo 4 maggio sarà il centesimo anniversario della rivolta nazionalista degli studenti e, soprattutto, il 4 giugno cadrà il 30esimo dalle proteste di Tiananmen, represse nel sangue. Visto il clima di sfiducia che serpeggia nel Paese la leadership vuole assicurarsi che i campus della capitale non tornino a infiammarsi. Con l’Università di Pechino (in breve, Beida), cuore della rivolta del 1989, le contromisure sono state prese per tempo: lo scorso ottobre è stato nominato segretario del Partito, una figura di fatto più importante del rettore, Qiu Shuiping, funzionario che proviene dagli apparati di spionaggio.

Nelle stesse settimane una serie di retate ha fatto piazza pulita di un gruppo di attivisti marxisti, schierati a difesa dei diritti dei lavoratori, composto da studenti e ex studenti dell’università. Molti di loro sono agli arresti, senza contatti con avvocati o familiari.

Quello che sta succedendo a Tsinghua, l’altro grande ateneo di Pechino, la scuola che sta all’Mit come Beida sta a Harvard, sembra il prodotto dello stesso clima. Xu Zhangrun è uno studioso di Diritto occidentale, un intellettuale liberale legato all’Istituto Unirule, uno dei pochi think tank indipendenti in Cina chiuso lo scorso anno dalle autorità. Nonostante la progressiva riduzione degli spazi di espressione per i pensatori progressisti, Xu ha continuato a pubblicare online dei saggi dotti e ironici sulla leadership di Xi Jinping. In particolare, un testo pubblicato lo scorso luglio, dopo la rimozione dalla Costituzione del limite dei due mandati, ha preso di mira le tendenze autoritarie del presidente. Tradotto in inglese, ha avuto grande diffusione, letto a ragione come il segnale di una crescente opposizione nei confronti di Xi all’intero dei circoli intellettuali, e a torto come un sintomo di fragilità della leadership.

Lunedì Xu si è visto comunicare dai vertici della Tsinghua la sospensione da ogni incarico di insegnamento o ricerca e una indagine nei suoi confronti. “Mi stavo preparando a questo da molto tempo. Alla peggio, posso finire in prigione”, ha detto al New York Times. Nelle ore successive le voci a suo sostegno sono arrivate soprattutto da colleghi all’estero.

Ma ieri, ecco l’intervento di una collega di Tsinghua: Guo Yuhua, 63 anni, sociologa diventata celebre per i suoi saggi sulle miserabili condizioni di vita nella Cina rurale, molti dei quali censurati sul territorio del Dragone. “E’ possibile che un accademico non si esprima?”, è il titolo del suo articolo, in cui ricorda la ricerca e l’impegno di Xu per la difesa della Costituzione e dello Stato di diritto. La domanda ai vertici di Tsinghua è chiara: in base a che legge Xu è stato sospeso? Domanda che però, in questo clima, rischia di restare senza risposta.

Fonte: La Repubblica.it-New York Times

English article, Financial Times:

Chinese academic stopped from teaching after criticising party leadership

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