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Cina. La protesta delle famiglie dei dispersi del Boing 777

Vi ricordate del Boing 777 – MH370 della Malaysia Airlines, scomparso nell’Oceano Indiano 6 mesi fa? L’aereo, in volo da Kuala Lumpur a Pechino, lo scorso 8 marzo scomparve nel Mare Cinese del Sud con 239 passeggeri a bordo, di cui i 2/3 erano cinesi.

Ieri, nella ricorrenza del sesto mese senza risultati concreti, i familiari di circa 30 delle vittime si sono radunati a Pechino presso il Lama Temple, un noto tempio Buddista Tibetano per manifestare la loro frustrazione e per pregare per i loro cari.

I familiari accusano il governo cinese non solo di averli abbandonati, ma di averli perseguitati e arrestati, come è avvenuto quest’estate ad una dozzina di loro, mentre insieme ai figli di età tra i 4 e i 6 anni, manifestano sotto gli uffici della Malaysia Airlines di Pechino.

Questo comportamento del governo cinese è in netto contrasto con quello avuto nei primi giorni dell’accaduto, quando ha sostenuto i familiari e aveva garantito loro il permesso di dimostrare fuori dell’Ambasciata Malaysiana.

La manifestazione di ieri è coincisa con la tradizionale Festa di Metà Autunno, in cui le famiglie cinesi usano riunirsi. Questa coincidenza ha fatto assumere alla protesta maggiore valore simbolico, nella considerazione che i familiari non sono ancora in grado di pregare su una tomba.

Le ricerche dell’aereo, coordinate dall’Australia, nonostante il massiccio impiego di satelliti, aerei, navi e sommergibili, finora non hanno sortito alcun effetto e dell’aereo non si sono trovate tracce. Le attività ripartiranno tra 2 settimane e si estenderanno su un’area di mare di circa 60 mila chilometri quadrati.

di Vito Di Ventura, Italinews,10/09/2014

English version,Reuters,click here: Police violence, abiding grief for China families of missing on Malaysia jet [1]