Cina, probabile arresto per l’ex zar della sicurezza interna

Stephen Gregory,The Epoch Times,09.12.2013

Zhou Yongkang – in passato uno dei più potenti personaggi del regime cinese – sarebbe stato arrestato, secondo le dichiarazioni di un giornale di Taiwan e un altro di Hong Kong che hanno riportato la notizia in modo indipendente. I funzionari del regime non hanno né commentato né confermato la notizia, ma gli esperti dicono che se Zhou non è stato ancora arrestato, è solo questione di tempo.

Gli articoli in questione, il primo uscito il 2 dicembre sul United Daily News di Taiwan e il secondo il giorno successivo sul Sing Tao Daily di Hong Kong, sono solamente le affermazioni più recenti riguardo al fatto che il Partito Comunista Cinese abbia messo sotto torchio Zhou Yongkang, responsabile dell’apparato per la sicurezza nazionale cinese per cinque anni.

Nel marzo del 2012 il Financial Times ha riportato che Zhou Yongkong era «già sotto un certo grado di controllo». Nel maggio 2012 Epoch Times ha riferito che Zhou era finito sotto inchiesta. Nel settembre del 2013 il sito web di notizie Daily Beast ha riportato che Zhou era agli arresti domiciliari e nell’ottobre del 2013 il Mingjing News di Hong Kong ha segnalato nuovamente che Zhou era sotto inchiesta.

Shi Changshan, un analista della politica cinese residente a Washington D.C, ha affermato: «L’arresto di Zhou Yongkang è solo una questione di tempo. Implica tante questione complicate per il Pcc, dato che ogni movimento poco accorto potrebbe causare turbolenze politiche».
Secondo Shi, il Partito vorrebbe che le notizie sull’arresto di Zhou abbiano qualche giorno per circolare, così da poter verificare le reazioni dell’opinione pubblica. Il lento diffondersi della notizia sull’arresto serve anche ad ammortizzare il potenziale impatto che la notizia potrebbe avere una volta confermata, in base a quanto riferito da Shi.

L’EX POTERE DI ZHOU

Zhou Yongkang, dal 2007 al 2012 è stato al vertice del Comitato agli Affari politici e legislativi (Plac), un organo del Partito che controlla quasi tutti gli aspetti delle forze dell’ordine, inclusa la polizia, la Polizia Armata del Popolo, i tribunali, gli avvocati, la Procura, i campi di lavoro e le carceri.

Zhou godeva di un budget di oltre 70 miliardi di euro — più del bilancio dell’intera difesa — e nella Polizia Armata del Popolo comandava un esercito paramilitare con più di un milione di ufficiali.

Prima di salire alla guida del Plac, Zhou è stato il vice direttore di quest’ultima per cinque anni e contemporaneamente anche direttore del Ministero della Sicurezza.

Dal 2007 al 2012 Zhou è stato membro del Comitato Permanente del Politburo, il gruppo dei nove che governano il Partito.

Nella doppia carica di responsabile del Plac e membro del Comitato Permanente, Zhou ha formato un secondo centro di potere nel Pcc — quasi indipendente da quello dell’allora segretario generale Hu Jintao — divenendo una minaccia per gli altri leader del Partito.

Durante i suoi dieci anni ai vertici dell’apparato di sicurezza cinese, Zhou Yongkang ha usato la persecuzione della disciplina spirituale del Falun Gong — che ha entusiasticamente intensificato — per incrementare il suo budget, aumentare il suo potere e compensare eventuali restrizioni poste dal sistema legale cinese, secondo quanto riferito da Heng He, opinionista di Epoch Times.

Prima di assumere le posizioni da leader nell’apparato della sicurezza, Zhou era un capo del Pcc nella provincia cinese Sud-occidentale del Sichuan, dove ha formato una rete di funzionari a lui fedeli.

Agli inizi della sua carriera era il responsabile dell’azienda statale China National Petroleum Corporation. Per via del suo successo nel garantire alla sua gente i settori chiave della ricchezza e dell’inserimento politico, veniva considerato il ‘padrino’dell’industria petrolifera.

L’ABBATTIMENTO DI UNA TIGRE

In un discorso tenuto a gennaio 2013, Xi Jinping ha fatto riferimento a come il Pcc, per individuare le ‘tigri’ — termine con il quale ha connotato i funzionari di alto rango — avrebbe avuto bisogno di essere sufficientemente coraggioso nella campagna anti-corruzione da lui lanciata. Quello di Zhou, nel caso si verificasse, sarebbe l’arresto di una grande tigre.

Dal marzo 2012, ovvero da quando è stato arrestato Bo Xilai, alleato di Zhou Yongkang ed ex membro del Politburo, le fondamenta del potere di Zhou si sono sistematicamente sgretolate.
Secondo una fonte ben nota a Pechino, nel marzo 2013 un ex funzionario di alto rango del Plac ha presentato un articolo alla leadership del Pcc il quale dichiarava che 452 funzionari del Plac erano stati arrestati nei tre mesi precedenti. In più dodici ex funzionari di alto rango del Plac si erano suicidati.
Tra quelli che si crede siano stati arrestati da poco figurano: alcuni soci di Zhou, ex subordinati nel settore petrolifero e nella provincia del Sichuan; Wu Bing, riciclatore personale del denaro della famiglia di Zhou; Zhou Bin, il figlio di Zhou.

IL PROTOCOLLO

Secondo l’articolo sul Sing Tao del 3 dicembre, tra gli alti funzionari del Partito sta circolando un documento con le ragioni dell’arresto di Zhou Yongkang.

Stando a quanto riferito da Heng He, l’arresto di una figura così importante del Partito come lo era Zhou, deve passare attraverso un determinato protocollo.

«L’annuncio ufficiale dell’arresto di Zhou non poteva essere fatto prima che fosse completamente sotto controllo», ha detto Heng He. «Quindi i primi a essere informati sono gli alti funzionari, poi vengono i funzionari di medio rango e per ultima la popolazione».

C’è bisogno di particolare attenzione nel caso di Zhou perché, in qualità di ex zar della sicurezza, si suppone che conosca tutti i segreti dei membri del Partito. La rete cinese sembra voler preparare la popolazione a eventuali sorprendenti rivelazioni.

Il 2 dicembre, giorno in cui il United Daily News ha notificato l’arresto di Zhou, le ricerche sull’internet cinese in merito a ‘Zhou Yongkang’ erano state bloccate. Più tardi però ha cominciato a circolare la voce secondo cui, dal momento che Zhou era stato capo degli agenti segreti in Cina, le informazioni sensibili su altri dirigenti del Partito potrebbero essere ora rivelate.

LE RAGIONI

Secondo Heng He, l’arresto di Zhou è importante perché implica prima di tutto la rottura di quella che era intesa come una rigorosa legge non scritta. Prima si pensava che i membri del Comitato Permanente del Politburo non venissero arrestati o che potessero uscire facilmente di prigione. Con l’arresto di Zhou, la leadership del Partito sta addentrandosi in un territorio inesplorato.

Le accuse mosse a Zhou probabilmente non rifletteranno l’importanza del suo arresto, ha spiegato Heng He. Bo Xilai, l’alleato di Zhou, è stato accusato pubblicamente di concussione, corruzione e abuso di potere, nascondendo così altri ben più gravi reati [tra cui la grave persecuzione del Falun Gong, ndt].

Zhou sarà probabilmente trattato in modo simile; Heng He suggerisce però che potrebbe essere accusato anche di aver ucciso dei membri del Partito.

Secondo Heng He, la vera ragione per cui la leadership del Partito vuole declassare Zhou è il piano che lui e Bo Xilai avevano complottato per spodestare l’attuale capo del Partito Xi Jinping subito dopo esser salito al potere. La leadership non poteva permettere che questo tentativo di golpe rimanesse impunito.

Secondo Heng He, l’incredibile potere che Zhou aveva lucrato attraverso la persecuzione del Falun Gong lo ha indotto pensare che il colpo di Stato potesse avere successo. Il timore di Zhou era di essere ritenuto responsabile di una massiccia violazione dei diritti umani commessa nella persecuzione del Falun Gong; questo era più di tutto ciò che rendeva il colpo di Stato necessario.

Fonte: http://www.epochtimes.it/news/cina-probabile-arresto-per-l-ex-zar-della-sicurezza-interna—124822

English version:
http://www.theepochtimes.com/n3/383057-china-s-former-domestic-security-czar-arrested-maybe/

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