Cina: la politica dei “due bambini” non fermerà l’aborto forzato

Secondo un rapporto di Bloomberg Businessweek, Cai Fang, vice direttore dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali, ha dichiarato di voler “rilassare” la politica del figlio unico in due anni, consentendo a tutte le coppie di avere un secondo figlio. Il motivo: la diminuzione del bacino di lavoro della Cina causerà una diminuzione del tasso di crescita potenziale ad una media del 6,2 per cento nel 2016-2020.

Reggie Littlejohn, presidente di Diritti delle Donne Senza Frontiere, ha risposto: “Il Partito Comunista Cinese si sta finalmente accorgendosi al fatto che, istituendo la brutale politica del figlio unico per motivi economici 34 anni fa, ha inconsapevolmente firmato la propria condanna a morte economica. La Cina invecchierà prima che si possa arricchire. In Cina il problema della popolazione non è che ci sono troppi abitanti, ma che ha troppi pochi giovani.

Dire che la Cina ‘rilasserà completamente la politica’ è estremamente fuorviante“, ha continuato Littlejohn. “Permettere a tutte le coppie di avere un secondo figlio non costituisce un ‘pieno relax’ della politica del figlio unico. Il problema con la politica figlio unico non è il numero di bambini ‘permesso.’ Piuttosto è il fatto che il PCC possa imporre alle donne quanti bambini possano avere e quindi far rispettare tale limite attraverso l’aborto forzato, la sterilizzazione forzata e l’infanticidio. Anche se tutte le coppie sono autorizzate ad avere due figli, non vi è alcuna garanzia che il PCC cesserà i loro terribili metodi di esecuzione. Le donne avranno ancora bisogno di un permesso di nascita per avere il loro primo e secondo figlio. Le donne che restano incinte senza permesso saranno ancora trascinate fuori dalle loro case e costrette ad abortire, anche fino al nono mese di gravidanza.”

Inoltre, istituendo una politica dei due figli non finirà discriminazione sessuale. Infatti, le zone in cui due bambini sono attualmente autorizzati, sono particolarmente vulnerabili alla discriminazione sessuale: l’aborto sesso-selettivo delle femmine. Secondo lo studio nel 2009 del British Medical Journal, sui dati del 2005 del censimento nazionale, in nove province, per la ‘seconda nascita’ in cui il primo figlio è una ragazza, sono nati 160 ragazzi per ogni 100 femmine. In due province, Jiangsu e Anhui, per il secondo figlio, c’erano 190 ragazzi per ogni cento ragazze nate. A causa di questa discriminazione sessuale, ci sono circa 37 milioni di uomini cinesi che non potrà mai sposarsi perché le loro future mogli non sono mai nate. Questo squilibrio di genere è una potente forza trainante dietro al traffico di donne e alla schiavitù sessuale, non solo in Cina, ma anche nelle nazioni vicine.

“Il Partito Comunista Cinese modifica periodicamente la politica del figlio unico, ma la coercizione al suo interno rimane. Infatti, ‘politica del figlio unico’ è un termine improprio che provoca confusione. Ci sono numerose eccezioni in base al quale le coppie possono avere un secondo figlio, ma l’applicazione resta l’aborto forzato. Si dovrebbe chiamare ‘politica forzata dell’aborto.'”

“L’applicazione coercitiva della politica figlio unico in Cina continua a causare più violenza verso le donne e le ragazze di qualsiasi altra politica ufficiale sulla terra, e qualsiasi altra politica nella storia del mondo. Coloro che hanno a cuore le donne e le ragazze devono continuare a premere con tenacia fino a che gli aborti forzati e la discriminazione sessuale siano sradicate dalla faccia della terra.”

“La politica dell’aborto forzato in Cina non deve essere modificata. Deve essere abolita.”

Traduzione: Flavio Brilli – Laogai Research Foundation


Fontewomensrightswithoutfrontiers.org, 20/10/2014

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.