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Cina: partecipanti al movimento di Tiananmem del 1989 ancora in carcere. Lista CHRD.

L’organizzazione CHRD (China Human Rights Defenders) ha stilato oggi una lista di decine di nomi di persone che avendo partecipato al movimento di Tiananmen, 26 anni fa, rimangono in prigione per il loro impegno a favore dei diritti umani e della democrazia. Molti di loro continuano la loro lotta non violenta iniziata nell’89; molti altri, educati dall’esperienza di Tiananmen, sono divenuti attivisti nei vari campi della società civile. Riproduciamo qui sotto tale lista, con traduzione a cura di AsiaNews (B.C.).

A 26 anni dalla sanguinosa soppressione delle manifestazioni pro-democrazia del 1989, ad opera del governo cinese, decine di individui che hanno preso parte al movimento sono oggi detenuti o in prigione per il loro continuo sforzo per proteggere i diritti umani e le riforme democratiche. Diversi attivisti e avvocati, arrestati l’anno scorso per aver commemorato il massacro di Tiananmen, sono ancora detenuti e sono stati soggetti a torture o a carcere prolungato prima del processo. Dalla settimana scorsa, ancora più attivisti, compresi diversi partecipanti dell’89, sono stati detenuti, messi agli arresti domiciliari, o visitati dalla polizia che li ha messi in guardia dal compiere attività che ricordino il 26mo anniversario di Tiananmen. La soppressione di tutti questi individui è un’indicazione della paura del governo verso un movimento democratico di massa che sta emergendo in Cina.

Fra i partecipanti dell’89, ora dietro le sbarre, vi sono alcuni fra i più importanti e influenti membri della società civile della Cina, che hanno promosso in modo attivo i diritti umani, la democrazia e le riforme per uno stato di diritto fin dal 1989. Essi hanno giocato un ruolo come leader o hanno partecipato nelle proteste  dell’89 come giovani studenti, professori, giornalisti, scrittori o operai. Alcuni di loro hanno già subito la prigionia per il loro ruolo nel movimento e tutti, dopo essere stati liberati, hanno ripreso le loro attività pro-democrazia e diritti umani. Essi hanno continuato nonostante i controlli della polizia, le violenze, le restrizioni dei loro movimenti e delle comunicazioni.

I casi di cui sotto, come altri documentati da Chrd, mostrano che il governo cinese manifesta la tendenza a perseguire con durezza coloro che erano convolti nel movimento dell’89. Facendo il paragone con le misure prese contro altri attivisti, le punizioni per i partecipanti del 4 giugno tendono ad essere più aspre; molti leader attivisti dell’89 sono stati condannati a lunghe e ripetute condanne e prigionie.

I casi elencati sotto, per nulla esaustivi, ricordano i partecipanti dell’89 che sono al presente in prigione o detenuti per il loro impegno dopo l’89, nel promuovere i diritti umani e la democrazia.

Partecipanti al movimento dell’89, ora in prigione (in ordine cronologico, secondo la data del loro arresto)

Partecipanti al movimento dell’89, in prigione

Di tutte le persone arrestate in occasione del 25mo anniversario del massacro di Tiananmen lo scorso anno, 13 rimangono ancora in prigione. Cinque hanno subito un processo, compresi Gao Yu, Sheng Guan, Huang Fangmei, gli attivisti Jia Lingmin e Liu Diwei. Altri cinque sono stati radiati dall’albo [degli avvocati], compresi Yu Shiwen, Pu Zhiqiang, Tang Jingling, e i suoi associati Wang Qingyinge Yuan Xinting. Altri due sono stati arrestati in modo formale: il giornalista freelance Jiang Lijun e l’attivista del movimento dei Nuovi cittadini Zhang Kun. Jiang è ora in una prigione del Liaoning; le autorità hanno spostato Zhang in un ospedale psichiatrico del Jiangsu. Nel marzo scorso i suoi legali sono stati bloccati e non hanno potuto visitarlo.

Quest’anno, il Comitato Onu contro la tortura rivede l’adesione della Cina alla Convenzione contro la tortura e altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti. La Cina ha ratificato tale Convenzione nel 1988, un anno prima del massacro di Tiananmen.

Diverse volte il Comitato Onu ha sollevato la questione delle responsabilità del governo cinese nell’uso eccessivo della forza, tortura, e altri trattamenti violenti contro i propri cittadini nell’89. Per quella Convenzione, è imperativo per il governo cinese che termini la sua politica di negazione e di menzogna sulla soppressione violenta delle manifestazioni pro-democrazia. Il governo ha l’obbligo – per gli articoli 12, 13 e 14 della Convenzione – di investigare con prontezza e in modo imparziale sulle accuse di torture, offrendo anche un risarcimento alle vittime di torture.

Nel 26mo anniversario di Tiananmen, Chrd riafferma la sua richiesta al governo cinese di:

  1. liberare tutti coloro che sono ancora in prigione per aver partecipato alle proteste del 1989, compresoMiao Deshun, l’unica persone di cui si ha conferma essere ancora in prigione per le accuse del 4 giugno (la sua presente situazione è sconosciuta e non confermata dal governo);
  2. liberare individui che sono stati imprigionati per aver organizzato attività o aver espresso opinioni per far memoria del 4 giugno nel 2014, nei giorni attorno al 25mo anniversario;
  3. liberare tutti i partecipanti al movimento dell’89 che sono detenuti o imprigionati per il loro attivismo, come pure tutti gli altri prigionieri di coscienza in Cina.

Le autorità cinesi devono far finire la continua oppressione contro le famiglie, i sopravvissuti, i sostenitori che domandano [chiarezza di] responsabilità per gli abusi contro i diritti umani commessi nel 1989. In più, il governo deve interrompere la persecuzione mirata contro i membri della società civile che hanno partecipato al movimento del 1989.

Fonte,Asia News,03/06/2015

ENGLISH VERSION:

China Human Rights Defenders (CHRD) has prepared report with a list with the names of scores of people who took part in the Tiananmen movement 26 years ago. Many are still in imprisoned for their commitment to human rights and democracy. Many others, after what they went through in Tiananmen, have continued the non-violent struggle they began in 1989, with more becoming activists in various areas of civil society. Here is the CHRD’s report and list.

On the 26th anniversary of the Chinese government’s bloody suppression of the 1989 pro-democracy demonstrations, scores of individuals who took part in the movement are detained or in prison today for their continuing efforts to push for human rights protections and democratic reforms. Several activists and lawyers seized last year for commemorating the Tiananmen Massacre are still detained and have been subjected to torture or prolonged pre-trial detention. Since last week, more activists, including 1989 participants, have been detained, put under house arrest, or visited by police who issued warnings against any activities marking the 26th anniversary of Tiananmen. The suppression of all these individuals is an indication of the government’s fear of a mass pro-democracy movement emerging inside China.

Among those 1989 participants now behind bars are some of the most prominent and influential members of China’s civil society, who have actively promoted human rights, democracy, and rule-of-law reforms since 1989. They played leadership roles or joined the protests in 1989 as young students, professors, journalists, writers, or factory workers. Some of them served previous prison terms for their role in the movement, and all of them resumed their pro-democracy and rights advocacy activities after being released. They persisted in their pursuits despite police monitoring, harassment, and restrictions on their movements and communications.

As these cases (see below) and other cases documented by CHRD reflect, the Chinese government has shown a tendency to severely persecute those involved in the 1989 movement. Relative to measures taken against other activists, punishments for June Fourth participants have tended to be harsher; many leading activists from the 1989 era have served lengthy or multiple prison sentences.

The cases listed below, far from being exhaustive, highlight former 1989 participants who are currently imprisoned or detained for their post-1989 activities promoting human rights and democracy. (For more case details, click on the links to go to CHRD’s website.)

Former 1989 participants in prison (in chronological order of their imprisonment):

Former 1989 participants in detention:

Of the individuals detained during the crackdown around the 25th anniversary of the Tiananmen Massacre a year ago, 13 remain in custody. Five have been put on trial, including Gao YuSheng GuanHuang Fangmei, and housing rights activistsJia Lingmin and Liu Diwei. Five others have been indicted, including Yu Shiwen,Pu Zhiqiang, and Tang Jingling, and his associates Wang Qingying and Yuan Xinting. A further two have been formally arrested—freelance journalist Jiang Lijun and New Citizens’ Movement activist Zhang Kun. Jiang is in a Liaoning detention center, and authorities reportedly moved Zhang to a psychiatric hospital in Jiangsu Province, where his lawyers were blocked from visiting him in March 2015.

This year, the United Nations Committee Against Torture (CAT) is reviewing China’s compliance with the Convention against Torture and Other Cruel, Inhuman or Degrading Treatment or Punishment. China ratified the Convention in 1988, one year before the Tiananmen Massacre.

CAT has since repeatedly raised the issue of accountability over the government’s excessive use of force, torture, and other ill-treatment of Chinese citizens in 1989. Under the Convention, it is imperative that the Chinese government end its policy of denial and deception regarding the violent suppression of the pro-democracy demonstrations. The government has an obligation under Articles 12, 13, and 14 of the Convention to promptly and impartially investigate allegations of torture, and provide state compensation to victims of torture.

On this 26th Tiananmen anniversary, CHRD reiterates its calls on the Chinese government

  1. to release anyone who remains in prison for participating in the 1989 protests, includingMiao Deshun, the only confirmed individual still in prison for offenses that occurred around June Fourth (his current situation remains unclear and unconfirmed by the government);
  2. release individuals who have been detained for organizing activities or expressing views to memorialize June Fourth around its 25th anniversary in 2014 and in the days leading up to this year’s anniversary;
  3. and free all 1989 participants detained or imprisoned for their ongoing activism, as well as all other prisoners of conscience in China.

Chinese authorities must end the ongoing suppression of families, survivors, and supporters who demand accountability for the human rights abuses committed in 1989. In addition, the government must end its targeted persecution of members of civil society who participated in the 1989 movement.

Asia News; June 3,2015

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