Cina, ondata di arresti tra gli avvocati difensori dei diritti civili

In un’ operazione senza precedenti, la polizia cinese ha lanciato una serie di raid contro gli avvocati che si battono per i diritti umani.

Secondo l’ organizzazione China Human Rights Lawyer Concern Group di Hong Kong almeno 57 avvocati sono stati arrestati, fermati o convocati dalla polizia in 15 diverse città’. Il gruppo Chinese Human Rights Defender parla invece di 57 arresti. Tra le vittime dell’ operazione ci sarebbero alcuni dei più’ noti avvocati democratici di Pechino, Li Heping e Jiang Tianyong. Il giornale South China Morning Post (Scmp) afferma che uno dei legali, Sui Muqing di Guangzhou, e’ stato messo sotto «residenza sorvegliata in un luogo assegnato» – una forma di detenzione – per aver «incitato alla sovversione dello Stato», un’ accusa che viene usata spesso dalle autorità’ contro i dissidenti.

Non e’ la prima volta che gli avvocati democratici incorrono nelle ire delle autorità’ : dei due pioneri dell’ impegno per i diritti umani e civili degli avvocati uno, Xu Zhiyong, e’ in prigione e l’ altro, Teng Biao, in esilio. Sembra che l’ operazione sia cominciata venerdì’ scorso, dopo la scomparsa dell’ avvocatessa Wang Yu. Oltre cento dei suoi colleghi, in diverse città’ della Cina, hanno firmato un comunicato che denunciava la «scomparsa» della donna. I suoi familiari e i suoi colleghi ritengono che Wang sia stata fermata dalla polizia perché’ poco prima di scomparire ha mandato un sms affermando che persone sconosciute stavano bussando con insistenza alla sua porta.

Le perquisizioni, gli arresti e le intimidazioni, secondo le organizzazioni umanitarie, sono cominciati subito dopo la diffusione del comunicato. Tra gli arrestati c’ e’ Zhou Shifeng, l’ avvocato che aveva difeso con successo l’ assistente cinese del settimanale tedesco Die Zenit, ottenendone la scarcerazione. Eva Pils, un’ esperta di Cina della London University, ha dichiarato al Scmp che si tratta «dell’ ultimo passo nella messa in pratica del programma di Xi Jinping (il presidente della Repubblica e segretario del Partito Comunista) di colpire tutte le espressioni indipendenti della società’ civile». «Dato che molti avvocati difendono apertamente i diritti civili e coordinano le loro iniziative, sono la cosa più’ vicina ad un’ opposizione politica che esista in Cina», ha aggiunto. William Nee, di Amensty International, sostiene che la polizia attacca gli avvocati perché’ «hanno usato con successo la legge per limitare gli abusi di potere da parte dello Stato».

Onlinenews,12/07/2015

English article,South China Morning Post: 

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