Cina “offesa” per l’omaggio al Dalai Lama

Diplomazia Pechino, irritata, minaccia conseguenze. La Farnesina: i comuni sono autonomi rispetto al governo Cina «offesa» per l`omaggio al Dalai Lama La reazione dopo la cittadinanza onoraria di Roma: «Forte disappunto» Il ministro degli Esteri cinese: «Speriamo che l`Italia prenda misure immediate per rimuovere l`impatto negativo»

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, conferisce la cittadinanza onoraria al Dalai Lama e Pechino reagisce con la consueta irritazione.

Ci sono «forte disappunto» e «contrarietà» per l`iniziativa presa dal Consiglio comunale della capitale.

La portavoce del ministero degli Esteri, Jiang Yu, ha attinto le parole da un repertorio familiare: «Speriamo che l`Italia faccia attenzione alle profonde preoccupazioni della Cina e prenda misure immediate ed efficaci per rimuovere l`impatto negativo» dell`iniziativa e «mantenere sano, stabile lo sviluppo dei legami bilaterali». R popolo della Cina «si sente offeso».

Messaggio inequivocabi- le di un Paese che considera la vicenda tibetana «una questione interna» e il territorio «parte integrante della Cina». Poca differenza fa che Alemanno abbia. sottolineato che la speranza è sì un «Tibet libero», ma in una condizione di «autonomia» all`interno della Repubblica popolare (non di indipendenza), prospettiva che è poi quella del Dalai Lama e del suo governo in esilio.

Il regime cinese, tuttavia, considera il Premio Nobel per la pace non tanto o non solo una guida spirituale ma una figura che «fomenta attività politiche separatiste».

Quanto alla proposta di autonomia fatta dal Dalai Lama, per la Cina non è compatibile con la Costituzione mentre il Dalai Lama, a sua volta, ha dichiarato inutili i colloqui dei suoi emissari con i funzionari del regime.

Anche se rituale nella forma, il fastidio di Pechino è reale nella sostanza. «Qualche conseguenza l`iniziativa ce l`avrà», sostiene Fei An]ing, della Chinese University of Political Sciences and Law di Pechino, una giurista che tra l`altro ha coordinato la traduzione del nostro codice civile. «Per i cinesi – dice al Corriere – la cittadinanza onoraria è un titolo riservato apersonaggi di carisma riconosciuto.

Stavolta l`opinione pubblica, che ormai segue parecchio la politica, non capisce il senso dell`iniziativa».

La Famesina ha replicato insistendo sull`«assoIuta indipendenza dal governo» dei Comuni italiani. Un concetto lontano dal sistema politico-istituzionale cinese che in sostanza, al di là dei meccanismi formali, resta basato sulla cooptazione. il comunicato del nostro ministero degli Esteri menziona poi il «fermo sostegno» italiano alla politica di una sola Cina.

Sul Tibet la Cina sa essere durissima. Proprio ora è tornato a Pechino l`ex premier francese Jean-Pierre Raffa- rin, spedito da Nicolas Sarkozy a medicare relazioni bilaterali lacerate dall`incontro del presidente con il Dalai Lama a dicembre. Per un`ironica coincidenza, da lunedì l`ambasciatore Li Baodong è a Ginevra per illustrare, davanti al Consiglio Onu per i Diritti umani, la situazione della Cina in materia.

Un appuntamento a rotazione.

Difeso da Sri Lanka e Sudan, ma incalzato da parecchi Paesi occidentali e dal Giappone, Li ha elencato le tappe percorse sulla via dello Stato di diritto, e qui persino Amnesty International ha riconosciuto segni di miglioramento (però con la pena capitale si continua a giocare pesante, ieri l`ex general manager degli aeroporti di Pechino, Li Peiying, è stato condannato a morte per corruzione).

Li ha anche sostenuto che «mai abbiamo ridotto la libertà d`espressione, non esiste censura dei media, garantiamo la piena libertà religiosa, nessuno viene punito se esprime le sue opinioni». E, su questo, non proprio tutti erano d`accordo.

Marco Del Corona

MENTRE FA L’OFFESA LA CINA NON TRALASCIA DI INONDARE IL TIBET DI ALCOOL, METODO DI ANNICHILIMENTO GIA’SPERIMENTATO CON SUCCESSO IN AMERICA CONTRO GLI INDIANI, NELL’OTTOCENTO.

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