Cina, offensiva mediatica Inizia la guerra delle tv per conquistare il mondo

La conquista del mondo inizia da New York e passa dalla Tv. I primi a crederlo sono i cinesi che proprio ieri hanno reso pubblico un nuovo progetto per il controllo del consenso e dell’informazione internazionale. La loro arma – assai poco segreta – sarà la Cnc, una televisione satellitare con sede nel cuore di New York e un audience globale di oltre 130 milioni di spettatori raggiunti anche grazie a internet e ai telefoni cellulari. A spiegare il progetto multimiliardario destinato a bilanciare quelli che Pechino definisce i «pregiudizi dell’opinione pubblica internazionale», ci pensa Li Congjun, presidente dell’agenzia ufficiale cinese Xinhua, annunciando il lancio su scala mondiale della «Cnc World», una televisione in lingua inglese destinata da qui a qualche mese a competere con Cnn, Al Jazeera e gli altri principali network del pianeta.

I soldi certo non mancano. Per conquistare gli spettatori di Europa, Africa e Nord America e «offrire loro una visione del mondo dal punto di vista della Cina» la Cnc può contare su una valanga di soldi. Solo lo scorso anno il governo di Pechino ha versato oltre 4 miliardi e mezzo di euro nelle casse della Xinhua affidandole il compito di realizzare progetti comunicativi destinati a un’audience internazionale. E l’agenzia «oracolo» del Partito comunista, da sempre strettamente controllata dai servizi segreti di Pechino, ha subito sfornato un ambizioso e sofisticato disegno mediatico.
Uno degli elementi chiave dell’iniziativa, da cui traspare chiaramente anche la sua finalità strategica, è la sede prescelta per gli uffici della Cnc World. Stando a quanto ha annunciato Li Conjung durante una conferenza stampa a Pechino, la redazione principale della Cnc World avrà sede al 44º piano di un grattacielo di Times Square situato a poca distanza da quegli uffici della Reuters e della Conde Nast considerati capisaldi emblematici dell’informazione internazionale. La decisione di diffondere il verbo cinese dal cuore della Grande Mela, icona dell’egemonia e dell’influenza internazionale americana, è simbolica quanto l’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre. Colpendo il World Trade Center Bin Laden fece capire di esser in guerra con la principale potenza mondiale. Trasmettendo da Times Square la «Cnc World» si candida a offuscare la visione del mondo americana e a sostituirla con quella propugnata dal nuovo impero capital comunista.

Ma i parallelismi con la guerra al terrorismo combattuta nella prima decade del XXI secolo non si fermano qui. Agli esperti di comunicazione cinesi impegnati a progettare il «grande balzo» mediatico non è sfuggito il ruolo giocato da Al Jazeera dopo l’11 settembre e durante il conflitto in Irak. Usando Al Jazeera come interlocutrice privilegiata i fondamentalisti armati attivi dall’Afghanistan all’Irak la trasformarono nell’araldo della loro guerra all’occidente. La Cnc punta a svolgere lo stesso ruolo, ma a un livello assai più sofisticato visto che la grande sfida all’Occidente non si gioca (per ora) sui campi di battaglia, ma su quelli dell’influenza politica, economica e finanziaria. L’immensa disponibilità monetaria garantita dall’economia cinese regala un indubbio vantaggio a una televisione lanciata nell’agone dell’informazione internazionale proprio mentre i simboli mediatici dell’Occidente – dalla Cnn alla Bbc da SkyNews a Viacom – affondano in un mare di debiti e si ritrovano costretti a ridimensionare i propri obbiettivi e a ridurre i propri dipendenti.
Il difetto principale del sofisticato progetto politico-comunicativo di Pechino resta però la credibilità. Al Jazeera, pur puntando al pubblico arabo e islamico, partiva comunque da un progetto informativo di stile occidentale basato, in teoria, sull’imparzialità, sulla verifica e sulla contrapposizione delle fonti. La Cnc, pur trasmettendo da Times Square, sembra invece condannata a restare la creatura, fida ed obbediente, di un agenzia di Stato che continua – nonostante i 10mila dipendenti e le 120 sedi estere – ad avere come principale obbiettivo la diffusione delle veline di regime. E se si ridurrà a diffondere su scala mondiale le favole distorte sui grandi successi del comunismo cinese allora Cnn, Fox e Bbc potranno far a meno di preoccuparsi.

Fonte: Il Giornale.it, 5 luglio 2010

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