La Cina mostra a Taiwan come si gestiscono le proteste

Chris Chappell,Epoch Times, 16.04.2014

Ecco i titoli di alcuni degli editoriali che stanno uscendo nei media statali cinesi sull’attuale Rivoluzione dei Girasoli a Taiwan guidata dagli studenti: “La protesta del commercio disonora la Democrazia di Taiwan”, “Movimento Studentesco ostacola Taiwan”, “Protesta contro il patto commerciale: una sciocca idea nell’era della globalizzazione”, “Proteste macchiano l’immagine di Taiwan”.

Nella foto alcuni manifestanti si radunano per protestare contro un impianto di produzione di paraxilene davanti alla sede del Governo a Maoming, nel Sud della Cina in provincia del Guangdong. Aprile 2013

Gli studenti stanno protestando contro un nuovo patto commerciale tra la Cina e Taiwan che secondo molti concederebbe alla Cina troppa influenza nel loro Paese. E considerando la posizione ufficiale della Cina, che vede Taiwan come una provincia separatista che potrebbe essere ripresa con la forza se necessario, forse allora questi studenti hanno ragione a essere preoccupati.

La risposta da parte dei media cinesi è stata quella di criticare gli studenti e utilizzare le proteste come ‘prova’ del fatto che la democrazia non funziona. Dopo tutto, per un Paese ossessionato dal mantenimento della stabilità, guardare dall’altra parte dello Stretto di Taiwan e vedere centinaia di migliaia di cinesi che sono in qualche modo in grado di scendere in piazza e dar voce alle loro menti, risulta in effetti uno shock.

Ma se per un verso è un po’ imbarazzante per il Partito Comunista Cinese sapere che il pensiero di legami più stretti con loro spaventa il popolo taiwanese a tal punto da farlo scendere in piazza, dall’altro è anche un’opportunità per il Partito: un’occasione per dimostrare quanto migliore e più efficiente possa essere il suo ruolo tecnocratico e autoritario in confronto a quella inutile democrazia disordinata.

PROTESTE CONTRO L’IMPIANTO CHIMICO

Prendete per esempio la città di Maoming nella provincia del Guangdong. Ora il governo locale, in collaborazione con il gigante petrolifero statale Sinopec, ha deciso di attuare un’espansione dell’esistente impianto petrolchimico della città includendo un impianto di paraxilene, il tutto al costo di mezzo miliardo di dollari.

Hanno per caso discusso ogni piccolo dettaglio con le persone o i partiti politici d’opposizione (se anche ce ne fossero)? No. Ma secondo loro è così che la gente vuole, o almeno questo è quello che si penserebbe leggendo il giornale del governo locale, ilMaoming Daily. Hanno affermato che il paraxilene è «un elemento importante per una vita felice», perché è usato per fare cose come bottiglie di plastica e poliestere.

Ma prima di iniziare a sostenere la costruzione di un impianto di paraxilene nel tuo stesso cortile, forse una descrizione più scientifica della sostanza chimica industriale può tornar utile: può danneggiare il sistema nervoso centrale, fegato e reni, e causare il cancro e la morte. Ma solo se si è esposti a grandi quantità.

Quest’ultimo aspetto non è andato troppo a genio agli abitanti di Maoming, e qualche migliaio di ‘fuorilegge’, come li ha definiti il governo della città Maoming, sono scesi nelle strade. Non erano manifestanti, ovviamente, perché le autorità locali avevano detto loro che le dimostrazioni erano ‘illegali’. Così, dimostrando, stavano infrangendo la legge e per questo erano dei fuorilegge.

Quindi, piuttosto che cadere nella stessa anarchia di Taiwan, dove manifestanti e studenti pensano di avere una voce sul governo, la polizia è arrivata sulla scena e ‘pacificamente’ ha disperso i fuorilegge con proiettili di gomma, manganelli e tanta brutalità.
Le immagini dei manifestanti che avevano perso conoscenza ed erano imbevuti di sangue sono state rapidamente censurate online, insieme a qualsiasi ricerca per la parola chiave ‘Maoming’.

SOLO FUNZIONARI ONESTI

Sarà mai possibile che i funzionari locali ‒ in questo affare altamente redditizio con una massiccia impresa statale ‒ non abbiano preso in considerazione il bene pubblico solo per il proprio profitto? No. Questo perché i funzionari di Maoming sono noti per la loro onestà. Nel solo 2012, sono stati indagati per concussione trecento funzionari di Maoming, secondo Pechino News. Due di loro sono stati condannati alla pena di morte, in seguito sospesa. Ciò probabilmente ha eliminato tutta la corruzione lasciando al governo solo i funzionari onesti, giusto?

Ma purtroppo, tutta l’attenzione che la Cina ha posto su Maoming e che ora è stata messa ulteriormente in rilievo da tutto ciò che sta accadendo a Taiwan, beh, è alquanto imbarazzante per il Partito. Così, a seguito delle continue proteste di questi manifestanti guastafeste, e dopo tutta l’attenzione ricevuta dai media internazionali, le autorità locali hanno deciso di incontrarsi con loro e ora stanno dicendo di non voler costruire l’impianto se il popolo non lo vuole. Non li chiamano nemmeno più fuorilegge.

Lo vedete? Chi ha davvero bisogno della democrazia? Il governo fa quello che vuole fino a spingere le persone davvero troppo lontano, allora si verifica un’esplosione, poi una repressione violenta, e si diffonde la voce dell’accaduto sull’internet cinese, dopodiché la censura cerca di tenere il passo eliminando le cose, l’attenzione dei media internazionali mette in luce i punti problematici, i media statali cominciano a rassicurare tutti e il governo locale alla fine si piega. Ma questo è molto meno caotico della democrazia.

E poi davvero, questi timori circa il paraxilene sono esagerati. Come ha sottolineato il Quotidiano del Popolo in un editoriale dello scorso anno: «dal momento che il primo impianto di paraxilene è stato costruito a Shanghai nel 1985, a livello nazionale, almeno altri dieci ne sono stati aggiunti… al momento tutti funzionano normalmente, senza incidenti».

Peccato solo per il fatto che la stessa mattina in cui è stato pubblicato quell’editoriale sul Quotidiano del Popolo, i media occidentali hanno riferito che un impianto di paraxilene a Zhangzhou, nella provincia del Fujian, era esploso.

Fonte,Epoch Times-http://www.epochtimes.it/news/la-cina-mostra-a-taiwan-come-si-gestiscono-le-proteste—126005

English version:
China Shows Taiwan How to Handle Protesters

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.