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CINA-Luotuowan: il villaggio più povero della Cina sfruttato come mezzo di propaganda dal PCC

Il recente reportage di “La Domenica di Repubblica” (20/04/2014) sul villaggio più povero della Cina, testimonia l’annosa questione dell’ esproprio forzato dei terreni, causa di ripetuti abusi ai danni dei singoli e comunità.

Ammassi di macerie ,qualche baracca di fango, reddito mensile 6euro, si tratta del villaggio più povero della Cina, Luotuowan. E’ situato nella contea di di Fuping,al confine tra Hebei e Shanxi.

Casale di ex contadini, ex in quanto ora non sono niente.

Nella foto sopra, il capo locale del villaggio con la moglie nella loro casa, un bambino del casale.

Venti famiglie che vivono in una condizione di vita medioevale, non hanno mezzi meccanici e lavorano la terra con la forza delle braccia. Poco di tutto. I bambini rimasti raggiungono la scuola a piedi o su qualche rudimentale carretto ,distante otto chilometri.

Scavalcano le macerie di quelle che erano le loro umili dimore. Quel fazzoletto di terra è stato requisito dai funzionari del Pcc, determinati a portare avanti la loro politica distruttiva in nome del progresso e del materialismo.

Ora stanno costruendo una fabbrica di asciugamani e un abitante di Luotuowan dice che il 30 dicembre di due anni fa , è venuto al villaggio quello che tre mesi dopo è diventato il nuovo presidente della Cina , Xi Jinping.

Xi ha donato qualche genere alimentare ed è andato via.

Luotuowan è utilizzato come prova della lotta contro la povertà rurale. La promessa è il benessere per tutti.

Con questo pretesto sono arrivate le ruspe ed hanno distrutto ogni cosa in nome del progresso e anche se il governo anche offre del denaro ai “scacciati” dalle loro terre non ricostruisce la prospettiva di vita che distrugge.

Negli ultimi dieci anni sono scomparsi 900mila villaggi rurali: ne restano dodicimila. Entro il 2025, Pechino sposterà dai paesi alle città 300 milioni di persone e nelle zone rurali come Luotuowan resteranno i bambini e gli anziani, i malati dei migranti-operai che andranno a lavorare nelle fabbriche.

La vita rurale è stata condannata all’estinzione dalla promessa del benessere, ma la Cina senza i contadini è finita.

Queste confische forzate dei terreni sottraggono alle persone i loro diritti ed esasperano la loro povertà. Distruggono una cultura millenaria e una cultura spirituale di un popolo. In Cina, come in altri paesi del mondo, sono diventate una drammatica situazione di instabilità sociale.

E’ chiaro che i principali beneficiari di queste operazioni di “sviluppo economico” sono senza dubbio le istituzioni locali e i residenti delle aeree urbane. La costruzione di strade, fabbriche e quartieri residenziali fanno lievitare fortemente il costo della terra che portano enormi guadagni agli investitori.

 Rappresentano una violazione dei diritti umani.

Questo viene denunciato anche nel Rapporto Annuale 2013 su la situazione dei diritti umani nel mondo.

Si legge in prima apertura del Rapporto:

I governi si sono impegnati a tutelare i diritti umani solo a parole, in realtà hanno continuato a invocare questioni d’interesse nazionale, preoccupazioni in materia di sicurezza e ordine pubblico, per giustificare le violazioni di quei diritti….

Fin tanto che gli uomini verranno considerati meno importanti del progresso e dello sviluppo non si potrà avere un vero progresso e un vero sviluppo.

Gianni Taeshin Da Valle, Laogai Research Foundation,26/04/2014

Rapporto Amnesty 2013:

Situazione dei Diritti Umani nel Mondo [1]