CINA-Liaoning: «Fatela uscire dalla prigione, o potrebbe essere picchiata a morte»

L’incontro di una praticante del Falun Gong incarcerata con il suo avvocato è stato interrotto quando la donna ha raccontato al legale di essere stata picchiata dai detenuti durante gli otto anni e mezzo di detenzione.

A Zhang Wei, residente a Donggang, nel Liaoning, non è mai stato permesso ricevere visite dai familiari all’interno della prigione femminile di Liaoning per cinque mesi. Il 5 agosto 2019 suo marito ha assunto un avvocato e sono andati in prigione.

Prima di consentire al legale di incontrare la sua cliente, le guardie carcerarie gli hanno posto molte domande, incluso se fosse un membro del Partito Comunista Cinese e quali sono le professioni del figlio e della moglie, tuttavia hanno negato l’entrata al marito di Zhang.

Sei guardie sono rimaste accanto alla donna durante la visita, che ha raccontato all’avvocato come intorno alle 3 del mattino del 30 marzo fosse stata picchiata da sette detenuti, ma prima di finire il colloquio le guardie hanno interrotto l’incontro spingendo l’avvocato fuori dalla sala delle visite.

Secondo un dipendente della prigione, la tortura a cui Zhang è stata sottoposta è inimmaginabile e non potrebbe essere tollerata dalla maggior parte delle persone.

«È stato semplicemente spaventoso. È veramente malridotta.» Il dipendente ha esortato la famiglia a trovare presto un modo per farla uscire di prigione, altrimenti sarebbe stata picchiata a morte.

La praticante è stata arrestata nell’aprile 2015 e condannata a otto anni e mezzo di carcere dal tribunale municipale di Donggang il 28 dicembre 2015. È stata portata nella prigione femminile di Liaoning, un luogo noto per la sua brutalità e il suo alto numero di vittime di tortura per i praticanti del Falun Gong.

Dal 2017, le guardie le hanno portato via la trapunta e i vestiti, esponendola alle basse temperature di una delle province più fredde della Cina. Spesso l’hanno picchiata e la maltrattata verbalmente, contemporaneamente al limitarle i fabbisogni quotidiani fornendole un solo pasto al giorno.

Il 15 agosto 2018, quando il marito e la madre l’hanno visitata in prigione, ha mostrato le cicatrici e i lividi sulle sue braccia e spalle a causa della tortura. Proprio mentre chiedeva a suo marito di sporgere denuncia contro Liu Li, il detenuto che le aveva causato la maggior parte delle ferite, una guardia riattaccò il telefono e concluse la riunione.

Per riprendersi dalle ferite, Zhang ha iniziato a fare gli esercizi del Falun Gong in prigione, ma per ritorsione le autorità le hanno negato le visite dei familiari dallo scorso aprile.

Suo marito ha contattato la procura locale, l’ufficio di amministrazione della prigione, il dipartimento di giustizia e l’ufficio richieste della prigione negli ultimi mesi per cercare giustizia, ma senza ottenere risultati.

È stato riferito che, nonostante l’intervento dell’avvocato, Zhang è ancora soggetta ad abusi quotidiani nella prigione.

Fonte: Minghui.org,12/09/2019

English article:

“Get Zhang Wei Out of the Prison, Or She May Be Beaten to Death”

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