Cina, lettera aperta su Internet per la libertà di espressione

Un gruppo di anziani ex-funzionari governativi cinesi ha diffuso su Internet una «lettera aperta» nella quale si chiede l’ abolizione della censura sui mezzi d’ informazione, che viene definita «incostituzionale». La diffusione della lettera, che usa toni insolitamente forti per la Cina, ha coinciso con l’assegnazione del premio Nobel per la pace 2010 al dissidente detenuto Liu Xiaobo ma la sua preparazione, hanno affermato alcuni dei firmatari, era cominciata qualche settimana prima. Tra gli altri hanno sottoscritto il documento Li Rui, ex-segretario del presidente Mao Zedong, e Jiang Ping, ex-presidente dell’ Università di legge e scienze politiche che ha tenuto corsi in diversi atenei stranieri tra cui anche a Roma. Gli estensori della lettera ricordano che la libertà di espressione è garantita dalla Costituzione del 1982 e che il suo mancato rispetto costituisce «uno scandalo nella storia mondiale della democrazia». I 23 firmatari accusano il Dipartimento centrale di propaganda del Pcc di essere un «potere clandestino» la cui invadenza si spinge fino a censurare i discorsi dei massimi dirigenti. La lettera fa riferimento al recente discorso nel quale il premier We Jiabao ha sottolineato la necessità di una «riforma politica» che è stato pubblicato in Cina in una versione censurata e ridotta.

Fonte: La Stampa, 14 ottobre 2010

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