Cina, legge choc contro i dissidenti: “Rendiamo legale la loro scomparsa”

Legalizzare la scomparsa dei dissidenti. Questo l’obiettivo, nemmeno troppo celato, di un progetto di modifica del codice penale cinese. Il governo di Pechino, infatti, mira a introdurre degli emendamenti che consentano di detenere i sospetti in un luogo segreto per sei mesi, senza l’obbligo di avvertire le famiglie. A denunciare i propositi del governo cinese sono oggi diverse associazioni per i diritti dell’uomo. Il testo autorizzerebbe la polizia a usare questa forma di detenzione negli affari che riguardano la sicurezza nazionale, il terrorismo e la corruzione, se gli arresti domiciliari rischiassero di nuocere alle inchieste. “Questo permetterebbe di legalizzare la scomparsa” dei dissidenti, prassi “sempre più frequente negli ultimi tempi” ha dichiarato Joshua Rosenzweig, responsabile dell’associazione Dui Hua, che ha sede a Hong Kong. Decine di dissidenti sono “scomparsi” dopo essere stati arrestati negli ultimi mesi, tra cui l’artista Ai Weiwei, liberato a giugno dopo tre mesi di detenzione.

Fonte: La Stampa.it, 28 agosto 2011

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