Cina: L’economia cinese è minacciata dal suo stesso mercato immobiliare

Jane Lin,The Epoch Times, 26.09.2013

Il mercato immobiliare cinese sta mostrando due estremi opposti: la bolla si gonfia nelle principali città, ma altrove abbondano le ‘città fantasma’. I recenti sforzi del leader del Partito Comunista per accelerare l’urbanizzazione potrebbero far sì che emergano più città colme di edifici vuoti, secondo quanto affermano gli analisti.

Prezzi record per i terreni sono stati fissati a inizio settembre nelle principali città, mentre il valore complessivo dei beni delle terre a Pechino ha raggiunto 134 mila miliardi di yuan, una cifra esorbitante pari a 16 mila miliardi di euro, più del Pil degli Stati Uniti nel 2012 (pari a 12,1 mila miliardi di euro).

Nel frattempo i prezzi delle case nelle grandi città sono aumentati in agosto al tasso più veloce mai registrato da gennaio 2011.

Gli analisti hanno detto che i prezzi degli immobili hanno continuato a salire perché igoverni locali sono stati sottoposti a un’enorme pressione del debito e per pagare i loro debiti devono fare affidamento sulle entrate ricavate dalla vendita dei terreni. I debiti dei governi locali potrebbero superare i 20 mila miliardi di yuan (2,4 mila miliardi di euro), ha detto Liu Yuhui, ricercatore presso l’Accademia cinese delle Scienze Sociali, durante una conferenza del 16 settembre.

CITTÀ FANTASMA

Mentre il mercato è ancora in piena espansione nelle città di prima e seconda categoria, in quelle di terza e quartacategoria si profila la crisi.
Un resoconto pubblicato a luglio dallaChina Real Estate Information Corporation (compagnia che fornisce informazioni sul mercato immobiliare cinese) ha elencato le città con il mercato immobiliare più a rischio. Le prime 50 città erano tutte di terza e quarta categoria con un eccesso di offerta di case a causa di deflussi di popolazione.

Guo Shiping, direttore di ricerca presso l’Istituto per la Finanza contemporanea presso la Shenzhen University, ha rilasciato una notizia bomba di recente rivelando che l’anno scorso, tra 648 grandi e medie città, solo 70 hanno visto un aumento dei prezzi degli immobili e 364 città hanno visto una caduta dei prezzi.

Molte città di terza e quarta categoria sono diventate città fantasma, con un enorme eccesso di case vuote a causa degli sforzi di urbanizzazione.

RAPIDO INVECCHIAMENTO DELLA POPOLAZIONE

La popolazione è un fattore chiave che determina i prezzi degli immobili e la popolazione cinese sta invecchiando rapidamente per via dell’attuazione della politica del figliounico in vigore da oltre trent’anni, secondo quanto riferito da Su Jian, direttore associato del Dipartimento di Economia all’Università di Pechino.

In un recente articolo Su ha detto che la popolazione cinese raggiungerà un picco nel 2018 prima di iniziare un declino accelerato e la forza lavoro si ridurrà dopo aver raggiunto un picco nel 2015; dopo il 2022 la popolazione di pensionati inizierà a raggiungere il suo picco e la forza lavoro diminuirà di dieci milioni di persone all’anno.

La gente inizierà a notare l’effetto del calo demografico sui prezzi degli immobili nel 2018, in base alle affermazioni di Su, e i prezzi delle case fermeranno la loro tendenza al rialzo per il 2018 o prima. La bolla immobiliare scoppierà prima del 2022, secondo quanto ha detto.
«Prima che la bolla scoppi, i prezzi delle case saliranno rapidamente a Pechino e Shanghai per due o tre anni – ha aggiunto Su – Ma i prezzi inizieranno a cadere tra il 2017 e il 2018… l’economia cinese subirà una grande depressione».

BOLLA SENZA PRECEDENTI

In questo momento quello che sta accadendo al mercato immobiliare cinese è successo anche in Giappone negli anni 80, prima che il mercato immobiliare precipitasse, secondo quanto affermato da Zhang Weili, un commentatore del 21st Century Business Herald, in un articolo che ha scritto per Chinese Financial Times.

Zhang ha sottolineato che molti cinesi fanno affidamento al Governo per continuare a sostenere la bolla immobiliare, proprio come i Giapponesi contarono sull’espansione della bolla immobiliare quando la bolla fu già a livelli esorbitanti a metà degli anni 80.

Zhang ha detto che degli studi hanno scoperto che il mercato immobiliare del Giappone è caduto negli anni 90 a causa della politica di mantenere i tassi di interesse bassi per un lungo periodo (al fine di preservare la crescita economica) e all’esistenza di una tassa molto bassa per i proprietari terrieri. La Cina ha attualmente gli stessi problemi.

Alcuni studiosi cinesi che lavorano a stretto contatto con il regime sostengono che se il Governo giapponese non avesse alzato i tassi di interesse così frettolosamente nei primi anni 90, la bolla non sarebbe scoppiata prematuramente, secondo quanto detto da Zhang. «La visione comune sostiene che i politici non dovrebbero far scoppiare la bolla immobiliare prematuramente, bensì dovrebbero esplorare dei modi per raggiungere un atterraggio morbido».

Negli ultimi anni la Cina sta lottando per «mantenere la crescita economica e prevenire l’inflazione, mentre si sostiene una ristrutturazione economica», ha detto Zhang. Ma la nuova leadership del Partito ne ha fatto una priorità politica per mantenere un tasso di crescita annua del Pil pari al sette per cento o più, che è in conflitto diretto con la ristrutturazione economica, secondo quanto affermato da Zhang.

Le autorità hanno adottato un «approccio progressivo alla ristrutturazione economica» per il timore di un atterraggio duro. Ma non servirà, in base a quanto ha riferito. «Con una tale bolla massiccia e gonfiata, è impossibile evitare un atterraggio duro».

Fonte:http://www.epochtimes.it/news/l-economia-cinese-e-minacciata-dal-suo-stesso-mercato-immobiliare—124195

English Version:
http://www.theepochtimes.com/n3/299326-chinas-economy-is-threatened-by-its-property-market/

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