CINA: la politica del figlio unico in Cina continua a distruggere la vita

Il deputato Chris Smith, l’attivista cinese Chen Guangcheng, e il Presidente di “Womens’s Rights Without Frontiers” Reggie Littlejohn si sono espressi contro la pianificazione familiare forzata in Cina, presso la “Fondazione Heritage” nell’ottobre 2014.

LA POLITICA DEL FIGLIO UNICO IN CINA CONTINUA A DISTRUGGERE LA VITA, NONOSTANTE I RAPPORTI UFFICIALI.

Il 1° gennaio 2014, il Partito Comunista Cinese ha modificato la sua politica del figlio unico, consentendo di avere un secondo bambino soltanto se i genitori sono entrambi figli unici.
Questa piccola eccezione è stata ampiamente ed erroneamente interpretata come un “allentamento” o “ammorbidimento” della politica del figlio unico.

Un’organizzazione non-profit ha recentemente rilasciato una dichiarazione affermando che “vorrebbero festeggiare e gioire per la vittoria” poiché l’incremento del tasso di nascita sarebbe dovuto proprio alle recenti modifiche legislative.

La loro dichiarazione – e le relazioni pubblicate dai maggiori mezzi d’informazione – trascura un’importante verità, ossia che il Partito Comunista Cinese non ha fatto alcuna promessa riguardo la cessazione del controllo coercitivo delle nascite. Al contrario, come riportato il 28 gennaio 2015 dal Chinadaily.com, il partito ha annunciato attraverso il suo nuovo organo ufficiale – “La Commissione per la Sanità Nazionale e la Programmazione Familiare” – che nel mese di novembre 2014 la Cina NON è intenzionata a sospendere o attuare ulteriori importanti concessioni circa la politica del figlio unico

Nell’ottobre 2014, all’interno di un evento relativo alla politica del figlio unico, co-ospitato da “The Heritage Foundation” e dalla “Womens’s Rights Without Frontiers”, l’attivista cieco Chen Guangcheng ha descritto una situazione come di guerra, causata dagli abusi della brutale pianificazione familiare: “Nella Cina di oggi, sotto il regime comunista, il governo può mettere mano all’interno del tuo corpo, strapparti il bambino dal grembo, per poi ucciderlo davanti ai tuoi occhi “.

Durante lo stesso evento, il parlamentare Chris Smith, ha dichiarato che la politica del figlio unico è ” Il più vergognoso e feroce attacco alle donne di sempre“.
La Politica del figlio unico in Cina, annunciata nel 1979, è una violenza sponsorizzata dallo stato nei confronti delle donne e dei bambini – anche e soprattutto delle bambine – e costituisce crimini di massa contro l’umanità, poiché, come riportato dai funzionari cinesi, grazie a tale politica ” sono state evitate 400 milioni di vite “.

Reggie Littlejohn, Presidente di “Womens’s Rights Without Frontiers”, ha dichiarato: “L’attuazione coercitiva della politica figlio unico continua senza sosta, distruggendo donne, bambini e famiglie come anche l’intero tessuto sociale cinese. Costituisce la più grave violazione di tutti i tempi dei diritti delle donne sulla faccia della terra. Che siate contrari o favorevoli all’aborto, nessuno può esserlo all’aborto forzato, in quanto non si tratta di una scelta scelta. “La politica del figlio unico non ha bisogno di essere migliorata o alleggerita, ha bisogno di essere abolita”.

Si è registrato un tragico aumento degli omicidi e dei suicidi associati al fenomeno della “tassa sulla compensazione sociale”, che può ammontare fino a quattordici volte lo stipendio annuo di una persona, un importo che la stragrande maggioranza dei cittadini cinesi non può permettersi. Se i genitori non sono in grado di pagare queste multa, ai loro figli sarà negato l’acceffo all’”hukou”, l’organo preposto alla registrazione familiare. Senza hukou, i bambini non possono accedere all’assistenza sanitaria o all’istruzione. Essi diventano clandestini nella loro stessa terra.

Ecco alcune tragedie testimoniate da chi subisce la piaga dalla politica figlio unico. La maggior parte degli abusi subiti non vengono mai riportati in Occidente.

• In Cina, nella Regione del Guangxi, un uomo ha pugnalato a morte due funzionari del governo dopo avergli comunicato l’impossibilità di registrare il quarto figlio dell’uomo dato il mancato pagamento della “tassa sulla compensazione sociale.” Ha inoltre ferito altri quattro lavoratori e rotto la mano a uno di essi”

• Nella provincia di Hunan, un marito ha chiesto un risarcimento al del governo cinese, sostenendo che la moglie, Gong Qifeng, ha sofferto di schizofrenia e comportamenti violenti da quando le è stato praticato l’aborto forzato al settimo mese di gravidanza nel novembre 2011

• Nella provincia dello Shandong, Liu Xinwen è stata trascinata fuori dalla sua casa, nel bel mezzo della notte, da 20 funzionari che hanno sfondato la porta e trattenuto il marito. Hanno praticato su di lei l’aborto forzato al sesto

• Nel Guangdong, un agricoltore della provincia di Hebei si è ucciso bevendo pesticidi: Questo è avvenuto in seguito ad una lite con i funzionari per pianificazione familiare per le multe che avrebbe l’uomo avrebbe dovuto pagare dopo aver messo al mondo più figli di quanti concessi dalla legge. Poiché l’agricoltore non possedeva la somma necessaria, i funzionari gli hanno sequestrato 3,5 tonnellate di mais, l’intero risparmio della famiglia. In seguito si è recato presso la casa del capo del partito per contestare il sequestro dove il contadino ha deciso di bere pesticidi e prontamente è andato incontro alla morte.

• Nello Xinjiang, quattro donne uigure sono state sottoposte forzatamente a interruzione di gravidanza, una di loro al nono mese. Trattandosi di minoranza etnica, gli uiguri sono presumibilmente esenti dalla politica figlio unico. Non è questo il caso. Anche se possono avere più di un bambino, sono comunque soggetti alla politica di pianificazione.

• Un’ostetrica nella provincia dello Shaanxi, Zhang Shuxia, è stata condannata per il traffico di sette bambini, dopo aver convinto i genitori che i loro bambini erano gravemente malati o deceduti. È stata condannata a morte. Si stima che siano 70.000 i che bambini ogni anno cadono vittime della tratta in Cina. Il medico ha venduto i bambini a un prezzo che ammonta a più del doppio di quello richiesto per le bambine

• Nella provincia di Guizhou, un contadino e padre di quattro figli, si è suicidato perché non poteva permettersi di pagare le multe per iscrivere i figli a scuola. Sua moglie ha dichiarato: “Prima di tagliarsi i polsi mi ha detto di non poter vedere i miei figli crescere ignoranti”. Dopo la sua morte, le autorità hanno fornito alla famiglia con una nuova casa e soldi per l’educazione dei bambini.

Queste atrocità continuano fino ad oggi.

La piccola modifica della politica che ha avuto luogo il 1° gennaio 2014:

1) Non ha effetto su una grande percentuale di coppie in Cina;
2) Mantiene in vigore gli “intervalli di nascita” che devono intercorrere tra un bambino e l’altro (se una donna rimane incinta prima che l’intervallo sia terminato, può essere soggetta ad aborto forzato);
3) Non vi è alcuna promessa, né intenzione di voler eliminare la pratica coercitiva della politica.

Proclamare “vittoria” in queste circostanze è del tutto ingiustificato e può trarre in inganno molti, portandoli a credere che la politica del figlio unico sia qualcosa di concluso che ha caratterizzato soltanto il passato.
Littlejohn ha dichiarato: “È per me un continuo struggimento quando le persone festeggiano le revisioni della politica del figlio unico. Penso a tutte le donne e neonati che soffrono e muoiono tuttora a causa degli aborti forzati. È difficile condurre un movimento che vuole porre fine all’aborto forzato in Cina, quando la gente pensa che sia già terminato. Finché gli aborti forzati e la sterilizzazioni continueranno in Cina, dobbiamo combatterli. Questo è il momento di aumentare la pressione per il cambiamento, non di allentare la presa”.

Women’s Rights Without Frontiers,18/02/2015

Traduzione a cura di
Cecilia Cotogni,LRF,18/02/2015

English article: China’s one child policy continues to destroy lives, despite reports

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