Cina: la nuova legge sulle spie ha una definizione ‘vaga’ di segreto di stato.

Il governo del Partito Comunista cinese sta preparando una proposta di legge sull’intelligence che garantirà ulteriori poteri oltre a quelli già esercitati dai servizi segreti.

Secondo la nuova legge, che è stata pubblicata sul sito del parlamento per eventuali commenti, l’Assemblea Nazionale del popolo, la polizia, i servizi segreti e l’esercito sono autorizzati a compiere azioni di spionaggio fuori e dentro la Cina.

Qualunque straniero o cittadino cinese che sia ritenuto una minaccia per la sicurezza nazionale potrà essere spiato e indagato.

Nella proposta si legge che, in Cina, le spie hanno il dovere di “proteggere e scacciare qualunque minaccia per la sicurezza nazionale” e salvaguardare i più importanti interessi dello stato.

Questi includono tutto ciò che concerne il potere statale, la sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale.
Coloro che ostacoleranno questo percorso, o che si riterrà abbiano fatto trapelare “segreti di stato”, incapperanno in detenzioni amministrative fino a 15 giorni, senza alcun processo.

Sostanzialmente, le autorità hanno già utilizzato più volte le accuse di “rivelare segreti di stato”, “nuocere alla sicurezza nazionale”, e “sovvertimento del potere statale” per prendere di mira pacifici oppositori del governo, inclusi attivisti per la democrazia, avvocati per i diritti e giornalisti.

La nuova legge permette ai servizi segreti l’ingresso ad “aree riservate” e, quando richiesto, l’uso di “misure di riconoscimento tecnologico”.

I servizi segreti potranno anche servirsi di “rapporti di collaborazione” con privati, il governo da’ dunque il via libera a una rete di informatori su scala nazionale.

Vago e inutile

L’avvocato per i diritti umani Ren Quanniu ha affermato che non c’è bisogno di una legge, peraltro vaga, che in realtà arriva solo per legittimare attività segrete già ampiamente in atto.

“Possono già fare tutto questo senza alcun bisogno di una legislazione sullo spionaggio. Non capisco perché lo debbano scrivere nero su bianco”.

“Come avvocato, inoltre, non comprendo esattamente quale tipo di informazione diventi spionaggio”.

L’esperta giornalista Zhu Xinxin ritiene che la legge possa servire a tenere segreto qualunque scandalo che coinvolga la classe dirigente.

“Per esempio, qualunque informazione su reati commessi dalle più alte cariche del Partito può rientrare nelle competenze della legge. Così si possono anche usare accuse ridicole, come quella di incitamento alla sovversione, per terrorizzare gli attivisti per la democrazia”.

“Penso che sia solo un altro metodo per restringere ulteriormente la libertà di espressione e di incutere timore, così da tenere tutti in riga”.

“Temono che notizie di lotte di potere interne escano dai confini cinesi”.

Cittadini e spie

Un articolo su Global Times, giornale gemello del quotidiano People’s Daily, controllato dal Partito Comunista, sembra confermare l’opinione di Zhu. L’articolo menziona l’opinione di un professore di Chongqing, Su Wei: “I cittadini cinesi devono sempre avere a cuore la sicurezza nazionale quando comunicano con fonti all’estero”.

“Il trapelare di notizie personali è un fatto grave. Dunque la fuga di notizie di stato fa molti più danni”.

Il giornale cita anche il professore di relazioni internazionali, Yang Jianying, che afferma: “I cittadini cinesi devono essere istruiti a creare e stimolare doti di spionaggio”.

Ching Cheong, giornalista di Hong Kong, che è stato in prigione per cinque anni per aver svolto il suo lavoro, si è detto molto preoccupato per questa enfasi della legge di promuovere lo spionaggio tra la popolazione, e di trasformare persone normali in spie dei loro vicini di casa.

Radio Free Asia,18 maggio 2017

Traduzione Andrea Sinnove,LRF Italia Onlus

English article,RFA:

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