La foresta cinese paga a caro prezzo la produzione delle bacchette tradizionali usa e getta (Video)

Tutte le volte che si consuma un pasto in un ristorante orientale il cliente viene fornito di due bacchette con cui gli asiatici sono soliti mangiare. Molti di noi scelgono per comodità la forchetta, ma questo in Asia ovviamente non succede.

Solo in Cina, ogni giorno 100 ettari di alberi vengono abbattuti per rifornire di bacchette usa e getta 1,3 miliardi di persone. Una superficie pari a 100 campi da calcio di foresta di bambù, betulle o pioppi che viene distrutta ogni giorno.

Nel 2010, la China Environmental Protection Foundation ha raccolto 30mila bacchette di legno usate per far nascere lungo una strada di Shanghai il simbolo della tutela ambientale. La scultura di un albero abbattuto. Ai piedi dell’albero, ogni passante poteva leggere le statistiche sui consumi annui di bacchette e le previsioni per i successivi 20 sui disboscamenti che il governo cinese avrebbe autorizzato proprio per produrre questi sottili bastoncini.

In media i cinesi consumano 130 milioni di paia bacchette al giorno, 45 miliardi di paia di ogni anno, prodotte abbattendo 25 milioni di alberi. Senza contare i 18 milioni di paia di bastoncini che ogni anno vengono prodotti per il mercato internazionale.

Questa installazione ha avuto lo scopo di sensibilizzare la popolazione a scegliere bacchette riutilizzabili, nel tentativo di affrancare la Cina dal problema della deforestazione e da tutti i danni ambientali che ne conseguono. La polemica sull’abbattimento degli alberi dovuto alle bacchette ha visto schierati su fronti opposti gli ambientalisti, sostenuti da Greenpeace, e i sociologi più conservatori, senza portare alcuni risultato

Video CHOPSTICKS, NOT CHOP TREES

 

La tassazione imposta dal governo nel 2006 per controllare l’esportazione di questo prodotto non è servita a limitare la deforestazione. Solo nel 2013 la Cina ha prodotto 80 miliardi di bacchette, esportando 10 tonnellate di legno sotto forma di bastoncini per il cibo. L’industria è mantenuta attiva anche dagli elevati costi per la sterilizzazione delle bacchette e dal precetto scintoista della purezza spingono ancora all’uso dei bastoncini usa e getta.

Gli ultimi mesi del 2014 hanno visto aprire una nuova breccia su questo argomento, un gruppo di attivisti ha accusato le fabbriche cinesi di trattare le bacchette con sostanze chimiche nocive per la salute umana. Nonostante questa nuova scoperta, la produzione di bacchette non ha subito flessioni. La foresta cinese è ancora sotto lo scacco dell’economia e delle tradizioni.

Ilaria D’Ambrosi,Lifegate,12/01/2015

English version,The Telegraph; click here: Chinese ‘must swap chopsticks for knife and fork’

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