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Cina, la censura colpisce anche Yahoo

Sarebbe stato ingenuo pensare che il braccio di ferro tra Google e la Cina fosse terminato con il dirottamento degli utenti sui server di Hong Kong.

Nella giornata di ieri, 30 marzo, Google è risultato inaccessibile dalla Cina: la prima ipotesi ha riguardato subito una censura da parte del governo, ma è stata Google stessa a comunicare che si trattava invece di un malfunzionamento.

A risultare bloccato era soltanto il motore di ricerca: tutti gli altri servizi (come YouTube, o Google Maps) hanno continuato a funzionare regolarmente.

Al momento sembra che il colpevole sia davvero il firewall di stato cinese, che avrebbe bloccato l’accesso a Google, ma a seguito dell’errata interpretazione di una stringa che ha avuto come conseguenza l’impossibilità di raggiungere l’intero motore. Segno, tra l’altro, della scarsa raffinatezza dei filtri.

Mentre la situazione di Google in Cina è tornata alla normalità (se si può chiamare normalità la fuga a Hong Kong), ora è Yahoo ad avere qualche problema: alcuni giornalisti stranieri in Cina hanno scoperto che i loro account sono stati violati.

È dalla fine dello scorso anno che giornalisti e attivisti per i diritti umani segnalano casi analoghi: era già successo con Gmail e ora la cosa si sta ripetendo con la posta di Yahoo.

A volte l’accesso è semplicemente bloccato; altre, invece, l’account all’improvviso finisce nelle mani di qualcun altro. Quando un giornalista diventa “scomodo”, inizia a subire questi contrattempi.

Yahoo per il momento non ha rilasciato dichiarazioni in merito alla vicenda.

Fonte: Zeus News, 31 marzo 2010