Cina, l’inquinamento del suolo “è segreto di Stato”

L’inquinamento del suolo in Cina è “un segreto di Stato”. Con questa motivazione, il ministero cinese per la protezione per l’Ambiente si è rifiutato di pubblicare i dati di un sondaggio nazionale sulla situazione dell’inquinamento della terra. Esperti legali e ambientali hanno definito “irresponsabile” la decisione e hanno sottolineato che questa “mette a rischio la sicurezza pubblica, dato che la terra contaminata colpisce la qualità del cibo e può provocare enormi problemi di salute”.
Dong Zhengwei, avvocato di Pechino, aveva presentato la richiesta di pubblicazione lo scorso 30 gennaio: “La risposta del ministero è, fra le varie cose, anche infondata. I regolamenti interni impongono infatti la rimozione del segreto di Stato, se si parla di questioni che coinvolgono gli interessi pubblici”.
Ma Jun, direttore dell’Istituto per gli Affari pubblici e ambientali, sostiene che la contaminazione del suolo può essere “più rischiosa” di altre forme di inquinamento, dato che non è visibile e la popolazione non sa come difendersi: “Il governo ha la responsabilità di avvertire il suo popolo, se un pezzo di terra dove si vuole coltivare o costruire una casa è una potenziale minaccia”.
Lo studio secretato è durato 5 anni e ha coinvolto 200mila campioni di suolo e di acqua corrente. Secondo lo stesso ministero, esso “ha portato allo studio di oltre 5 milioni di dati diversi”. Nel 2006, subito prima di lanciare il programma, il dicastero aveva definito “inquinato” il 10 % della terra coltivabile: oltre 12 milioni di tonnellate di grano colpite ogni anno da metalli pesanti.
La questione ambientale è molto sentita in Cina a causa dell’inquinamento selvaggio provocato dalle fabbriche che – per mantenere i livelli di crescita economica nazionale – sono costrette a produrre senza rispettare gli standard di protezione ambientale. Sempre più spesso i cittadini chiedono al governo di intervenire.
Per ora le misure adottate sono state molto limitate. Tuttavia, nell’atteggiamento dell’esecutivo potrebbe cambiare qualcosa con la presa di potere da parte della “Quinta generazione” guidata da Xi Jinping. Per adesso, cosa del tutto nuova, il ministero della Sanità sembra aver riconosciuto l’esistenza dei “villaggi del cancro”, zone ad altissima concentrazione di malati di cancro nei pressi delle aziende più inquinanti. Il ministero fa riferimento a questi villaggi – fino a ora del tutto ignorati dalle autorità – in un documento ufficiale.

Fonte: Asia News, 26 febbraio 2013

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