Dall’Indonesia alla Cina: lo zolfo dei dannati della miniera di KUWA-IJEN (Video)

A sud dell’isola di Java esiste il vulcano di KUWA-IJEN. All’interno del suo cratere, occupato quasi per intero da un lago sulfureo di un verde innaturale. I minatori partono dal campo base situato ai piedi del vulcano e discendono le pareti del cratere, lungo un ripido sentiero. Arrivati in fondo al cratere, con una lancia di metallo combattono contro il vulcano per estrarre il suo sangue. Spaccano le lastre di zolfo in condizioni estreme, a temperature che possono arrivare ai 200 gradi, immersi in fumi tossici.

Arrivati in fondo al cratere, con una lancia di metallo combattono contro il vulcano per estrarre il suo sangue. Spaccano le lastre di zolfo in condizioni estreme, a temperature che possono arrivare ai 200 gradi, immersi in fumi tossici.

Lavorano senza nessun tipo di protezione idoneo. Utilizzano solo un pezzo di stoffa per proteggersi le prime vie aeree ma è inutile. Il peso che hanno sulle spalle è di circa 80/100Kg . Devono fare un tragitto di circa 20km e tre chilometri di arrampicata per arrivare in cima alla montagna, per due portate al giorno.

Guadagnano meno di 10 euro al giorno e le società che li sfruttano rivendono il minerale 7 volte di più. Prospettiva di vita: 40 anni.

Alla lunga, sono i polmoni la piaga di questi uomini: i fumi di zolfo li distruggono poco alla volta,  acidi attaccano pelle e denti.

E a questo consumo lento si sommano gli incidenti, che qui come in tutte le miniere non si nominano, ma sono numerosi: l’Ijen si è inghiottito 74 persone negli ultimi quarant’anni.

Succede quando la pressione dei gas che bruciano sotto la crosta dal cratere è troppo forte e soffi violenti  improvvisi di zolfo spaccano le pietre e investono i lavoratori.

Lo zolfo estratto viene poi esportato soprattutto in Cina, nel Sud-Est asiatico, ma anche nel resto del mondo.

Questi sciagurati vivono in fatiscenti baracche senza luce e acqua corrente.

Poi rientrano per 15 giorni dalle loro famiglie nei villaggi intorno al vulcano. I minatori svolgono questo lavoro massacrante proprio per poter dar da vivere alle loro famiglie.

È un lavoro che permette di avere un guadagno maggiore del 20% rispetto ad altri lavori diffusi in questa zona, come quello del contadino, e in più vengono pagati subito in base alla quantità di zolfo che riescono a portare.

Gianni Taeshin Da Valle, Laogai Research Foundation, 31/10/2014

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