CINA: il PCC investe notevoli somme di denaro per la realizzazione di nuovi “campi di rieducazione” e infrastrutture di sicurezza.[video]

Il governo cinese investe una immensa  somma di denaro per la costruzione di nuovi campi e infrastrutture di sicurezza nello Xinjiang. Agli occhi dei propagandisti del partito, questi campi sono simili agli ospedali per il trattamento di una “malattia ideologica”. Le torture in questi campi di rieducazione hanno, in molti casi, portato alla morte dei detenuti ma finora non ci sono stime di un bilancio delle vittime.

Questa spesa è quasi raddoppiata lo scorso anno e supera di molto la spesa per la sanità o assistenza sociale in un luogo in cui le autorità hanno risposto duramente alle minacce di terrorismo tra la popolazione uigura in gran parte musulmana.

Una notizia riporta di un funzionario del partito che ha dichiarato:

“Le malattie ideologiche sono le stesse delle malattie fisiche, in quanto devono essere trattate in tempo e non dovrebbero mai essere ignorate e autorizzate a diventare gravi. Altrimenti, più tardi, ce ne pentiremo, e sarà troppo tardi. Essere infettati dall’estremismo religioso e dall’ideologia terrorista violenta e non cercare una terapia è come essere infettati da un morbo che non è stato curato in tempo, o come prendere droghe che intossicano tutto l’essere. ”

Mentre la minoranza etnica è alla fine della peggiore forma di persecuzione, il mondo non batte ciglio.

Il governo cinese spesso elogia quello che sta facendo nello Xinjiang. Alcune di queste aree assomigliano a zone militarizzate con controlli e punti di controllo.

Secondo quanto riportato nella carta bianca pubblicata dal partito nel 2017, un funzionario ha dichiarato l’anno scorso che gli uiguri dello Xinjiang, sono i “musulmani più felici del mondo”. Il governo cinese “ha adottato misure efficaci per sviluppare l’economia, migliorare gli standard di vita delle persone, migliorare il benessere del pubblico”, ma le cifre di bilancio portate alla luce da un ricercatore straniero mostrano che l’eccessiva preoccupazione della Cina sta nel mantenere la presa sulla regione attraverso misure di sicurezza severe.

Secondo le cifre raccolte da Adrian Zenz, un ricercatore della Scuola europea di cultura e teologia di Korntal-Muenchingen, in Germania, un esperto nelle problematiche in Tibet e Xinjiang , la spesa per la sicurezza pubblica nei 12 mesi precedenti l’estate scorsa, nella regione, è balzata del 92% nella regione con una spinta di reclutamento di circa 100.000 nuovi agenti di sicurezza, molti dei quali poliziotti.

Zenz precisa, “la regione si sta trasformando in “un esperimento di ciò che è possibile fare, fino a che punto è possibile spingersi”.

Lo Xinjiang ha costruito circa 7.000 nuove stazioni di polizia “di comodo”, molte delle quali stazionano a intervalli di 500 metri l’una dall’altra, mirate ad imporre uno stretto controllo. Con il pretesto che gli uiguri hanno combattuto in Siria e in Afghanistan, la Cina afferma che sta cercando di garantire la stabilità in una regione vulnerabile all’estremismo.

Il risultato è che, in percentuale PIL, lo scorso anno lo Xinjiang ha speso sette volte di più in sicurezza pubblica rispetto al Canada per la polizia.

L’aumento della spesa nello Xinjiang si inserisce in un più ampio impeto cinese sul controllo della popolazione da parte di Xi Jinping, che dovrebbe rimanere il presidente a lungo termine del paese dopo l’abolizione dei limiti dei termini costituzionali.

Il signor Zenz, in un documento di ricerca che sarà presto pubblicato dalla Jamestown Foundation, ha scoperto che le spese cinesi per la sicurezza interna del 2017 hanno superato le spese militari del 18,6% , rispetto a quelle del 2014. Xi prese il potere alla fine del 2012.

Ha dichiarato: “Stiamo assistendo a un governo che sta crescendo, affidandosi alla forza lavoro e alla tecnologia della sicurezza nazionale per controllare la società”.

Il cambiamento più drammatico si è verificato nello Xinjiang, dove i rapporti del governo mostrano un drammatico contrasto tra le priorità in confronto di altri luoghi. L’anno scorso la regione ha speso 11,85 miliardi di dollari in spese per la sicurezza pubblica, più del doppio nei confronti delle spese per l’assistenza sanitaria; l’11 per cento in più della spesa per il benessere sociale; e l’80%  è stato speso per l’istruzione.

Paragoniamolo a Shanghai, ad esempio, che ha una popolazione ufficiale simile, ma ha speso un quinto di quello che lo Xinjiang ha fatto per la sicurezza pubblica e quasi cinque volte di più per il benessere sociale. Anche la spesa per l’assistenza sanitaria e l’istruzione a Shanghai ha superato il suo esborso di sicurezza pubblica.

I ricercatori affermano che le cifre dello Xinjiang mostrano un governo che investe molto nella scuola. La spesa per l’istruzione dello Xinjiang è più del doppio di quella di Pechino e la regione ha beneficiato di nuove scuole. Negli ultimi anni, nello Xinjiang sono stati costruiti migliaia di nuovi asili.

Ma la regione ha anche costruito centri di rieducazione politica, dove gli uiguri sono detenuti per mesi senza accuse formali.

Il denaro servirà  anche per pagare decine di migliaia di insegnanti assunti fuori dallo Xinjiang, che vengono trasferiti per fornire istruzione cinese agli studenti uiguri.

Darren Byler, antropologo presso l’Università di Washington, esperto di problemi moderni sugli uiguri dice: “C’è un po’ di bene pubblico in termini di miglioramenti alle  strutture ed è eccellente l’insegnamento della lingua mandarina, ma ha un costo molto alto dal punto di vista degli uiguri:
“Le scuole sono incentrate sulla stabilità permanente e sull’armonia etnica, scoraggiando fortemente l’educazione islamica di qualsiasi tipo e sottolineando i sistemi culturali  dell’etnia Han di origine cinese”.

Tahir Hamut, un regista e poeta uiguro che si è recentemente trasferito negli Stati Uniti, ha dichiarato: “molti insegnanti uiguri hanno smesso di lavorare in quanto il loro mandarino è troppo povero, ed ora sono sfruttati da organizzazioni di mantenimento della stabilità, moschee o comunità nello Xinjiag”.

Non è sorpreso dalla crescita esponenziale delle spese per la sicurezza nello Xinjiang, tra aumenti visibili di attrezzature di sorveglianza, poliziotti e agenti in borghese “che fingono di essere persone ordinarie collocate in comunità diverse.”

“Il governo cinese afferma sempre che i membri delle minoranze etniche stanno vivendo una vita felice. “Ma di fatto la condizione di vita delle minoranze etniche in Cina, in particolare degli uiguri, è andata peggiorando nel corso degli anni”.

Traduzione a cura della LRF Onlus


Fonte,The Kashmir Images 07/09/2018,The Globe and Mail:

https://www.theglobeandmail.com/news/world/beijing-increases-presence-over-xinjiangs-uyghurs/article38256591/

Video: Tortura, detenzione indefinita e campi di rieducazione religiosa

 

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