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Cina. Il partito comunista abolisce il Natale a Langfang

I funzionari della città hanno ordinato che tutte le decorazioni natalizie vengano rimosse dalle strade, dai negozi e dalle case. I residenti dovranno anche denunciare chiunque tenti di «diffondere la religione».

Quest’anno Babbo Natale non visiterà la cittadina la città di Langfang. Tanto meno i cristiani potranno gioire per la nascita di Gesù il 25 dicembre. I funzionari comunisti di questa città settentrionale di quattro milioni di abitanti, nella provincia dell’Hebei, hanno infatti ordinato che tutte le decorazioni natalizie vengano rimosse dalle strade e dalle case, avvertendo i negozi di non vendere oggetti che richiamino al Natale. Allo stesso modo è stato chiesto ai residenti di denunciare chiunque tenti di «diffondere la religione». Il tutto per «mantenere la stabilità».

Il Natale non è una festività riconosciuta in Cina, retta dal partito comunista che è ufficialmente ateo, e la sua celebrazione viene scoraggiata dalle autorità perché «di importazione occidentale». L’anno scorso, ricorda il South China Morning Post [1], la Lega della gioventù comunista cinese ha chiesto ai suoi membri dell’università della Cina meridionale di firmare un codice di condotta che imponeva loro di non partecipare a celebrazione legate al Natale.

LA RELIGIONE FAREBBE «CROLLARE TUTTO»

L’avviso è stato diramato in un periodo di forte repressione della religione cristiana. Oltre alla persecuzione dei cattolici [2] nell’Henan, l’arresto di oltre cento fedeli della Chiesa della prima pioggia dell’alleanza [3], la chiusura dell’influente chiesa di Sion a Pechino e di quella di Rongguili a Giangzhou, il governo cinese ha annunciato che la cattedrale dell’Immacolata a Pechino sarà chiusa per Natale, ufficialmente per «riparazioni». Come riporta AsiaNews [4], è quanto meno strano che le «riparazioni» vengano varate proprio alla vigilia di una festività così importante per i cristiani.

Il governo cinese vuole che tutti i cattolici aderiscano all’Associazione patriottica e che i protestanti entrino nel Movimento delle tre autonomie, organizzazioni guidate dal partito comunista. Ma come dichiarato alla Bbc [5] da un membro anonimo della Chiesa della prima pioggia dell’alleanza, fino ad ora sfuggito all’arresto, «queste associazioni sono ridicole, non diffondono il vero vangelo, ma il principio: “Ama il partito, ama il paese”. Sono contro Gesù e il vangelo. Anche se la mia chiesa è stata chiusa festeggerò il Natale con pochi altri fedeli».

I motivi per cui il partito comunista teme il cristianesimo sono sempre gli stessi. Come ha scritto in un articolo per il Global Times [6], quotidiano molto vicino al Pcc, Zhu Weiqun, ex capo della commissione Affari etnici e religiosi del “Parlamento” cinese, «se i membri del partito comunista» aderissero al cristianesimo, «non potremmo più chiamarci “partito comunista cinese”. Crollerebbe tutto. Un membro del partito comunista non può assolutamente aderire a una religione. Questo è un principio ideologico e organizzativo che il partito ha sempre sostenuto fin dalla sua nascita. Non ci possono essere dubbi su questo».

Fonte:Tempi.it,19/12/2018; https://www.tempi.it/cina-il-partito-comunista-abolisce-il-natale-a-langfang/

Versione inglese,SCMP:

Santa Claus won’t be coming to this town, as Chinese officials ban Christmas [1]