CINA – Il dramma dei bambini cinesi “in vendita”: il Governo non fa nulla.

In Cina, il traffico illegale di bambini è una realtà sempre più preoccupante, e il Governo non fa nulla per mettervi un freno. Questa è l’accusa che comunità internazionale e stampa nazionale muovono ai vertici del gigante asiatico.

I numeri del fenomeno. Le stime più ottimiste parlano di circa 70mila bambini scomparsi ogni anno, che vanno ad ingrossare le fila di questo drammatico mercato nero. I pessimisti ne contano addirittura 200mila. Se anche in questo caso la verità è nel mezzo, la consolazione appare piuttosto magra. Ma gli affari sono affari, e sempre più spesso si è costretti ad imparare che non guardano in faccia nessuno. Il giro di denaro intorno al traffico di bambini ha raggiunto cifre da capogiro. basti pensare che le “quotazioni” per ogni minore oscillano tra i 3mila e gli 11mila euro, con differenze dovute al sesso (le femmine costano meno dei maschi), all’età (più sono piccoli, più valgono), alla salute.

La legge sul figlio unico. Ma come si è arrivati a questo punto? Come prevedibile, le ragioni di un fenomeno così esteso e complicato non possono che essere altrettanto complesse. Senza dubbio, sullo sviluppo di questo mercato nero influisce la cosiddetta “politica del figlio unico”, quella scelta di controllo demografico che porta le famiglie cinesi ad aver diritto di concepire un solo figlio, pena multe salatissime e complicazioni burocratiche di ogni genere. Una norma che ha portato, nel tempo, al formarsi di un vero e proprio esercito di “figli illegali”, spesso invisibili per l’anagrafe e quindi inesistenti per lo Stato. A questo si aggiunge il dramma dei bambini malati: di fronte alla nascita di un figlio non sano, infatti, lo Stato concede alla mamma ed al papà una deroga per concepire un nuovo bambino. Il problema è che, troppo spesso, il primogenito finisce abbandonato in orfanotrofio.

La lentezza delle adozioni. L’altro elemento che contribuisce ad alimentare questo giro d’affari illegale è la difficoltà di accesso alle adozioni. Un tema su cui l’opinione pubblica sta martellando il Governo cinese, chiamato ad intervenire. I tempi eccessivi ed i numerosi ostacoli all’adozione regolare, infatti, spingono molte coppie a cercare vie “alternative” e fatalmente illegittime. Succede anche nel caso delle adozioni internazionali. Negli Stati Uniti, ad esempio, nel 2012 sono arrivati quasi 3mila bambini cinesi in cerca di famiglia. Agli americani l’iter legale di adozione costa oltre 15mila dollari e circa 270 giorni di attesa. Facile ipotizzare che più di qualcuno approfitti del “commercio illegale” per rimediare un figlio a costi più bassi e con tempi più veloci.
E qui l’orrore si somma allo sdegno: i minori diventano oggetto di vere e proprie contrattazioni, di accordi al ribasso. Qualcuno forse dimentica che si sta parlando, comunque, di bambini.

Fonte: Il Tarlo & La Storia, 26 Giugno 2013

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