Hong Kong: la polizia prepara gli arresti di massa

Larry Ong, Epoch Times,10/01/2015

Ad oggi, 32 leader dei manifestanti sono stati accusati di aver «incitato un’assemblea illegale» e dovranno costituirsi entro la fine della prossima settimana. «Fate rapporto alle stazioni di polizia per aiutare nelle indagini», ha detto al telefono la polizia di Hong Kong questa settimana a dei prominenti attivisti democratici.

 

In totale, circa 1.500 persone potrebbero essere perseguite per aver partecipato a manifestazioni pro-democrazia nel 2014, secondo i media di Hong Kong.

Gli organizzatori di queste proteste democratiche rischiano fino a cinque anni di reclusione, se saranno ritenuti colpevoli di assemblea illegale.

Nella foto: Philippe Lopez/AFP/Getty Images

Dei 1.500 soggetti indagati, 955 sono stati arrestati nei tre mesi delle proteste di Occupy Central. Le occupazioni delle strade sono iniziate il 28 settembre, dopo il lancio di lacrimogeni da parte della polizia contro un gruppo di studenti radunati fuori il quartier generale del governo, ad Admiralty.

Successivamente, le manifestazioni pro-democrazia sono state soprannominate ‘Rivoluzione degli Ombrelli’, perché i manifestanti hanno usato i loro ombrelli come scudo dai lacrimogeni e dai manganelli.

Anche i manifestanti partecipanti alle ‘prove’ di Occupy Central sono indagati. Più di mille studenti della Federazione studentesca di Hong Kong, Scholarism, e altri gruppi di studenti hanno tenuto un sit-in il 2 luglio nel distretto finanziario centrale di Hong Kong. La polizia ha portato via 511 manifestanti, e poi li ha rilasciati senza accuse.

Gli studenti e i gruppi pro-democrazia hanno dato il via ad una campagna per una maggiore democrazia ad Hong Kong il 31 agosto, dopo che il timbro legislativo del regime comunista cinese ha fatto passare una legge controversa.

Il Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo ha deciso che sarà permesso ai residenti di Hong Kong di scegliere il loro leader attraverso il suffragio universale, come stabilito dalla Legge base, documento governativo di Hong Kong, per le elezioni dell’amministratore delegato del 2017. Tuttavia, un comitato nominativo pro-Pechino mostrerà i candidati eleggibili e il regime avrà potere di veto su chi otterrà l’incarico.

Arrabbiati per il tentativo di manipolare la riforma democratica della città semiautonoma, i cittadini di Hong Kong si sono riuniti in massa il 31 agosto e il boicottaggio di settembre di una settimana, organizzato dagli studenti, ha portato ad un’occupazione delle strade durata 79 giorni.

Centinaia di migliaia di manifestanti si sono riversati nelle strade nelle vicinanze di Admiralty, Mong Kok e Causeway Bay all’apice del Movimento degli Ombrelli, ma il supporto pubblico ha iniziato a vacillare dopo il primo mese. In totale, circa 1,2 milioni di persone si sono unite alle proteste, secondo le stime della la University of Hong Kong.

«Dobbiamo continuare per la nostra strada se vogliamo cambiare il nostro futuro», ha affermato il leader dei manifestanti degli studenti Joshua Wong.

I governi di Hong Kong e Pechino hanno definito le occupazioni delle strade «illegali», ma hanno deciso di far sgomberare i luoghi delle proteste indirettamente, attraverso delle ingiunzioni legali garantite a compagnie private. Leung Chun-ying, amministratore delegato attualmente sotto attacco, ha promesso in una serie di dichiarazioni che la situazione con i manifestanti sarebbe stata risolta «in modo deciso», prima dello sgombero.

Secondo le affermazioni del 15 dicembre del commissario Andy Tsang, i «principali istigatoti» delle proteste di Occupy sarebbero stati radunati dalle autorità tre mesi dopo lo sgombero dei manifestanti dai maggiori accampamenti di Causeway Bay.

Con il recente giro di telefonate della polizia, sembra che le autorità di Hong Kong abbiano ripreso la prima fase di perseguimenti formali.

SENZA PROBLEMI

Molti leader delle proteste hanno ricevuto dei mandati di comparizione, ma sono rimasti tranquilli davanti alla prospettiva di essere arrestati.

Lee Cheuk-yan, un legislatore pan-democratico, e Jimmy Lai, magnate dei media che dopo essere stato arrestato ha annunciato le sue dimissioni da presidente della compagnia che possiede l’Apple Daily, giornale pro-democrazia, hanno annunciato che avrebbero cercato un consiglio legale prima di intraprendere ulteriori azioni. Lee e Lai devono fare rapporto al quartier generale della polizia di Wan Chai entro e non oltre il 17 gennaio.

«Ovviamente siamo mentalmente preparati per il proseguimento», ha detto Lee. Secondo le sue affermazioni, «L’obiettivo originale» delle proteste dell’Occupy non sarà dimenticato dai manifestanti, cioè quello di assicurare un «suffragio universale genuino» ad Hong Kong.

Come Lee, anche Tommy Cheung, membro del comitato permanente della Federazione studentesca di Hong Kong, afferma di essere preparato all’arresto. In un post su Facebook, Cheung ha scritto di essersi sentito «calmo» dopo la telefonata della polizia, aggiungendo di sentirsi «onorato» di venire arrestato come studente universitario con altri membri simili di una società che «lotta per un suffragio universale genuino».

Non tutti i leader delle proteste sono così calmi. Agnes Chew, un membro del comitato di Scholarism, ha affermato di essersi sentita «Molto scioccata» quando la polizia l’ha contattata e che riusciva solo ad essere «spaventata». Però, la Chew ha affermato di assumersi le sue responsabilità per la sua disobbedienza civile come «studentessa, manifestante e cittadina di Hong Kong», nel caso fosse arrestata.

Joshua Wong, leader di Scholarism, rimane ribelle: «Sto affrontando cinque accuse dal mio primo arresto il 26 settembre, ma non mi pento delle mie azioni», ha affermato il 18enne in un post su Facebook.

Wong, salito alla ribalta nel 2012 grazie alle sue proteste contro una proposta di «Educazione patriottica» supportata da Pechino, ha ricevuto la chiamata della polizia un giorno dopo molti altri leader delle proteste, ma deve fare rapporto il 16 gennaio, un giorno prima degli altri.

«Anche se sotto pressione da parte di chi sta al potere, dobbiamo continuare per la nostra strada se vogliamo cambiare il nostro futuro», ha affermato Wong. «Non c’è spazio per i compromessi».

Curiosamente, i tre co-fondatori di Occupy Central with Love and Peace (Oclp), il gruppo che in origine proponeva di occupare le strade principali di Hong Kong se Pechino non avesse permesso il suffragio universale, non è ancora stato contattato dalla polizia.

Parlando martedì ad un programma radiofonico e televisivo di Hong Kong, Benny Tai ha raccontato che né lui, né il suo collega Chan Kin-man o il loro collega Chu Yiu-ming sono stati contattati.

Il trio ed altri membri della Oclp si sono arresi alla polizia il 3 dicembre e hanno incoraggiato gli studenti a terminare le occupazioni. Dopo aver accettato una lista di violazioni auto-dichiarate, la polizia li ha lasciati andare senza accuse.

INTRIGO

I media di Hong Kong hanno espresso delle preoccupazioni sugli imminenti arresti. L’edizione cinese di Hong Kong di Epoch Times ha riportato che il fatto che la Criminalità Organizzata e la Triade hanno contattato i leader delle proteste, ci suggerisce che la polizia stia trattando gli attivisti pro-democrazia proprio come i membri delle gang della malavita.

Anche il tempismo degli arresti è sospetto, visto che arrivano proprio quando il governo di Hong Kong ha iniziato il secondo round di consultazioni pubbliche sulle riforme democratiche della città.

Se i leader pro-democrazia verranno arrestati la prossima settimana o coinvolti in procedimenti legali, il governo dovrebbe riscontrare meno resistenza nelle strade e nella legislatura quando proverà a far passare il decreto altamente impopolare del 31 agosto.

Inoltre, c’è la possibilità che le autorità possano mettere fuori gioco i leader delle proteste per un lungo periodo.
Secondo la legge di Hong Kong, gli organizzatori delle proteste democratiche rischiano fino ad un massimo di cinque anni se colpevoli di assemblea illegale, secondo il professor Eric Cheung della facoltà di legge della University of Hong Kong.

Questo potrebbe essere disastroso per gli studenti manifestanti, che ancora devono concludere la loro educazione. Con dei precedenti, le loro prospettive di carriera potrebbero essere ostacolate.

Una delle studentesse che mira ad una carriera da favola vede del positivo nella sua cupa situazione.
Yvonne Leung, membro della Federazione studentesca di Hong Kong, ha detto ai suoi amici di non preoccuparsi se non sarà in grado di diventare avvocato, il suo sogno.

Unendosi al Movimento degli Ombrelli, la Leung ha detto di stare già inseguendo la «giustizia», la vera ragione per cui voleva diventare avvocato.

Fonte,EpochTimes,http://www.epochtimes.it/news/hong-kong-la-polizia-prepara-gli-arresti-di-massa—127805

Articolo in inglese: Hong Kong Police Plan Mass Arrest in Protest Backlash

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